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R Recensione

5,5/10

Las Kellies

Friends & Lovers

Da Buenos Aires, il trio delle Las Kellies propone un dance-punk crudo e vintage, rievocando esplicitamente le Slits di “Cut”, o -parola loro- le ESG e lo strascico più dance della stagione No Wave (un paio di nomi ancora? I Liquid Liquid e i Dinosaur L). Suoni che non potevano non intercettare il gusto della londinese Fire Records, che ha pubblicato il loro “Friends & Lovers”, così come i due episodi precedenti.

A partire dalla prima “Sugar Beat” fino all’ultima “Celebrate Life” la formula prevalente è quella di un mix di chitarre taglienti e scarne, ritmi in levare, caracollare svogliato e sciatto. Se la cosa funziona laddove le rotondità dub conferiscono compattezza e sensualità al sound (la già citata “Sugar Beat”, la successiva “Tied to a Chain”, che contrappone alle strofe di reggae squagliato al sole il graffiante riff post-punk del bridge, la vagheggiante e dreamy “Sundays”), e dove gli interventi psichedelici aggiungono colore e profondità sonora (“Love Me As I Do”), presto si fanno evidenti i primi cedimenti a causa di un registro monotono e minimale (la ripetitiva “I’m On Fire”, il garage fuzzoso e riverberato, in stile Coathangers, di “I Don’t Care”, la svogliata e sonnolenta “Sun Goes Down”) che, fatte salve le rade sfumature stilistiche, incastra l’album in un incedere ripetitivo, senza particolari guizzi creativi.

La scaletta di “Friends & Lovers” presta eccessivamente il fianco alla sensazione di “già sentito”, aggiungendo poco (penso soprattutto alle rarefazioni psych della seconda metà dell’album) ad una formula “slacker-punk” a cui non sembra essere rimasto molto di originale da dire. No bueno.

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