V Video

R Recensione

7/10

Franz Ferdinand

Tonight Franz Ferdinand

Vendere oltre un milione di copie in piena era file-sharing non è roba da tutti i giorni, eppure è quanto accaduto al quartetto scozzese con l’omonimo, magnificato, album d’esordio: il secondo lavoro, compilato in fretta e furia per ovvie ragioni, deluse (a buon diritto) le aspettative dei palati più esigenti dell’intellighenzia critica.

Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare della agognata (!) svolta dance dei Franz Ferdinand, ed eccola qui servita in un impeccabile packaging dominato dallo scatto black & white della front cover ispirato alle istantanee di Wee Gee, celebre paparazzo di cronaca nera anni ’50.

Dunque "svolta dance" ... non che al quartetto fosse mai mancata la componente danzereccia nelle sue precedenti mescolanze, con il nuovo album i Franz digitalizzano semplicemente il loro suono offuscando parzialmente "l’intonazione" vintage che li ha caratterizzati fin qui; per la produzione si avvalgono di Dan Carey, già produttore di Emiliana Torrini e remixer di successo per Hot Chip e Sebastien Tellier. Il primo frutto dell’inedito abbinamento è il singolo Ulysses, lo scheletro della partitura è quello di sempre: le strofe cadenzate e ammiccanti, il bridge (punto di forza del marchio FF) che conduce al ritornello è accattivante quanto il ritornello stesso; è nella nuova veste estetica l’unica novità di rilievo, le spigolosità del passato, per quanto si possa parlare di spigolosità nel caso dei Franz, sono totalmente smussate da una produzione più radiofonica, e l’uso dell’elettronica invade lo spettro sonoro come mai in precedenza.

Chi ha amato Kapranos e soci nella versione nuda e cruda non ha di che preoccuparsi però, già con le seguenti Turn It On e No You Girls la band si rimette in carreggiata con riffetti funk e linee di basso prominenti noleggiate presso il vasto catalogo post punk 78/84, Twilight Omens sotto le chitarre nasconde melodie sixties che nella successiva Send Him Away disegnano imprevisti fondali di ghiribizzo west coast. Live Alone potrebbe essere la giusta scelta per un singolo grazie ad un basso contagioso di chiara reminiscenza Clash - The Magnificent Seven, e se Bite Hard riporta agli albori dell’ondata post punk/garage revival capitanata dagli Strokes, What She Came For è sano funkazzeggio di ottima fattura.

Torna a fare capolino nel finale l’elettronica, quasi otto minuti per Lucid Dreams, un plastic-psychedelia di chitarre pesanti e cavalcate percussive con sintetizzatori di matrice electroclash, Dream Again è la traccia più inusuale del loro intero catalogo, una elettro filastrocca downtempo...pienamente centrata, tra umori sci-fi e inclinazione new romantic.

Probabilmente è ancora troppo presto per lo strappo, per il taglio netto, l'ora delle decisioni irrevocabili non è ancora scoccata, ma i Franz Ferdinand si stanno muovendo, l'universo sonoro comincia ad ampliarsi: bentornati.

V Voti

Voto degli utenti: 6,9/10 in media su 32 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
target 6/10
Sor90 8/10
anfe02 7/10
REBBY 7/10
krikka 8/10
Cas 5/10
sarah 8/10
4AS 6/10
leax 6/10
loson 6,5/10
Kid A 7,5/10
alekk 7/10
byron 7/10

C Commenti

Ci sono 20 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

TheManMachine alle 14:34 del 23 gennaio 2009 ha scritto:

