R Recensione

9/10

Cheveu

Cheveu

Che senso ha chiamare un gruppo “Cheveu” (capello)?

E che senso ha fare ancora post-punk nel 2008?

Beh, sono tutte domande lecite a cui sarebbe anche giusto provare a dare risposta, ma una cosa è certa: i francesi Cheveu se ne fregano di sicuro. E fanno bene, vi dirò, perché visti i risultati raggiunti nell’impressionante lavoro omonimo di quest’anno non si può che chiudere la bocca e stare semplicemente ad ascoltare.

La loro è un’urticante mistura di post-punk, no wave, noise ed elettronica volta ad una sperimentazione dissacrante e caustica. Minimale, sfrenata, rumorosa, falsamente disimpegnata (ma certo più di pancia che di cervello), fedelissima ad un rock’n’roll grezzo e sporco, quest’opera scorre come carta vetro sulla carne viva per tutta la sua durata rendendoci masochisti, vogliosi di far sanguinare le nostre orecchie ripetutamente e senza ritegno.

Le canzoni qui presenti si possono dividere in due tipologie, anche se entrambe sono accomunate dallo stesso malvagio intento di destrutturare, per quanto sia ancora possibile farlo, le forme convenzionali alle quali le nostre orecchie sono troppo abituate, unendosi così alla schiera di terroristi sonori come i Pop Group, i Pere Ubu, i Suicide

Si parlava dunque di tipologie: la prima è quella della canzoncina new-wave monotona, dominata da una svogliatezza che trova espressione nelle tastiere ridondanti e nei ritmo ossessivi, nonché in una voce che sembra provenire da un cantante per cui sembra che cantare sia davvero l’ultimo dei desideri.

In questa schiera maniacale si addensano pezzi come la straniante Happiness, dominata per l’appunto da un intenso senso di noia e di disimpegno, reso esplicito dal procedere minimale e ripetitivo (notare il sarcasmo che il titolo conferisce al brano). Seguono Dog e Herman Choune, pezzi dove il basso pulsante sorregge un cantato alienato e un’insieme di sonorità ruvide e polverose, ma rese indimenticabili da passaggi fulminanti come l’assolo di chitarra della prima e la ventata tossico-elettronica delle tastiere nella seconda. Lola Langusta è un funky-blues divertentissimo e dichiaratamente irridente che scimmiotta un po’ di Rolling Stones e un po’ di Can.

Ed eccoci arrivati al secondo raggruppamento, radicalmente dominato da un differente approccio, ma in cui le tracce sopra descritte riescono ad inserirsi in maniera organica e senza alcuna discontinuità. Si tratta di pezzi tiratissimi e rumorosissimi, punk per attitudine e noise per forma e sonorità. Si tratta sicuramente dei pezzi più coinvolgenti ed esaltanti, quelli che rendono questo disco tanto blasfemo, fastidioso ed irresistibile.

La prima Jacob’s Fight ci assale subito con violente schitarrate affilate (male), e con una declamazione apatica ma incessante da parte del cantante, il tutto pericolosamente sostenuto da un’elettronica fatta in casa e da un ritmo sostenuto ma per lo più traballante. Segue l’hardcore di Clara Venus, spettacolare esempio di come il francese non sia una lingua da femminucce, ma possa anche dimostrarsi violento e brutale, spalleggiato come si deve da accordi tesissimi che si susseguono disturbati da sibili minacciosi e da un batterista arrabbiatissimo e con un unico obiettivo in testa, quello di arrivare il più in fretta possibile alla fine del brano. Superhero è un fragorosa deriva industrial-robotica di dissonanze e riverberi, degna, con il suo primitivismo post-industriale, di mostrare una devastante immagine di un mondo tecnocratico in violenta dissoluzione. A Great Competitor fa tesoro di tutte le cose fino ad ora sperimentate e cerca di spingersi oltre il limite, costituendosi come pezzo più rumoroso dell’album.

Hot e Hello Friends procedono in una dolorosissima decostruzione del rock e delle sue basi, per preannunciarci l’arrivo della mastodontica Unemployement Blues.

Qui la destrutturazione della tradizione si compie in tutta la sue efferatezza: la scala pentatonica blues è violentata e derisa, l’armonica usata per soffiarci dentro a casaccio...Il risultato è un precario e disarmante dipinto dell’angoscia esistenziale che domina in questi anni zero.

Per concludere, si tratta di un lavoro eccelso che, oltre a piazzarsi dignitosamente lungo la strada che va da Captain Beefheart ai Royal Trux costituendo l’ennesimo baluardo di avanguardia in mezzo a tanto rock dagli orizzonti troppo limitati, lo fa anche con un’originalità e con una sprezzante voglia di mettersi in gioco nel modo più spontaneo possibile tale da dover essere assolutamente premiato.

Detto fatto!

V Voti

Voto degli utenti: 6,4/10 in media su 7 voti.
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krikka 4/10
REBBY 6/10

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 20:48 del 3 maggio 2008 ha scritto:

Caspita Matteo, mi hai convinto senza remore, che neanche Wanna Marchi coi fanghi Guam. Ti farò sapere prestissimo, ma penso faccia per me. Nel frattempo, complimenti.

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 20:55 del 11 maggio 2008 ha scritto:

Disco davvero molto divertente! Scazzato, snob, un poco annoiato, ma tutto molto studiato per sposarlo al meglio con dissonanze e destrutturazioni sonore ("Unemployement Blues", al contempo divertentissima e cinica). Il mio pezzo preferito è "Clara Venus", hc tiratissimo. T ringrazio dunque dell'ottima segnanalzione, Matteo. Ora però mi devi dire dove l'hai scovato

Cas, autore, alle 12:10 del 12 maggio 2008 ha scritto:

segreto eh eh...scherzo, bisogna condividere! allora un ottimo modo per scovare album interessanti è guardare le classifiche degli utenti di rateyourmusic.com provare per credere!

ciao e grazie dell'apprezzamento!

Peasyfloyd (ha votato 8 questo disco) alle 0:56 del 13 maggio 2008 ha scritto:

dischetto mica da ridere

qua si spacca di brutto. Una mistura davvero portentosa, dallo spoken-world dell'open track a pezzi che ricordano Velvet underground e Kills inaciditi, sfuriate cyber-punk alla Ministry e tanti martelli pneumatici sparsi qua e là. Il mio è un 8 tendente al rialzo. E bravo Cas che ci trovi questi bei gioiellini

Mr. Wave alle 19:17 del 6 giugno 2008 ha scritto:

ho voglia di ascoltarlo...

devo cercar di reperirlo in qualche modo

fabfabfab (ha votato 7 questo disco) alle 14:06 del 5 luglio 2008 ha scritto:

Rozzi, nervosi e ignoranti abbastanza per piacermi