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R Recensione

9/10

Sonic Youth

Daydream Nation

Il percorso artistico dei Sonic Youth è incredibilmente variegato, anche se ha come trait d’union la ricerca costante e progressiva dell’affermazione del noise rock: si passa infatti dalla neo-psichedelia rumoristica di Bad Moon Rising, ad un avvicinamento ad una forma più vicina a quella della canzone , ovviamente di stampo noise, di Evol, ed infine alla piena maturità di Daydream Nation, capace di fondere le diverse anime del gruppo. Questo ultimo lavoro si fa subito apprezzare per l’estrema cura che evidentemente è stata prestata per la sua realizzazione, cosa che si capisce subito dai suoni sempre nitidi e, per quanto possibile, puliti anche nelle sfuriate peggiori. In ogni caso grazie a questo lavoro, i Sonic Youth si vedono aprire le porte del paradiso del rock, affermandosi come band culto e consacrando Daydream Nation come pietra miliare del noise e del rock tutto.

La prima traccia, Teen Age Riot, si apre con suoni diffusi e morbidi che possono ricordare quelli di alcuni lavori precedenti. La voce della cantante Kim Gordon  lievita quindi attorniata da dolci accordi e  da una batteria che quieta accenna il suo battere irregolare del tempo. Tutto questo è però destinato a durare poco: infatti la chitarra di Lee Ranaldo  spezza con risolutezza queste sonorità morbide facendosi più tagliente ed aprendo la strada ad un più veloce ritmo delle percussioni. Ed ecco che alla voce femminile subentra quella maschile, ad inaugurare il caratteristico modo di fare melodia del suddetto gruppo. Melodia, si, ma come anche per i Jesus and Mary Chain, in secondo piano, cioè da scorgere tra la rumorosità, qui ancora abbastanza celata, vera protagonista delle composizioni. Il riff iniziale ci porta con un coinvolgente incedere alla fine del brano.

Facendo un passo indietro è da precisare che ciò che differenzia il rumore dei Sonic Youth da quello dei Jesus and Mary Chain è che questo è nei primi non il risultato di chitarre elettriche distorte a tutto volume volte a coprire la melodiosità, ma sono proprio le melodie ad essere “rumorose”, poiché costruite su dissonanze, accordi roventi e ritmi implacabili. I Jesus and Mary Chain, quelli di Psychocandy si intende, sarebbero un gruppo banale se si togliesse quel muro sonoro di feroci distorsioni che sovrastano ogni brano.

Detto questo si può passare al secondo brano, Silver Rocket.

Si tratta di un pezzo fragoroso, sostenuto da un eccezionale batterista, e reso così incisivo dalle chitarre lanciate all’attacco. Spezzata da improvvise orge di distorsioni all’avanguardia, la (rumorosa) melodia riesce comunque ad avere la meglio ed a portarci al terzo brano.

In The Sprawl il caratteristico ed inconfondibile suono del gruppo ci viene così riproposto, insieme alla voce femminile. La batteria tiene il tempo come un metronomo, sorreggendo la cantilena di Gordon, ornata dagli sfuggevoli accordi delle chitarre, lasciate senza freni in un primo ed in un secondo, e conclusivo, momento, libere di districarsi in lunghe pagazioni, a fasi alterne di maggiore concretezza e ad altre di puro sfogo incontrollato.

'Cross The Breeze è inaugurata dai soliti delicati accordi, che però non ci traggono più in inganno, ed infatti alcuni rintocchi di basso preannunciano la sfuriata velocissima di chitarre e batteria, lanciate in un avvincente e logorante duello, sia per l’ascoltatore che, presumibilmente, per gli strumentisti. Ma ecco che tutto rallenta un attimo, e si concretizza nell’ennesima melodia sonica affidata alle invocazioni stonate della cantante, che sembrano fluttuare sulle note distorte ed impazzite delle chitarre. Il duello iniziale però ritorna, più violento che mai, a suggellare la conclusione della traccia, lasciata alle evocative chitarre di Ranaldo e Moore.