Molto bella perché precisa ed essenziale questa tua recensione, Doctor! Congratulazioni! Solo che a mio parere i dati sulle vendite in ambito di popular music non dicono assolutamente nulla, se non che dietro all'artista o alla band nel caso specifico c'è un management che sa fare il proprio lavoro. Altrimenti Laura Pausini che continua ad aggiungere date al suo world tour come la spieghiamo? Dei Franz mi piacciono giusto due o tre cose del primo album, per il resto mi sono sempre sembrati parecchio ovverrated, e non mi hanno mai entusiasmato più di tanto. Il pallino della dance è nel loro dna evidentemente, quando uscì il primo album più volte dichiararono che avevano deciso di fare un album che facesse ballare le ragazze ai parties. Questo disco comunque lo ascolterò. Ancora bravo Paul!

target (ha votato 6 questo disco) alle 19:36 del 23 gennaio 2009 ha scritto:

Tunz Ferdinand

Funkeggiante assai, con un basso in prima linea e qualche contributo elettronico in più rispetto al passato, ma tutto sommato il loro stile non è cambiato punto. "Twilight omens" mi sembra che spicchi sulle altre di una spanna per incisività e grooooooove, mentre le altre cose migliori stanno nella seconda metà del disco ("Lucid dreams" e "Live alone", per dirne due). In compenso i FF, se sono divertenti da ballare in discoteca, diventano presto noiosi da ascoltare a casa, avendo poche cose da rivelare oltre ai ritornelli yeah; forse questo disco può reggere di più rispetto al secondo, ma siamo lì. Bella paul.

Peasyfloyd alle 21:12 del 25 gennaio 2009 ha scritto:

beh gli ho dedicato un ascolto l'altro giorno e sono rimasto decisamente sorpreso per la svolta. Il secondo disco l'avevo cestinato dopo mezzo ascolto e li davo ormai per morti. Qui sembrano sfoderare diversi assi nella manica e il disco merita senz'altro attenzione. Per questo per ora mi astengo

ozzy(d) (ha votato 4 questo disco) alle 12:00 del 26 gennaio 2009 ha scritto:

Tutto abbastanza imbarazzante, queste band che sporcano il post-punk con ritornelli da boy band e banalità elettroniche da discoteca hanno stufato.

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 0:56 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

Lavoro, qualitativamente superiore al precedente; ''You Could Have It So Much Better''. Un album che si presenta abbastanza coeso e robusto, ma che non rifiuta l'eterogeneità stilistica, anzi. Una godibile dose stuzzicante e gustosa di "funky", sorretta da algide strutture elettroniche, riecheggianti di new wave.

Dr.Paul, autore, alle 15:13 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

ue su Blow Up diego palazzo e piergiorgio pardo danno 8/10!!!

Totalblamblam alle 18:43 del 31 gennaio 2009 ha scritto:

RE:

ue non ti vergogni alla tua età d leggere quella monnezza che è ormai diventata blow up...prendono tutti 8

è come il 6 politico di una volta

Dr.Paul, autore, alle 21:39 del 31 gennaio 2009 ha scritto:

RE: RE:

eh ma non dirlo troppo in giro altrimenti fai crollare miseramente molti "miti" degli anni '00!! lol!

eh be sono d'accordo con te, io mi sto solo accodando alla tendenza, è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore! )

dario1983 (ha votato 6 questo disco) alle 12:47 del 30 gennaio 2009 ha scritto:

niente male

lo sto ascoltando proprio in questo momento. Non è male, ma non si distaccano molto dallo stile degli album precedenti. c'è qualche tocco di synth qua e là che non guasta. cmq you could have it so much better non è così tremendo come dicono molti.

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 12:57 del 30 gennaio 2009 ha scritto:

dario1983

''non si distaccano molto dallo stile degli album precedenti''... io lo noto il distacco stilistico con gli album precedenti (soprattutto da ''You Could Have It So Much Better). Gli episodi più lampanti di questa ''svolta silistica'', come fa notare giustamente Pontini, sono rappresentati da: "Ulysses" "Lucid Dreams" e "Dream Again".

