R Recensione

8/10

Wolfmother

Wolfmother

Vengono dall’Australia: terra di garage rock, di canguri, e di nuovi talenti. Questi giovani Wolfmother dimostrano, con il loro primo album, che lo spirito zeppeliano non è mai morto. Per rendersene conto basta ascoltare le prime due tracce dell’omonimo debutto: Colossal e Woman: voce alla Plant, chitarre alla Page, ed il gioco è fatto.

Si potrebbe cadere nell’impressione di un album scontato e simile a tanti altri usciti in questi anni, sull’onda lunga dei vari Jet e The Vines ( per rimanere in terra australiana) … Ma ecco arrivare, a cancellare le ultime perplessità, una canzone come White Unicorn, che riporta alla mente i migliori Who ed il rock ‘70s, e, se ancora non bastasse, Pyramid, con la sua intro distorta e la batteria cavalcante di Myles Heskett che esplora sentieri prima prog rock e di seguito sabbatiani. Con Mind Eyes ci si avvicina a territori Floydiani ,con la delicata chitarra iniziale, che spinge sul finire verso il prog alla King Crimson, con un uso eccellente delle tastiere di Chris Ross. Joker & the Thief e Dimension trascinano sempre più l’ascoltatore, sino alla rock ballad, Where Eagles Have Been.

Ma i Wolfmother ci ricordano anche,con Apple Tree, che siamo nel ventunesimo secolo, prendendo spunto dai White Stripes, usando ritmiche veloci supportate dal tono tagliente del cantante/chitarrista Andrew Stockdale. Tales From The Forest Of The Gnomes ci riporta poi dritti alla zeppeliana Over The Hills And Far Away. Da segnalare anche Love Train contenuta come traccia bonus nelle versioni non australiane, un perfetto pezzo country rock.

 

Nel 2000 esistono ancora musicisti in grado di differenziarsi per tecnica compositiva e originalità, raccogliendo al meglio i frutti che il passato ci ha lasciato, e questa band australiana, a quanto pare, ha centrato l'obiettivo in pieno.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 9 voti.
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Cas 7/10
Semego 7/10
ThirdEye 3,5/10
Dengler 5,5/10

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 18:56 del 17 gennaio 2007 ha scritto:

Marco_Biasio

Carini, ma poco originali, secondo il mio punto di vista.

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 18:10 del 18 maggio 2007 ha scritto:

ops

Troppo alto il voto, sarebbe un 6.5/7...

Giaduzza (ha votato 8 questo disco) alle 20:58 del 26 luglio 2007 ha scritto:

Clapclap

Bravi ed energici, tra una citazione 70's e l'altra.

Cas (ha votato 7 questo disco) alle 15:08 del 8 agosto 2007 ha scritto:

quando si tratta di rievocare i passati fasti dell'hard rock sono davvero in gamba...però con la psichedelia nn ci sanno proprio fare. apprezzabile comunque l'entusiasmo

Semego (ha votato 7 questo disco) alle 18:09 del 15 agosto 2007 ha scritto:

Vino ben invecchiato

Niente di nuovo sotto il sole, però qualcosa di personale c'è, e comunque i tre ragazzi hanno energia in abboddanza e il disco scorre via piacevolmente

Paranoidguitar (ha votato 7 questo disco) alle 15:49 del 29 novembre 2008 ha scritto:

a me è capitato di sentirli dal vivo ad un festival rock a parigi. Non posso che confermare che sono bravi ma l'originalità non sta certo in casa wolfmother.