V Video

R Recensione

9/10

Bilderbuch

Schick Schock

"I don't even speak German well

but it doesn't matter, does it?"

Già, non importa. Non importa, almeno stando ai nostri fini più immediati, che gli austriaci Bilderbuch in patria siano diventati un caso discografico con il qui presente “Schick Schock” (il loro terzo long playing, i precedenti improntati a un indie-rock post-Franz Ferdinand abbastanza personale ma di poco rilievo), entrato in Marzo in vetta alla classifica austriaca e ancora oggi saldo tra le prime venticinque posizioni. La stazza della band è talmente massiccia da farne immediatamente sfumare i connotati nazionali, rendendo secondari tanto l'invidia per un Paese che premia col disco d'oro un gruppo così astruso, quanto la comprensione del “testo” e il cantato in una lingua (oddio!) non anglofona. In ogni caso, qui il discorso principe è sviluppato - cosa tanto ovvia quanto spesso ignorata - sul piano prettamente musicale: i linguaggi contemporanei vengono ridefiniti in quello che è uno dei più radicali e stimolanti (oltre che divertenti) tentativi di modellamento di un nuovo idioma pop.

Ascoltando “Schick Schock” è come veder aggrumati in una sola esperienza Prince, Kanye West (un album come “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” è stato, per loro stessa ammissione, un'importante fonte di ispirazione), Beck (una via di mezzo tra “Odelay” e “Midnight Vultures”), l'r'n'b di marca “alternative” e l'indie più o meno dance oriented degli ultimi anni, per un pop-rock camaleontico e contaminato come non mai. Il risultato è una proposta dalla quale trasudano ironia e groove, frutto di una creatività che rasenta la schizofrenia nella (indi)gestione della scrittura, strabordante di avventurose rivoluzioni interne ai brani, anch'essi costantemente manipolati contro ogni linearità e prevedibilità.

Ansia antinaturalistica, quella del quartetto viennese, che in Feinste Seide lambisce territori industrial, se non fosse che il beat incrociato è sincopatissimo e quanto di più lontano dalle “quadrature” EBM, laddove in Softdrink a configurarsi è un gioco meta-musicale sul corpo di una slow-jam, patchwork di campionario pop-art (Coca Cola, Fanta, Sprite / Seven Up, Pepsi, Alright / Alright! Alright! Alright!") con tanto di rapper “ammerigano” a intrudere e farci scompisciare. Sempre a proposito di ironia, obbligatorio gustarsi il video ultrakitsch di Om, altro singolo che del disco bene sintetizza la complessità organizzativa: gioiellino di r&b elettronico costruito su strati di samples melliflui e “pitchati” di chitarre, rhodes e synth, il tutto condensato in una sorta di ondeggiante nebulosa che nel ritornello si gonfia ulteriormente, dando il via ad un inesorabile/glorioso crescendo.

E se è vero che, tra le nostre premesse su come meglio guidare all'ascolto, v'era quella di non dare troppo peso al germanico idioma, è parimenti innegabile che quest'ultimo si riveli elemento non proprio prescindibile ai fini del risultato. Il tedesco, nelle mani del “candeggiato” cantante Maurice Ernst, si trasforma in una lingua stranamente sexy, le cui spigolosità vengono come arrotondate dalla dizione, dalla metrica pensata a blocchi intonativi/ritmici, dalla varietà di stili vocali messi in mostra. Proprio la versatilità del frontman è un primo spunto di riflessione: (sornione) animale da palcoscenico, improbabile eppure efficacissima (caricatura di) sex-symbol “crucco”, Ernst è del sound il fluidificante (a differenza dell'addensante bassista Peter Horazdovsky, al quale spetta più di altri l'onere di dare compattezza all'intruglio), oltre che primo appiglio visivo/sonoro per il popolo - cioè tutti noi - di Youtube. Fate caso a come assecondi - la voce quasi un tutt'uno con la ritmica - le spirali ipnotiche di Spliff, come il suo falsetto occasionalmente deformato dall'autotune irrompa nel soul-rock futuristico/emotivo (oltreché bello in modo indicibile) di Gibraltar, a come raddoppi il flauto su Rosem Zum Plafond (Bresser Wenn Du Gehst) proponendosi quale versione “hot” di Damo Suzuki (Can), e capirete al volo cosa intendiamo.