La quinta traccia, Eric's Trip, vede un ritmo serrato sostenere la voce atonale di Ranaldo, dilaniata dalle scariche elettriche delle chitarre e dalla maestria dello scatenato batterista, che non lascia tregua alle sue bacchette. Si tratta di un’estenuante ed ipnotica composizione, davvero rappresentativa delle consolidate qualità del gruppo.

Total Trash è un’altra apprezzabile cantilena sonica affidata alla voce di Ranaldo. Come al solito batteria e chitarra costruiscono un solido piedistallo per gli altri elementi, mentre la seconda chitarra è impegnata a destabilizzare il solido riff portante con i suoi ululati elettrici. Ovviamente non ci si limita alla forma canzone di tre minuti, ed il tempo seguente viene consacrato dai lancinanti lamenti delle chitarre distorte, sempre più confuse e abrasive, in grado di mettere alla dura prova le orecchie dell’ascoltatore. Come dice Scaruffi, ciò che rende tale un’opera d’arte è la mescolanza di tradizione ed innovazione….ed eccone un lucido esempio: la forma canzone più classica viene superata e arricchita dai più dissonanti e avanguardistici esperimenti strumentali, per un risultato di indubbia rilevanza.

La settima traccia, Hey Joni, di impostazione simile alla quinta, procede veloce e sfrenata, di nuovo bellissima. “Forget the past and say yeah” canta il cantante, esplicitando in questo modo un vero e proprio manifesto artistico.

Providence è un breve pezzo strumentale, dove il suono di un pianoforte e la voce di una conversazione telefonica sono pian piano sovrastati da un boato ribollente.

Delicati arpeggi aprono Candle, facendoci dimenticare la confusione del precedente pezzo. Un altro ritmo incalzante segna lo svolgersi del brano in cui si fa apprezzare la voce cantilenante e distaccata del cantante. Ma come al solito i nostri si stufano presto di tutta questa compostezza e si lanciano in ardue digressioni strumentali, solitamente in una di preavviso, su cui si reinserisce il tema iniziale, ed una finale, mancante in questo brano, maggiormente sviluppata.

La decima traccia, Rain King, apre con una minacciosa rincorsa tra batteria e chitarra, che, una volta inseritasi la voce impassibile del cantante, si fanno sempre più incandescenti ed estreme. Insomma, si tratta di un'irresistibile ed allo stesso tempo sfiancante galoppata, interrotta da episodiche cadute che invece di scoraggiare il proseguire, incoraggiano un andamento sempre più risoluto ed estremo. Come non rimanerne affascinati?

È ora che la voce maschile prenda fiato, lasciando la parola in Kissability  alla voce delirante di Kim, libera di sfogarsi in un’atmosfera instabile e trasognante, spezzata dal fervore umoristico immancabile dei nostri cinque strumentisti.

Ed eccoci infine giunti all’ultima traccia, Trilogy, dalla struttura tripartita, una vera e propria cavalcata di dissonanze. Le chitarre partono subito senza esitare nel frenetico e lancinante hardcore di The Wonder, dando forse il meglio nel primo stacco strumentale, impegnandosi in districati attacchi frontali contro la batteria. La voce si fa un attimo rabbiosa, assecondando l’umore delle chitarre, ma subito rallenta insieme a queste, aprendo alcuni minuti catartici, segnati dall’intrecciarsi dei suoni elettrici instabili degli strumenti. La voce giunge poi per il secondo tema del brano, Hyperstation, in quiete apparente, anche se a fasi alterne. Le parti strumentali qui hanno la meglio e ci accompagnano senza che noi ce ne accorgiamo agli undici minuti e 30 secondi conclusivi di questo secondo tema. In Eliminator Jr., ultimo capitolo di questa trilogia, tutto cambia: liberatasi dai vincoli autoimposti fin qui evidenti, un esplosione di furia dilania la parte più dura dell’intero pezzo, affidata alla voce della cantante, più adatta a sostenere il peso del rumorismo qui protagonista. Si tratta di rabbia incessante quella che stiamo ascoltando, è lo sfogo finale, quasi un rito per scrollarsi di dosso tutta la tensione accumulata nei 70 minuti dell’album.