dario1983 (ha votato 6 questo disco) alle 13:16 del 30 gennaio 2009 ha scritto:

mr. wave

per carità, tu hai ragione, l'ultimo loro lavoro rappresenta un passo avanti, non è di certo la fotocopia dei primi 2 album. ma si lasciano andare ancora troppo con ritornelli pieni di "la la la lla la", sai cosa intendo. sarebbe stata una svolta se quei sintetizzatori timidamente usati specialmente nei primi brani avessero trovato più spazio, o se le per le chitarre avessero trovato un sound diverso in fase di produzione. La classica band che ha trovato il suo equilibrio musicale e intende mantenerlo.

dario1983 (ha votato 6 questo disco) alle 21:49 del 31 gennaio 2009 ha scritto:

dr. paul-rockerilla

ma vi riferivate a me? BEH, SE è COSì SAPPIATE CHE I MIEI MITI SN BEN ALTRI, ma non per questo mi rifiuto di ascoltare musica recente. non sarà sicuramente il caso dei franz ferdinand, ma la critica musicale ha sempre cestinato band nel loro momento di massimo splendore, per poi considerarli geni 20 anni dopo... quindi attenzione a scartare complessi e intere epoche musicali dopo una semplice occhiata superficiale.

Dr.Paul, autore, alle 21:57 del 31 gennaio 2009 ha scritto:

dario ma che stai dì?

Cas (ha votato 5 questo disco) alle 13:19 del primo febbraio 2009 ha scritto:

mah, in realtà non ci sento nulla di particolarmente lodevole se non che hanno imparato ad usare i sintetizzatori...però alla lunga sono tediosi. per quanto mi riguarda è bocciato

REBBY (ha votato 7 questo disco) alle 15:39 del 23 febbraio 2009 ha scritto:

Veramente buona la recensione herr doktor, spiega

con semplicità com'è effettivamente il disco. I

Franz Ferdinand sono felicemente in time con i

trend del momento (l'avevo già detto per i Late

of the pier?) e i synt quindi non mancano di sicuro. Se ballassi (lo so sarei patetico) mi

piacerebbe farlo con questa musica piuttosto che

con la disco music di ritorno che impera in talune

nuove produzioni.

IlGrenio (ha votato 8 questo disco) alle 13:53 del 23 novembre 2009 ha scritto:

Credo che sia un ottimo disco : occorre solo stabilire che cosa se ne debba fare o in che occasione ascoltarlo. Non tutta la musica si può mettere in stereo e godersela seduti in poltrona, così come non tutti i vini sono vini da meditazione. Ha detto bene chi diceva che non ascolterbbe i FF sull'iPod ma aspetta le loro canzoni nei club per ballarle

sarah (ha votato 8 questo disco) alle 17:57 del 26 novembre 2009 ha scritto:

Ottimo disco, "Lucid dreams" e "Ulysses" le mie preferite. I FF non annoiano mai. Avete sentito il disco di remix? Che ve ne pare?

4AS (ha votato 6 questo disco) alle 13:43 del 22 gennaio 2011 ha scritto:

Divertente ai primi ascolti, ma è uno di quei dischi che alla lunga è destinato a finire nel dimenticatoio.

Coz1993 (ha votato 8 questo disco) alle 21:39 del 23 agosto 2012 ha scritto:

Grandissimo disco che riporta la musica dei Franz quasi ai livelli del disco d'esordio, dopo il non troppo convincente YCHISMB, questo album contiene un sacco di perle e non annoia mai.

alekk (ha votato 7 questo disco) alle 19:55 del 14 febbraio 2013 ha scritto:

la parola giusta per definire i franz ferdinand è :carini. i loro album sono piacevoli e scorrono veloci nell'ascolto. non hanno inventato nulla e prendono un pò di qua e un pò di la ma nella deprimenza musicale attuale sono comunque tra i gruppi più interessanti. Se riuscissero a proporre qualcosa di diverso azzardando un pò e non solo rifacendo sempre più o meno la stessa musica(carina come detto) potrebbero diventare un signor gruppo.

ll trittico Lucid dreams-can't stop the feeling-ulysses è comunque degno di nota