R Recensione

8/10

Overmood

Sorry For The Setbacks

Il mio problema è la pigrizia. Perché do il via a questa recensione parlando di me? Semplice, avreste dovuto sapere di quest’album almeno tre mesi fa, così da inserirlo, come ha fatto il sottoscritto, nella personale top 10 del 2007.

Si, non esagero, Sorry For The Setbacks, dei giovanissimi e sconosciuti Overmood, è davvero uno dei dischi italiani migliori del 2007.

In realtà d’italiano l’album ha davvero poco: cantato in inglese, intriso di chitarre e basato su di un’idea di crossover che in Italia si sente raramente, soprattutto a questi livelli. Capiamoci bene, non sto parlando dei nuovi Linkin Park ma della risposta italiana a band di tutto rispetto quali Idiot Pilot ed I Was A Cub Scout; ma mentre i primi giocano maggiormente con un certo emo-nu-metal di matrice tipicamente americana ed i secondi  sembrano  una versione acerba dei Postal Service servita a velocità raddoppiata condita con spruzzi “emotional” tipici dell’età degli attori in questione, il duo italiano di base ad Alessandria suona come un remix targato Ipecac di quell’indie rock americano anni ’90 che tutti oggigiorno sono ritornati ad amare, lo-fi nell’attitudine ed un po’ anche nel suono ma con un impatto emotivo ed acustico potente e conciso. 

Parliamoci chiaro: se, una volta partito il ritornello di Restless Song, riuscite a rimanere immobili, allora vi consiglio un consulto dal neurofisiopatologo. Questa, insieme al contagioso singolo Winning Guitar, alla breve e potente Climb The Day (della serie piccoli 65daysofstatic crescono), alla rabbiosa Grain Of Hope e alla spensierata Sound Of A Child, costituisce la spina dorsale di un debutto che vede la sua forza in un suono di chitarra vecchio di dieci anni riletto secondo gli stilemi del rock odierno.

Ma in Sorry For The Setbacks c’è spazio anche per la “dolcezza” del pop  e per le vecchie radici hip-hop di Matteo ed Alessandro (non a caso l’album ha visto la supervisione di un certo Rico dei Uochi Toki), ne è prova il trittico di chiusura Odds&Ends, Palely e Rubber.

Quindi, ora che sapete che probabilmente avete perso uno degli album italiani migliori del 2007, non lasciatevi anche scappare l’occasione di vedere il duo alessandrino dal vivo quando passa dalle vostre parti, garantisce Suiteside, piccola etichetta genovese che ultimamente non sbaglia un colpo.

V Voti

Voto degli utenti: 8/10 in media su 2 voti.
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REBBY 6/10

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