Questi quattordici minuti sono, a pensarci bene, il riassunto di tutto ciò che si è ascoltato in Daydream Nation, e sono anche il manifesto delle generazioni più inquiete degli anni ’80.

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Voto degli utenti: 9/10 in media su 40 voti.

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Marco_Biasio (ha votato 10 questo disco) alle 9:32 del 6 agosto 2007 ha scritto:

Una nazione che sogna (ancora)

Niente da dire, ma proprio niente, cazzo. Niente.

DonJunio (ha votato 9 questo disco) alle 21:33 del 7 agosto 2007 ha scritto:

eric's trip

Il loro canto del cigno per me: si salverà qualcosa ancora su "Goo", poi il declino sarà inarrestabile già col tanto decantato "Dirty"....su "daydream nation" invece c'è il perfetto bilanciamento tra le scorie noiose-avanguardia del passato recente e uno spettro di soluzioni di ampio respiro e già più accessibili al grande pubblico. "Silver rocket" il mio pezzo preferito, bella recensione.

Nucifeno (ha votato 9 questo disco) alle 15:18 del 19 febbraio 2008 ha scritto:

Buh

Bel disco, ma troppo indie per i miei gusti. In definitiva, dopo ripetuti ascolti, i Sonic Youth mi garbano, ma non sono mai stati tra i miei preferiti. Troppo indie. Non voto.

Luca Morello (ha votato 10 questo disco) alle 2:04 del 16 marzo 2008 ha scritto:

o_O

Ma che vuol dire "troppo indie"?

Nucifeno (ha votato 9 questo disco) alle 9:30 del 16 marzo 2008 ha scritto:

RE: o_O

Ci sento molto indie rock nel suono dei Sonic Youth. Non andando pazzo per l'indie, non vado pazzo nemmeno per loro. Sono dei geni, li rispetto profondamente per quello che hanno fatto ma credo non saranno mai tra i miei preferiti in assoluto.

Lux (ha votato 9 questo disco) alle 16:35 del 10 aprile 2008 ha scritto:

Quello che dovrebbe piacere a tutti

Il loro capolavoro, semplicemente.

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 14:17 del 11 giugno 2008 ha scritto:

Dopo di loro

Tutti. Tutti dopo di loro. E dopo questo disco. Il noise, il post-rock ... tutto e tutti dopo questo disco.

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 18:55 del 12 giugno 2008 ha scritto:

Un album storico che segnerà la nuova frontiera del rumore applicato al formato-canzone. Fondamentale

Nucifeno (ha votato 9 questo disco) alle 17:29 del 27 novembre 2008 ha scritto:

Mi rimangio quello che ho detto

Non ho capito un tubero. Ai primi ascolti non mi diceva granchè, ora mi affascina sempre di più. Bellissimo. Ritiro il commento postato qualche mese fa.

george (ha votato 10 questo disco) alle 15:21 del 24 gennaio 2009 ha scritto:

1988

1988 cazzo!!!!! 1988...ma come hanno fatto????

Cas, autore, alle 16:19 del 24 gennaio 2009 ha scritto:

RE: 1988

guarda, me lo chiedo ogni volta che lo ascolto!

dario1983 alle 18:04 del 14 febbraio 2009 ha scritto:

don junio

dario1983 alle 18:06 del 14 febbraio 2009 ha scritto:

don junio

dimentichi experimental jet set trash and no star... forse è questo il loro canto del cigno

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 23:50 del 14 febbraio 2009 ha scritto:

