R Recensione

7/10

Nadine Shah

Fast Food

Tra le attuali cantautrici, Nadine Shah è forse quella dotata di maggiore personalità. Merito certamente del suo registro grave e intenso, messo con grande dedizione al servizio di un'espressività drammatica e cupa che, nel bell'esordio “Love Your Dum and Mad”, si accordava perfettamente a brani notturni e opprimenti, per un bizzarro affresco di noir chamber pop.

Con il nuovo “Fast Food”, Nadine Shah lima la sua proposta indossando una più omogenea veste stilistica: parliamo di un indie rock dove le chitarre la fanno da padrona, intervenendo dove, pochi anni fa, era il pianoforte a dominare gli sviluppi compositivi, a disegnare le linee melodiche. Brani come “Fool” e “Washed Up”, condividono lo stesso approccio tagliente e caustico: la linea di chitarra solista si fissa su un accompagnamento ostinato, la ritmica è ripetitiva, i progressivi crescendo conducono i brani a climax lenti e inesorabili. Il lato dark della Shah -a volte ieratico e gotico (“Matador”) a metà tra Nico e Lisa Germano, altre (“Stealing Cars”, “The Gin One”) minaccioso e tagliente- si divide tra ballate rarefatte e al contempo liricamente piene (“Divided”, o l'incantato miraggio di “Nothing Else to Do”) e un complessivo assestamento della scrittura su lidi rock, per andamenti più lineari e compatti.

Un banco di prova per un songwriting sempre più sicuro di sé, che dimostra di avere molto da dire e, al contempo, di avere ancora alcune carte da giocare prima di arrivare ad un vero e proprio affrancamento. Una cosa spicca però: la compostezza e l'eleganza (si prenda un piccolo gioiellino del calibro di “Living”, ad esempio) di una performer come Nadine Shah non si trovano tutti i giorni. Non solo: nonostante il minor fascino di questo sophomore rispetto all'esordio, “Fast Food” va letto come un'importante operazione di messa fuoco. Si lavora di fino, limitando il campo d'azione ma aumentando l'efficacia della scrittura e degli arrangiamenti. La promessa è quella di un'evoluzione oltremodo interessante, oltre che la scongiura -sebbene non ce ne siano mai state le premesse- di un fuoco di paglia.

V Voti

Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 2 voti.
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zebra 7,5/10
luca.r 7,5/10

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