R Recensione

6/10

Frost

Experiments in Mass Appeal

I Frost* sono una band inglese, etichettata come neo-progressive-rock, formatasi nel 2004 dopo una breve interruzione delle attività avvenuta a cavallo tra il 2006 e il 2007, periodo in cui era stata addirittura annunciata la conclusione del progetto.

La band è composta da Jeremy Godfrey (ideatore, cantante e tastierista del gruppo, nonché responsabile nelle vesti di autore di alcune hit commerciali inglesi nell’ambito pop e dance), John Mitchell (voci e chitarre elettriche e violino), John Jowitt (basso) e Andy Edwards (batteria).

Con un LP all’attivo (“Milliontown”, datato 2006), ritornano nel 2008 con questo “Experiments In Mass Appeal”, album pubblicato in due edizioni: quella standard (un CD con nove tracce) e un’edizione speciale (che al CD standard affianca un CD contenente alcune sessioni inedite e mix strumentali dei brani contenuti nel primo CD).

Le novità più marcate rispetto al precedente lavoro sono la riduzione in maniera sostanziale della durata delle canzoni e l’ingresso nella band di Declan Burke (voci e chitarra acustica).

In linea con il precedente lavoro e con i canoni del genere, “Experiments In Mass Appeal” è interamente caratterizzato da virtuosismi vocali e strumentali (chitarre e tastiere). Potenti e tirate progressioni chitarristiche, ma con una marcata attitudine melodica, che fanno pensare ai Mars Volta (“Pocket Sun”) sono raramente intervallati da periodi di relax (“Saline” e “You / I” e la ghost track contenuta in “Wonderland” e che inizia dopo circa 7 minuti).

La maggior parte dei brani sono caratterizzati da momenti più quieti alternati da esplosioni sonore, che fanno protendere più a certo power-rock dalle tendenze emo, come quello targato Muse, Incubus e Rival Schools (la title-track, “Welcome To Nowhere”, “Dear Dead Days”, “Falling Down”, “Wonderland”). Altre volte i ritmi si fanno più stoner alla Queens of the Stone Age (“Toys”).

Ma i paragoni che si potrebbero fare sono davvero tanti, soprattutto se si fa riferimento al panorama progressive-rock. Su tutti sono assolutamente da citare gli Arena, i Kino e gli IQ,band nelle quali hanno fatto esperienza tre dei membri dei Frost*, ovvero John Mitchell (Arena e Kino), John Jowitt (Arena e IQ) e Andy Edwards (IQ).

In definitiva, un disco hard-rock, di tipo progressive, abbastanza melodico, che a livello qualitativo merita il banale, ma quanto mai appropriato, appellativo “senza infamia né lode”. Per chi è abituato al genere bastano pochissimi ascolti per coglierne immediatamente la fattura e trarne l’essenza.

V Voti

Voto degli utenti: 6/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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Peasyfloyd (ha votato 6 questo disco) alle 21:38 del 12 gennaio 2009 ha scritto:

ridaje

d'accordissimo anche stavolta. E mi piace commentare queste recensioni di dischi "brutti" e sconosciuti perchè sono sempre quegli sporchi lavori che nessuno vuole mai fare e che si fa sempre un pò di fatica a scriverci sopra. Però il Maniglio lo fa sempre con garbo e precisione. Bravo