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R Recensione

6/10

Full Ugly

Hanging Around

Passati in rassegna, su queste pagine, i Blank Realm di Brisbane, tocca ora parlare dei Full Ugly di Melbourne. Oltre milleseicento chilometri di distanza colmati dalla sensibilità dell'etichetta Bedroom Suck (approccio lo-fi, ritornelli indie-rock da spiaggia, estetica DIY prevalente). Impossibile però non far trapelare un distinto approccio alla materia DIY dei Full Ugly. La band di Nathan Burgess è infatti consacrata ad un indie-pop sgangherato e sbarazzino che non lascia spazio alle fughe psichedeliche dei cugini della costa est.

I Full Ugly danno vita a dieci bozzetti chitarristici dove, tra vibranti solo twang e parti ritmiche jangly sporche e sfrigolanti, a dominare sono le filastrocche indie cantate dallo sguaiato Burgess: proprio di filastrocche si parla con Drove Down, Oh Daddy e Nervous, con queste chitarrine sfavillanti che decorano di motivi briosi le andature dinoccolate. I pezzi più ragguardevoli, però, sono quelli dove il sound si fa più corposo e pieno, dove le aperture melodiche sfuggono dal cliché del motivetto facile, articolandosi in sintassi un tantino più diversificate: si prendano la spigliata e solare Hanging Around, il twang sonnacchioso di No Plans, la strumentale Smug S. (che ricorda le sonorità dei primissimi Real Estate e della proto-scena “noise-beach-pop”), il folk-rock stralunato di Hilly Street : qui, alle tipiche liriche scanzonate, si affianca un chitarrismo più abrasivo e stratificato, non privo di una dimensione espansa e dreamy.

Tra Pavement, Vaselines e Pastels, gli australiani Full Ugly danno vita ad un album che, pur non brillando di originalità, riesce comunque a divertire, dipingendo un grazioso quadretto di moderno beach-pop stonato. Uno spensierato toccasana: ogni tanto ci vuole.

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