Altro elemento chiave è un chitarrismo praticamente reinventato. Micro-riff funky spezzati, sprazzi timbrici risultanti dai trattamenti più disparati, assoli destrutturati e scomposti: in queste dinamiche si respira una libertà sintattica senza limite che prende il concetto di guitar hero e lo butta nel cesso riuscendo ugualmente a generare un'aurea mitica attorno al chitarrista-alchimista Michael Krammer (anch'egli icona visiva come pochissimi altri in circolazione). A chiarire l'antifona basti lo stoppato in Om, essenziale quanto catartico, o ancora la tessitura dei licks di Feinste Seide (la grana delle sei corde varia di continuo, passando dalle modulazioni arabeggianti della frase principale ai riff heavy di bridge e refrain), gli assoli in modalità frippertronics di Barry Manilow, quelli filtrati all'impossibile di Plansch, gli accordi energici e marziali di Maschin e della Title Track. Aggiungete all'impasto tastiere di ogni tipo, trucchi di studio a piovere, nonché un batterista in carne e ossa, Philipp Scheibl, solidissimo e avventuroso nel flirtare con la tecnologia, e forse vi sarà possibile avere un'idea (per quanto infinitesimale) di come suona “Schick Schock”.

I Bilderbuch, dal canto loro, stanno lì proprio per mostrarci quanto siano auspicabili (necessari, anzi) i contatti tra rock e new r&b/pop-rap, specie se gestiti con simile creatività. Il tutto, ricordiamolo, a beneficio del rock stesso, per consentirgli di continuare a vivere e respirare, di stare al passo coi tempi. Se ci sono arrivati in Austria (illustre nazione che tanto ha dato alla musica fino alla prima metà del '900, ma il cui contributo in fatto di pop non pare tra i più irrinunciabili), non si capisce perché non potrebbero arrivarci – e in parte ci stanno già arrivando - in altre zone del globo terracqueo.

V Voti

Voto degli utenti: 8,1/10 in media su 21 voti.
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zefis 8,5/10
Lepo 10/10
hiperwlt 7,5/10
ciccio 8,5/10
B-B-B 8,5/10
zebra 6,5/10
Sor90 7/10
Tiaspark 7,5/10
cnmarcy 8,5/10
Lelling 8,5/10

C Commenti

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zefis (ha votato 8,5 questo disco) alle 22:16 del 3 agosto 2015 ha scritto:

Recensione straordinaria, per ricchezza argomentativa e fantasiosità nella scrittura. Bravissimi ragazzi! Sul disco, che dire? Che sono a una cinquantina di ascolti e non mi stanca mai: "Schick Schock" è lo stato dell'arte del pop-rock mondiale. Se i Bilderbuch non raccoglieranno quanto meritano all'estero è purtroppo per la loro provenienza, perché per il resto non hanno niente da invidiare a nessuno. Semplicemente irresistibili!

loson, autore, alle 22:33 del 3 agosto 2015 ha scritto:

Vas, sono (anzi siamo, verso Cas? ) commosso/i. :*

Cas, autore, alle 23:43 del 3 agosto 2015 ha scritto:

Giusto il plurale los Vas, grazie per il commento entusiasta: disco della madonna, sì!

FrancescoB (ha votato 7,5 questo disco) alle 9:53 del 7 agosto 2015 ha scritto:

Il disco è molto interessante: sovraccarico, denso fino all'inverosimile, iperelaborato. Diciamo che per ora questa tavolozza ricchissima e imbizzarrita mi induce a un applauso meritato, ma non mi tocca: probabilmente si tratta di un limite mio, fatico sempre a entrare in sintonia con questo approccio ultra-stratificato e iper-calcolato. Ripasso per il voto: mi aspetto qualcosa di più che positivo, ma sono meno entusiasta dei bravissimi recensori

Lepo (ha votato 10 questo disco) alle 14:10 del 14 agosto 2015 ha scritto:

Per me questo è un album storico, spero che in futuro verrà ricordato come tale. E in quanto album storico, chi meglio dei due mattei per recensirlo? Ho apprezzato in particolar modo l'analisi fatta sui singoli strumentisti, cantante e chitarrista (questo davvero un 'eroe della chitarra' moderno) soprattutto. Mi risulta difficile scegliere alcuni pezzi preferiti, davvero ogni canzone in scaletta è perfetta alle mie orecchie, forse un pelo più 'totale' è Softdrinks.

loson, autore, alle 18:20 del 15 agosto 2015 ha scritto:

"Ho apprezzato in particolar modo l'analisi fatta sui singoli strumentisti, cantante e chitarrista" ---> E' stato Matteo Castello ad aver impostato la recensione in questo modo e devo dire di aver apprezzato non poco la sua idea, specie in casi come questo dove i musicisti si meritano analisi più dettagliate. Album storico? Lo dico a bassa voce, ma sono d'accordo con te. Poi ci sta che resti un episodio isolato, l'Austria è periferia, anche se spererei che qualche altro musicista si accorgesse di questo nuovo sound.

