R Recensione

6/10

Daniel Johnston

Is and Always Was

Daniel Johnston vanta una carriera trentennale. Una sorta di Robert Pollard più schizzato e frenetico. Basterebbe questo per descrivere il personaggio.

Non si parla proprio di un album all'anno ma quasi, sta di fatto che è con questo corposissimo bagaglio alle spalle che Johnston ci presenta in questo 2009 la sua ultima fatica, Is and Always Was.

Il lo-fi degli esordi (pensiamo a lavori come Artistic Vice e Fun) si fa più corposo e solido, andandosi a trovare in perfetto acccordo e sintonia con le tanto conosciute forme attuali dell'indie rock, storpiato da Johnston in una variante scanzonata, stonata e parodistica.

A dir la verità però questa volta le strutture delle canzoni sono molto meno eclettiche di quanto potessimo pensare, vista l'abitudine, per conquistare invece il raggiungimento di un songwriting piuttosto limpido e una padronanza della melodia più che rispettabile.

Lo dimostra la prima Mind Movies, costruita su un crescendo sempre più corposo ed enfatico, un ottimo pezzo rock dai chiari rimandi agli anni '90 di Pavement, Beck, Sebadoh e Guided By Voices. Anche Fake Records of Rock and Roll riesce a catturare grazie all'andazzo spigliato che da sempre caratterizza i suoi brani più movimentati, mentre la seguente Queenie the Doggie finisce con l'annoiare col suo insistere su toni da filastrocca eccessivamente calcati.

L'incalzante pop di High Horse e Without You, per non parlare dell'ultima Light of Day, segna un singolare abbandono ad un easy listening raramente sperimentato dall'artista texano fino ad oggi (grazie al produttore Jason Falkner), capace di aggiungere leggerezza a questo lavoro rendendolo ancora più schietto e divertente. La foga espressiva di brani come I Have Lost My Mind e Freedom, intervallati dall'ottimo folk di Tears, ci portano fino alla fine del disco senza attriti né storture. Is and Always Was è votato alla semplicità (cosa ben diversa dalla banalità), e gli effetti ottenuti in questo senso sono ottimi.

Ad innalzare i toni ci pensano infine pezzi come l'omonimo Is and Always Was, dotato di spessore e aggressività, e Lost in My Infinite Memory, cavalcata aggraziata e avvolgente di rock elettronico.

Gran regalo per i fan (che lo ameranno) e discreta prova per chi di Johnston ignorava l'esistenza. Un disco della maturità, l'ennesima piccola conferma ad una carriera da veterano. Un segno di presenza che se non altro può far luce sui tanti lavori dimenticati di un artista da riscoprire.

 Sito ufficiale: www.hihowareyou.com/

My Space: www.myspace.com/dannyjohnston

V Voti

Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 2 voti.
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babaz 8/10

C Commenti

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babaz (ha votato 8 questo disco) alle 8:57 del 20 novembre 2009 ha scritto:

Geniale, come sempre!!

ozzy(d) (ha votato 5 questo disco) alle 19:34 del 23 novembre 2009 ha scritto:

Amo Daniel ma questo è fondamentalmente un disco inutile e senza nerbo.