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R Recensione

7,5/10

The Vaccines

English Graffiti

Rompere le regole e forgiare un suono che sia espressione del presente, capace di catturare i tratti esclusivi di questo 2015. Queste le intenzioni dei Vaccines che, tornati in studio di registrazione dopo un deludente sophomore, oggi sembrano avere le idee molto chiare sulla direzione da dare alla loro proposta.

Prodotto dalla coppia Dave Fridmann (Mercury Rev) e Cole M Greif-Neill (Ariel Pink's Haunted Graffiti), “English Graffiti” esprime una radicale voglia di cambiamento, per un consapevole tentativo di ridefinire le coordinate di un viaggio che, appena giunto all'inizio, aveva rischiato di avvitarsi pericolosamente su se stesso. Il garage-britrock degli esordi è qui riproposto in versione pompata (power pop?), arricchita e distorta: un muro di suono spectoriano dove però la grana risulta impastata e sporca, per landscape sonori dominati da tremolo, riverbero (usato già abbondantemente ai tempi dell'esordio) e fuzz a profusione.

Handsome” è l'ideale manifesto di questo nuovo corso: il marchio di fabbrica è lo stesso, tra armonie anni Cinquanta e tiro garage, ma il sound è talmente addensato e amplificato (lo spettro udibile è coperto dal muro di chitarre che sembra voler inglobare ogni altro elemento salvo la voce di Justin Young, sempre in primo piano) da sembrare irriconoscibile. Così il riff glam di “Dream Lover”, che nonostante si quieti in coloriture ambientali nelle strofe (ci si possono sentire i Foals), torna prepotente a dominare la scena nei bridge, per erompere definitivamente nel refrain, creando espansioni spaziali e psichedeliche. Questo suono chitarristico rinforzato è la cifra stilistica dell'album, che sia declinato nel pickup alla Strokes di “Minimal Affection” o nel fragore punk alla Ramones dell'irresistibile ed altamente contaminata “Radio Bikini”.

La nuova formula, però, va oltre i muri di sei corde. La maggiore caparbietà in sede di produzione e arrangiamento si riflette su una maggiore dimensione elettronica e, al contempo, su una rinnovata verve compositiva. In “20/20”, ad esempio, troviamo un variopinto mischione surf-garage che sommerge i Vampire Weekend sotto tonnellate di fuzz, mentre in “(All Afternoon) In Love” si dà vita ad una soffusa ballad di piano e sintetizzatore, liquida delicatezza psych-pop dove l'assenza delle chitarre è perfettamente sostituita da un sound densissimo. Una dimensione, questa, che è un'altra delle appetitose novità elargite da questo “English Graffiti”, il quale dimostra di sapersi giocare più assi nella manica (si prenda “Denial”, saltellante assaggino di esuberanza pop che procede in un gioco di accostamenti tra armonizzazioni vocali, riff graffianti, repentini campi di registro ed estemporanee espansioni sonore, il tutto in tre minuti e poco più). “Want You So Bad” e “Maybe I Could Hold You”, dal canto loro, espandono le (ricche) trame e rallentano il ritmo, per pezzi dove le textures si liquefanno immergendosi in strati di riverberi aleggianti di synth.

Sinceramente non so immaginare come questo disco potrà suonare tra una decina d'anni, se davvero sarà capace di fornire una testimonianza del “come suonava il rock nel 2105”. Certo è che i Vaccines si sono rimessi pesantemente in gioco, allargando sensibilmente le loro prospettive e le loro ambizioni. Se “Come of Age” rappresentava una tarda adolescenza un po' svogliata, “English Graffiti” è il raggiungimento della maturità. Senza mettere la testa a posto, però. Chissà, forse ne vedremo delle belle.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 11 voti.
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Lepo 8,5/10
NDP88 4,5/10
gramsci 8,5/10
B-B-B 7,5/10
loson 7/10
Lelling 7,5/10