Lepo (ha votato 10 questo disco) alle 15:36 del 16 agosto 2015 ha scritto:

Secondo me tra gli addetti ai lavori se lo sono già segnato in molti questo disco, e se anche non fosse cristallizza talmente un sentire contemporaneo e lo spinge talmente più 'avanti' di quanto possano aver fatto gli Arctic Monkeys due anni fa (a cui comunque va riconosciuto il merito di essere stati i veri apripista di questa stagione r'n'b rock) da farmelo percepire come storico indipendentemente dal seguito che potrà avere.

AndreaKant (ha votato 8 questo disco) alle 10:27 del 23 agosto 2015 ha scritto:

Disco che e' cresciuto con gli ascolti, tanto complesso quanto divertente: pur essendo un pelo meno entusiasta dei (bravissimi) recensori, Bilderbuch promossi alla grande!

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 12:23 del 12 settembre 2015 ha scritto:

Da un punto di vista concettuale la proposta (inserire la modernità della musica nera nella palude fracica del rock indipendente) è interessante. Io non riesco ad ascoltarlo fino alla fine, però. E mi ci sono sforzato parecchio. Non è neanche la questione della lingua (capirai, c'è gente che apprezza i testi dei Verdena ) è proprio l'immaginario kitsch che vuole essere schick ma che a me causa solo schock.

Franz Bungaro (ha votato 7,5 questo disco) alle 12:51 del 14 settembre 2015 ha scritto:

Tutto molto strano, tutto molto bello. "Maschin" pezzone dell'anno.

TexasGin_82 alle 16:16 del 22 settembre 2015 ha scritto:

Che bello! Condivido tutti i riferimenti citati nella rece e ho molto apprezzato l'analisi tecnica di cantante e chitarrista. Ma voi non ci sentite anche qualcosa dei Crystal Castles? Soprattutto nei suoni delle tastiere (un es. nei primi 5 secondi di Maschin).

robcon1971 (ha votato 9 questo disco) alle 11:47 del primo ottobre 2015 ha scritto:

Disco INCREDIBILE!

Comprato su AMAZON dopo averlo ascoltato un miliardo di volte con Google Play music, mi son detto: questo devo averlo a tutti i costi nella mia raccolta di perle rare, lo tengo come una reliquia!

Lo posso ascoltare in continuazione. FANTASTICO!

REBBY alle 10:31 del 11 novembre 2015 ha scritto:

Internet ha permesso di valorizzare maggiormente le "periferie" (Danimarca, Austria, Mali, ecc ecc).

Schick schock sorprende, risplende e ti stende, eheh

Dankeshon!

unknown alle 19:24 del 11 novembre 2015 ha scritto:

sembra interessante..ma vedo che a lato nei dischi simili c'è anche fka twings...e simile?...perchè se solo ci assomiglia poco poco

evito l'acquisto :d

REBBY alle 19:44 del 11 novembre 2015 ha scritto:

Vai tranquillo, rock contemporaneo, in perfetto timing coi tempi (e quindi anche col R&B più sperimentale) ed ai massimi livelli (magari il batterista sarà un fan di FKA twigs, come di Kanye West, ma, pur essendo diverso, lo trovo più simile agli Alt-J).

unknown alle 21:30 del 11 novembre 2015 ha scritto:

ok rebby ti ringrazio se lo dici tu mi fido al 100%..domani lo prendo

Dr.Paul alle 15:34 del 12 novembre 2015 ha scritto:

c'è qualche bel suono, qualche bel passaggio ritmico.....ma anche tante burinate, come spesso accade quando i teutonici si dilettano con cose (vagamente) dance. amo le "cose colorate" che talvolta sconfinano nel kitsch, ma troppo isterismo estetico tutto assieme mi urta!

Totalblamblam alle 16:34 del 12 novembre 2015 ha scritto:

"tante burinate" LOL si anche io mi sono stufato subito e non ho retto piu' di due pezzi

loson, autore, alle 16:42 del 12 novembre 2015 ha scritto:

Figurarsi se mancava Gassed... Sempre coalizzati voi due nel rigetto della bella musica. Che devo dirvi, godetevi il punk (peraltro una delle musiche più "burine" di sempre, se proprio vogliamo usare questa terminologia) e il serialismo.

loson, autore, alle 16:44 del 12 novembre 2015 ha scritto:

(Dai che scherzo eh, adesso non fate i musoni )

Dr.Paul alle 17:35 del 12 novembre 2015 ha scritto:

punk?? io sto ascoltando adele.....

loson, autore, alle 17:42 del 12 novembre 2015 ha scritto:

Non dirmi che ti piace... Maddai!!! E io che mi sforzo di guidarvi verso il mainstream di qualità eheheh Tornando seri, io il singolo nuovo lo trovo insipidissimo, ma forse è un problema mio. Mi piace un sacco "Sorry" di Justin Bieber (pur non nutrendo alcuna simpatia nè per il personaggio nè per le sue doti vocali, non catastrofiche come qualcuno vorrebbe ma cmq mooolto nella media), e anche questo mi sa che è un problema mio.