Non sono assolutamente d'accordo con questa analisi limitata e limitante della discografia dei Sonic Youth: innanzitutto perchè "Goo" li ha traghettati indenni attraverso l'epoca grunge, strizzando l'occhio a certe sonorità "amiche" di Mtv (perchè, ammettiamolo, il grunge fu un fenomeno molto "amato" da Mtv), riuscendo contemporaneamente a prenderne le distanze (c'è ancora tanto noise sporco in brani come "Mary Christ" o "Mote") e ad oltrepassare il fenomeno (leggi la voce di Chuck D in "Kool Thing"). Stesso discorso per "Dirty", e forse ancora di più, visto come riesce a colorare di sonorità shoegaze i suoni ormai canonizzati del grunge-rock (e poi, cazzo, Lee Ranaldo in "Wish Fulfillment" è da 10). "Experimental Jet Set....", benchè spesso sottovalutato, è invece la dimostrazione che i Sonic Youth hanno saputo mettere la freccia e oltrepassare l'epopea di Seattle semplicemente ancorandosi a ciò che appartiene loro da sempre, a ciò che loro sapevano fare e le bands di Seattle no: il noise.

E, almeno a mio avviso, non fu nemmeno quello il canto del cigno: ascoltate i 20 minuti di "The Diamond Sea" alla fine di "Washing Machine" e poi ne riparliamo. Sinceramente questo conservatorismo mi ha stancato. C'è un presente di ottima musica e ci sarà un futuro. E, chissà, liberi dalle grinfie della Geffen, il futuro potrebbe ancora essere dei Sonic Youth.

george (ha votato 10 questo disco) alle 11:24 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

quoto fabio

aggiungerei anche la svolta di nyc ghosts and flowers in piena epoca post rock...sono passati indenni anche li!!!! Forse è proprio per questo che li adoro...pensate che quando sono andato a vivere da solo ho dovuto lasciare tutta la discografia dei sy a mio fratello...Li ho ricomprati TUTTI!!!

DonJunio (ha votato 9 questo disco) alle 14:24 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

Per me i migliori Sonic Youth sono quelli di “Bad moon rising” ( uno degli album cardine degli anni 80), “Evil” e “Daydream nation” e in parte “Goo”. Se poi affermare che il resto non è stato all’altezza è per alcuni indice di “conservatorismo”, pazienza. Negli anni 90 secondo me era molto più conservatore parlare di capolavoro per ogni nuova uscita dei SY, esaltare tutti i side-project tipo Ciccone Youth, citare Moore e Ranaldo ogni qualvolta si sentiva una qualche eco di distorsione…..

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 17:56 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

RE:

DonJunio, non hai certo bisogno di lezioni di Lingua Italiana da parte del sottoscritto. Sai bene che c'è evidente differenza tra l'affermare che questo è "il loro canto del cigno .... si salverà qualcosa ancora su "Goo", poi il declino sarà inarrestabile ..." e il dire semplicemente che "il resto non è stato all’altezza". E poi in musica quello che sottolinei tu è un fenomeno che si ripete spesso: ci sono musicisti che per determinati periodi diventano il Vangelo della musica, intoccabili e coccolati da critica e pubblico. Con la stessa frequenza, ahimè, si verifica il fenomeno contrario: ovvero sputare sul cavallo vecchio e affermare che alla fin fine non era sto gran campione ... "aveva giusto vinto due belle gare a inizio carriera...."

dario1983 alle 14:35 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

don junio

purtroppo tutte le grandi band quando raggiungono il top trovano difficoltà a spostarsi oltre. comunque hano fatto grandi cose anche negli anni '90, anche se nn all'altezza dei '90.

P.s. Io li ho incontrati a Catania nel 2002 prima di un loro concerto e li ho trovati di una simpatia e di una disponibilità uniche!

