R Recensione

6/10

Bugo

Contatti

Cristan Bugatti, in arte Bugo, può essere considerato il Beck italiano, il prototipo dell’artista lo-fi.  La sua presenza nella scena musicale è quanto mai incostante, presenze e assenze dovute anche alle sporadiche concessioni dei media, ma in ogni caso continua: dal 1999 infatti, con i suoi otto album, Bugo non cessa di esserci e di evolversi, lasciando un segno, se non nel mainstream, sicuramente nell’underground e nella scena alternativa.

La sua arte però non si esaurisce semplicemente nel lo-fi, arricchita com'è della capacità di agganciarsi alla tradizione cantautoriale nostrana grazie alla costante attenzione rivolta ai testi: mai del tutto impegnati, ma sempre diretti alla descrizione ( annoiata, cinica, sarcastica) di una società monotona e degradata, di anime anestetizzate o torpidamente coscienti.

Ne nasce una poetica urbana dell’alienazione consapevole, della critica filtrata, di un cinismo annoiato dalla sua stessa ovvietà.

In più il nostro Bugatti è da qualche anno (precisamente dal 2004, anno di uscita del doppio Golia e Melchiorre) dedito ad una personale scoperta dell’elettronica, resa esplicita e manifesta con la sua solita ironia dal singolo “Il Sintetizzatore” del 2004. Così, assieme all’attitudine DIY fatta di chitarre ruvide, voci trascinate e scarsa qualità di registrazione si uniscono più moderne e ballabili linee di synth, ritmi discotecari e varie trovate elettroniche. Tutto questo però è, ricordiamocelo, frutto dell’arte a-sociale di Bugo, quindi l’uso di questi strumenti diventa nelle sue mani uno strumento dissacrante anti-discotecaro e anti-ballabile.

Il processo di digitalizzazione del suono culmina nel suo ultimo lavoro, Contatti, nel quale arriva a pieno compimento la familiarità di Cristian con la strumentazione elettronica (anche grazie alla produzione di Stefano Fontana), mostrando un’ottima padronanza di melodie elettro-pop e dance, capaci di dare un inedito volto alle sue liriche.

Già dall’intro Posso Entrare?, si sfoggia una sinuosa anima lounge derivata dagli Air, elegante e raffinata. Dobbiamo però aspettare la seguente traccia, C’è Crisi, per ritrovare il Bugo che conoscevamo, lanciato in una baldanzosa e saltellante linea di organetto a sorreggere un canto alla Rino Gaetano, in un incedere volto ad un ritornello calcato e sontuoso, irresistibilmente melodico. La tematica fa poi genialmente contrasto con l’easy leastening del pezzo, regalando una fredda istantanea della nostra società perennemente in crisi, “con i beni separati e i mali in comunione”.

Nel Giro Giusto mischia ludici effetti elettronici alla struttura tipica della canzone di Bugo, dove però i testi iniziano a scricchiolare, segno di come non sia ancora giunto il tempo di avere la stessa cura per liriche e musica (qui decisamente più curata). Drum machine a palla con Primitivo, altra filastrocca futurista dai pulsanti ritmi sincopati e dai testi con ben poche trovate apprezzabili. All’elettro pop italianissimo di Love Boat, forse il pezzo più kitsch dell’album, segue l’hip hop-techno di Buone Maniere, dove il canto rappato confluisce in un ritornello groove dai toni parodistici. La Mano Mia è un robotico avvilupparsi di loop serpeggianti e ritmiche frenetiche, sfigurate da un testo senza né capo né coda, una vera e propria caduta di stile.

Felicità e Sesto Senso si fanno decisamente più intimiste (al limite del lezioso), mentre Balliamo Un Altro Mese si riappropria della foga di C’è Crisi, rubando un loop dalla discoteca più vicina e irruvidendo per bene la voce, ma non riuscendo a sortire il buon effetto del ben più fortunato singolo, dando l’impressione che i molteplici effetti elettronici siano inseriti più per gioco che per altro.

Si chiude l'ascolto con Posso Uscire, ripresa del tema iniziale, che, assieme a C’è Crisi, offriva il momento migliore dell’album.

Contatti, per concludere, segna sicuramente un passo in avanti per l’artista novarese, ma mostra numerosi cedimenti dovuti alla difficile convivenza della storica anima trascurata e disordinata con le nuove melodie elettroniche, sempre curate ma mai all’altezza del genere. Insomma pur restando un lavoro piacevole, come la maggior parte degli album di Bugo, non sfoggia né capolavori né totali disastri, accontentandosi di una speranzosa sufficienza.

V Voti

Voto degli utenti: 6,6/10 in media su 9 voti.
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F-000 6/10
ThirdEye 3,5/10

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 6 questo disco) alle 10:51 del 12 agosto 2008 ha scritto:

Simpatico questo "Contatti", ma devo dire che le vette di "Golia & Melchiorre" rimangono insuperate. Bugo, comunque, a mio parere rimane uno dei pseudo-cantautori da tenere più d'occhio al momento. Sotto la patina di voluta deficienza c'è qualcosa di più, qualcosa di molto meglio. Però "Love Boat" se la poteva risparmiare

ozzy(d) alle 14:37 del 12 agosto 2008 ha scritto:

paralleli

paragonare bugo a beck è come paragonare giovinco con maradona

TheManMachine (ha votato 7 questo disco) alle 1:13 del 13 agosto 2008 ha scritto:

Piacevole

Io lo trovo assai gradevole, in più i testi sono spesso agili e pervasi di sottile ironia. Un pregio, di questi tempi, nei quali prevale invece in molti suoi colleghi un certo nichilismo decadente troppo autocompiaciuto per sembrare autentico. Bravo Sig. Bugo, e bravo anche Matteo la cui equilibratissima recensione mi trova d'accordo praticamente su tutto, ma io alzo di un mezzo punto il giudizio finale.

TomooTaniguchi (ha votato 8 questo disco) alle 2:50 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

Altro disco, altro stile!

Bugo non è che può essere considerato il Beck italiano. Bugo E' il Beck italiano. "Dal Lofai Al Cisei" (come "Arriva Golia") è la versione italiana di "Mellow Gold", come "La Gioia Di Melchiorre" ha molto di "Sea Change". Qui sento molti echi festosi di "Guero" ("Le Buone Maniere") o di "Midnite Vultures" ("Love Boat"). Il risultato sorprende nella sua interezza, nonostante la leggermente debole "Balliamo Un Altro Mese". Bravo, sir Bugatti!

TexasGin_82 (ha votato 7 questo disco) alle 18:04 del 13 maggio 2010 ha scritto:

RE: Altro disco, altro stile!

La penso esattamente come TomooTaniguchi.

Bravo a scopiazzare Bugo. Ma bravo lo stesso.