R Recensione

6,5/10

Best Coast

California Nights

Sempre più distanti dalla smaliziata verve pop del primo “Crazy for You” e sempre più impegnati nella definizione del loro sound: i Best Coast di Bethany Cosentino perdono in immediatezza guadagnando però punti in sede di padronanza degli arrangiamenti e in resa produttiva.

Se già “The Only Place” mostrava una certa attenzione per la veste sonora (gli scintillii jangle di Jon Brion), questo nuovo lavoro è il definitivo abbandono di un passato lo-fi che, a prescindere dal grado di maturità raggiunto, aveva presto iniziato a stare stretto. Il passaggio alla celebre Harvest consolida questa scelta, suggellata dalla produzione di Wally Gagel, che sceglie di operare massicciamente sull'impatto chitarristico della proposta: le sei corde sono qui protagoniste, per un suono amplificato, stratificato, espanso in costante effetto eco ed impreziosito da interplay mai così rifiniti.

Non sempre tutto è a fuoco (una volta impostata la direzione gli scarti sono minimi, e pezzi come “Fine Without You” o “Fading Fast” non fanno che ripetersi), ma in brani come “Feeling Ok”, "Heaven Sent", “In My Eyes” e “Run Through My Head” (che riescono a solidificare la scrittura trovando posto in un comodo cantuccio tra Hole e pop-punk anni Novanta, con rimandi melodici ai girl group anni Cinquanta sparsi qua e là) l'alchimia tra hi-fi e il songwriting “marca Cosentino tocca apici finora mai raggiunti. I veri cambiamenti, però sono altri: si prenda l'esemplare “California Nights”, dolciastro midtempo dove le parti di chitarra sono ricche come non mai, baluginando negli intarsi in tremolo su uno sfondo ambientale di grana shoegaze. Bethany Cosentino e Bobb Bruno non avevano mai osato tanto.

Una band che non rinnega se stessa (“What is life, what is love?/What's the meaning of it all?/ Do I even care or is it just that I am so unaware” si chiede la Cosentino in “So Unaware”, confermando una leggerezza rassicurante, incapace di prendersi troppo sul serio, tanto che le domande sul senso dell'esistenza vengono ricondotte ad un innocuo e adolescenziale “I'll never understand you”) ma che si dimostra intenzionatissima a percorrere nuove strade, cercando di proiettare la propria proposta su nuovi e più alti livelli. Che la strada, questa volta, sia quella giusta?

V Voti

Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 1 voto.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
elisa14 6,5/10

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.