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 18:08 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

RE: don junio

x dario: il merito dei Sonic Youth post-Daydream Nation è proprio quello, secondo me. Si sono spostati oltre: magari non in termini qualitativi, ma hanno sperimentato nuove forme, si sono evoluti (almeno fino a "NYC Ghosts & Flowers"). Io non riesco proprio a sostenere, come fa qualcuno ben più noto di me, "che la Gordon, in particolare, e' diventata una pedante intellettuale spesso dedita a tematiche femministe un po' datate. Ranaldo sembra distratto nei Sonic Youth come un artista che abbia ben altro per la testa ma sia costretto a un lavoro meschino per sbarcare il lunario. Moore e`, con Gordon, l'altro faro del gruppo, e sta davvero cercando di diventare un bravo scrittore di canzoni. Gli manca, forse, il talento." . ... Ditemelo voi, allora, dove cazzo lo posso trovare, sto talento.

george (ha votato 10 questo disco) alle 18:29 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

fabio

quindi d'accordo con me su nyc ghosts and flowers? Ma chi è che ha scritto quella cazzata??

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 18:36 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

RE: fabio

Si dice il peccato ma non il peccatore. Diciamo che è uno potente, uno con amicizie importanti e con un nome importante (non farti idee strane, Berlusconi non ha idea di chi sia Thurston Moore...). "Nyc ..." a me piace molto. E' particolarmente ispirato, anche se ha dei riempitivi. Si sente l'apporto di Jim O'rourke, che in quel periodo era in piena estasi post-rock.

DonJunio (ha votato 9 questo disco) alle 20:36 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

Pensavo che i fanatici dei Sonic Youth, quelli convinti che Ranaldo e soci avessero il potere di camminare sull’acqua, si fossero estinti: mi sbagliavo evidentemente. Battute a parte, declino non credo sia un termine così spregiativo, giacché è abbastanza pacifico che tantissimi artisti rock prima o poi ci passano, entrando nella fase del manierismo o dei melensi album di fine carriera. Che nel caso dei Sonic Youth sono comunque stati sempre dignitosi: ho forse detto che “Dirty” è una merda di album? No, avevo solo scritto che non condividevo il suo essere “tanto decantanto”, dunque non il capolavoro di cui tutti parlano. Affermare che i Sonic Youth dopo il 90 abbiano iniziato il declino o asserire che ciò che hanno prodotto da allora non è stato all’altezza del passato per me è la stessa cosa. Avresti ragione se io avessi usato un termine come degrado o scadente, non declino. Per quanto riguarda il fenomeno snobistico che tu descrivi, ti assicuro che mi è assolutamente estraneo: diversamente non avrei dato 9/10 al comeback album dei Dinosaur jr. Del resto tu hai scritto “Tutti. Tutti dopo di loro. E dopo questo disco. Il noise, il post-rock ... tutto e tutti dopo questo disco”. Il Vangelo di cui parli , in questo caso, mi sembra essere per te quello della famigliola Moore…

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 20:58 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

RE:

Eh già, vecchia volpe, ma i Dinosaur Jr rientrano già nella fase del ripescaggio/revival. Un po' quello che accadrà (scommettiamo?) ai Sonic Youth nella loro nuova veste "di nuovo indipendente". Sul fatto che gran parte della musica indie sia profondamente in debito con la Gioventù Sonica non credo ci sia molto da dire: penso a Seattle, al noise (anche quello attuale), al post rock e via così fino al successo dei Blonde Redhead di qualche anno fa. Il senso del mio commento era tutto lì: a questo aggiungevo poi il fatto che la parabola discendente (va bene così, non diciamo degrado o monnezza, diciamo "declino") è stata per loro una fase comunque brillante. Come dire: non camminavano sull'acqua ma nuotavano decisamente bene, e nell'affondare hanno avuto molta più dignità e resistenza di (quasi) tutti gli altri.

Dr.Paul alle 20:54 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

madonna è da stamattina che in homepage campeggia questa candela "a morto", ma cosa è che musica fanno?

DonJunio (ha votato 9 questo disco) alle 20:55 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

la "candela a morto" illustra lo stato delle speranze tricolori degli amici juventini.....

Dr.Paul alle 20:58 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

da quando biasio ha cambiato avatar, due sconfitte un pareggio casalingo e una vittoria dubbia nei minuti di recupero, uhmmmm...

fabfabfab (ha votato 10 questo disco) alle 21:00 del 15 febbraio 2009 ha scritto:

Ah, sia chiaro. I fanatici stanno in chiesa e/o allo stadio. Io ho frequentato pochissimo sia l'una che l'altro. E prima di buttarla sul calcistico guarda il mio cognome: fortza Casteddu!