Dr.Paul alle 17:49 del 12 novembre 2015 ha scritto:

ahah io mi guido anche da solo lo sai!!! a me lei piace, chiaramente non ho intenzione di appendere suoi poster in camera ma....sa essere mainstream!

loson, autore, alle 17:52 del 12 novembre 2015 ha scritto:

ahah ma che guidarvi, figurati... "Rolling In The Deep" era (e resta) strabiliante, ma è anche l'unico suo pezzo con il quale riesco a entrare in sintonia.

REBBY alle 18:51 del 12 novembre 2015 ha scritto:

Ma per forza Los, tu non sei stato richiamato dalla tua ex (ovviamente cittadina, non burina eh), il doc si è affezionato ad Adele per riconoscenza eheh

loson, autore, alle 19:01 del 12 novembre 2015 ha scritto:

Ahah, dici? Non sapevo... Cmq tutto ciò che di extramusicale ci porta ad amare un briciolo di musica secondo me va valorizzato. La musica la si apprezza per tanti di quei motivi, e non di rado questi sono elementi che con essa c'entrano relativamente (o che forse c'entrano ben più di altri, in fondo). E tutto questo per dire: REBBY ti rispetto 'na cifra per la tua uscita sui Bilderbuch

Totalblamblam alle 20:46 del 12 novembre 2015 ha scritto:

Sempre coalizzati voi due nel mainstream della brutta musica ghghh non fate i musoni . io e dr paul ci siamo scannati di recente sul match ita-francia e poi lui non ha mai amato il punk semmai la wave. ora è in deriva adele oddio lol

loson, autore, alle 21:11 del 12 novembre 2015 ha scritto:

Ricordo che pure su Bowie v'eravate animati, anni fa. O forse eravamo noi due, non ricordo...

Totalblamblam alle 21:41 del 12 novembre 2015 ha scritto:

ah vero ricordi bene... si è lui che lo vuole sempre sbarazzino drum and bass o outside di testa completely...non accetta che è invecchiato e che brett è e resta solo un surrogato ma magari con blackstar ci dà il colpo di coda . anche su frampton ci siamo scannati alla grande ma tu non eri ancora nato. ah come passa il tempo

Dr.Paul alle 21:41 del 12 novembre 2015 ha scritto:

mica ho capito rebby...

REBBY alle 0:11 del 13 novembre 2015 ha scritto:

Il sito whatsyourprice.com (fonte Tgcom) ha commissionato una ricerca basata su 41000 persone che hanno ascoltato l'ultimo singolo di Adele (che il Los trova insipidissimo) ed il risultato è stato che il 64% del campione femminile dopo aver sentito questa canzone ha richiamato il suo ex. Da lì la battuta...

Dr.Paul alle 0:36 del 13 novembre 2015 ha scritto:

mammamia, non sanno proprio come buttare i soldi a whatsyourprice. cmq fosse vero, sarebbe il più bel complimento si possa fare ad un pezzo pop.....

Sor90 (ha votato 7 questo disco) alle 19:44 del 26 dicembre 2015 ha scritto:

Proposta interessantissima (anche per la provenienza) e che mette a segno diversi colpi (fra tutti "Maschin", non le si può cambiare una virgola, perfetta. Le contorsioni di "Spliff", la sinuosità di "OM"). In particolar modo l'asse ritmico e la chitarra isterica "frippiana" sono goduriosi. Il "però" è che in mancanza di una linea melodica vincente o quando indulgono troppo nel kitch si avvitano su se stessi. Concordo sul fatto che questo disco rappresenti un altro passo verso l'interazione di alt-rock e black music, ricchissimo di spunti.

Tiaspark (ha votato 7,5 questo disco) alle 2:08 del 9 gennaio 2016 ha scritto:

Uno dei miei dischi del 2015, scoperto grazie a Storia della Musica. "Spliff" è semplice e geniale, un brano sempre presente nelle mie playlist. Qualche brano non mi convince fino in fondo, ma 'sticazzi!

Tiaspark (ha votato 7,5 questo disco) alle 2:08 del 9 gennaio 2016 ha scritto:

Uno dei miei dischi del 2015, scoperto grazie a Storia della Musica. "Spliff" è semplice e geniale, un brano sempre presente nelle mie playlist. Qualche brano non mi convince fino in fondo, ma 'sticazzi!

tramblogy alle 16:49 del 9 gennaio 2016 ha scritto:

disco finissimo...