C Commenti

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Lepo (ha votato 8,5 questo disco) alle 13:11 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Per me uno degli album dell'anno finora, obiettivo pienamente raggiunto quindi per Young e soci, che si sono rivelati, con questo disco (ma anche col precedente, bellissimo EP Melody Calling) dei musicisti di grande versatilità e capaci nello scrivere canzoni immediatamente orecchiabili, riconoscibili e raramente banali. In particolare a me questo english Graffiti suona quasi come una parodia estrema (e per questo tanto più efficace) di stilemi vari dell'indie rock moderno, a cominciare dalla patina finto lo-fi, in realtà studiatissima in ogni dettaglio. Ecco, questa volta hanno fatto un passo in avanti in particolare sulle tecniche di registrazione, al punto che non so quanto dal vivo questi brani, indissolubilmente legati alla loro produzione, potranno rendere... Purtroppo al momento mi sembra che non stiano ottenendo un gran clamore generale, nonostante i proclami di voler 'diventare famosi come U2, coldplay, ecc.'. Gran bella recensione!

Cas, autore, alle 14:12 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Grazie Lepo! Pensa che di quest'album per diversi ascolti non sapevo proprio che pensare... Praticamente l'ho "scoperto" a freddo, recensendolo. Pezzo dopo pezzo mi sono accorto che c'erano un sacco di dettagli, che c'era una grande profondità sonora, inedita per la band... Passata la fredda analisi mi sono trovato a chiedermi: ma mi piace o no sto album? La risposta, si sarà notato, è "sì, mi piace assai". Faranno il botto? Me lo auguro... Per ora mi piacerebbe veder riconosciuti i loro sforzi qui su Storia

nebraska82 (ha votato 7 questo disco) alle 14:33 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Un buon disco, loro sono molto bravi a miscelare tanti stilemi dell'indie rock (dai Pixies agli Strokes fino ai più recenti Arctic Monkeys), e ci sono 3-4 brani di caratura superiore. Il debutto pero' resta il loro migliore.

NDP88 (ha votato 4,5 questo disco) alle 18:05 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Inutile.

Clabbio86 alle 22:45 del 18 giugno 2015 ha scritto:

Ciao a tutti! Non ho ancora sentito questo album, vale la pena prenderlo?

Cas, autore, alle 20:16 del 20 giugno 2015 ha scritto:

su youtube si trovano almeno tre singoli di questo "English Graffiti". secondo me vale la pena darci almeno un ascolto. per l'acquisto valuta tu una volta metabolizzato l'album. secondo me 'st ragazzi han fatto un ottimo lavoro!

Clabbio86 alle 20:29 del 20 giugno 2015 ha scritto:

Mi hai incuriosito!! Proverò ad ascoltarlo!! Il primo non mi aveva fatto impazzire, gli darò una seconda chance! Grazie ciao

Sor90 alle 13:23 del 27 luglio 2015 ha scritto:

Assolutamente d'accordo sul livello in fase di produzione/arrangiamento; al di sotto delle chitarre c'è un mondo di trovate e soluzioni davvero meritevoli. Il problema per me resta proprio la base. Non so spiegarmi il perchè, ma oltre a qualche singolo accattivante i The Vaccines non mi hanno mai detto molto, eppure sulla carta avrebbero tutto... Rimpiango solo io la svolta temporanea stile Wild Nothing di "Melody Calling"?

loson (ha votato 7 questo disco) alle 11:50 del 28 luglio 2015 ha scritto:

"Rimpiango solo io la svolta temporanea stile Wild Nothing di "Melody Calling"?" ---> No. Peraltro nella Title Track di quell'Ep (qui rievocata nello stile solo in "Minimal Affection") ci stava sì un retrogusto Wild Nothing, al quale però la produzione, molto curata, infondeva nuova vita. E anche gli altri due pezzi brillavano, a mio giudizio. "English Graffiti" è discreto, intendiamoci: suoni fa fantascienza, esecuzioni belle nervose, soltanto la scrittura non trovo sempre all'altezza.