Uallarotto (ha votato 9 questo disco) alle 9:30 del 19 giugno 2009 ha scritto:

il massimo per EVOL.

PandoFightSound (ha votato 10 questo disco) alle 17:41 del 14 dicembre 2009 ha scritto:

Cazzo.

Il mio album preferito di sempre, cazzutissimo. Miglior disco degli 80.

4AS (ha votato 7 questo disco) alle 15:19 del 6 febbraio 2010 ha scritto:

Pur essendo un disco storico non mi ha mai preso troppo, anzi spesso quando lo ascolto fatico ad arrivare alla fine. Non metto meno di 7 per paura di essere aggredito.

bart (ha votato 7 questo disco) alle 21:33 del 9 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Sono d'accordo con te, questo disco si fa fatica ad ascoltarlo per intero. Ci sono pezzi stratosferici come Teen Age Riot, 'Cross The Breeze, Silver Rocket, Total Trash e Trilogy, ma anche altri molto meno ispirati. Secondo me i capolavori dei Sonic Youth sono Bad Moon Rising e Evol.

ThirdEye (ha votato 6 questo disco) alle 1:49 del 21 ottobre 2010 ha scritto:

Boh!

Tutti parlano di Daydream Nation come del capolavoro assoluto dei Sonic Youth, ma booh...Ottimo lavoro, ma per il sottoscritto album come Confusion Is Sex e Bad Moon Rising se lo mangian proprio a colazione questo. Questo è forse quello della svolta "Pop" dei Sonici...Il primo loro lavoro di "canzoni" vere e proprie...Io preferivo le orge Noise senza ne capo ne coda dei loro primi due capolavori.

Liuk Pottis alle 12:33 del 12 novembre 2010 ha scritto:

Il problema della durata

Benché "Daydream nation" sia stato il primo disco dei Sonic Youth che abbia acquistato ed ascoltato (sconsiglio di avvicinarsi ai Sonic Youth con questo album), me ne sono subito innamorato...E dire che ai tempi ero afferrato a concetti musicali ben più convenzionali, e non ero dunque abituato a sfuriate rumorose e detonazioni di chitarre. Grazie ai Sonic Youth mi sono avvicinato a questo mondo e ne sono rimasto più che affascinato, al punto da iniziare io stesso ad approcciarmi in maniera più avanguardistica al suono della chitarra.

Ma malgrado la grandezza e il valore di questo disco, c'è da segnalare quella che è probabilmente la sua unica vera pecca: la durata.

Forse un'ora e dieci di noise-rock con un susseguirsi di brani sicuramente di valore, ma musicalmente molto simili tra loro, è un po' troppa, e l' ascoltatore medio (soprattutto se poco abituato a squarci sonori e chitarre iperdistorte) potrebbe trovare anche qualcosa di noioso in un disco così...Per questo saltano fuori affermazioni del tipo: "E' bello, ma non riesco ad ascoltarlo tutto". Forse il problema sta proprio nella durata del disco, che è peraltro in parte la pecca di altri dischi grandiosi (mi vengono in mente le due ore del magistrale "Mellon Collie and the Infinite Sadness" degli Smashing Pumpkins). Ma del resto, è forse la durata stessa a renderlo un disco monumentale, e differente dagli altri pubblicati dalla Gioventù Sonica.

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 13:27 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Noioso

Mai piaciuto

salvatore alle 14:44 del 25 settembre 2011 ha scritto:

RE: Noioso

dalvans più che altro, visto che ti limiti a votare il disco (perché la parola "noioso" non può chiamarsi commento) ti consiglierei di utilizzare la funzione "vota questo disco". Così non si intasano le email, non vanno nel dimenticatoio commenti "veri e propri" e puoi continuare a sparare a raffica senza problemi. Se la tua non è provocazione (e in quel caso sarebbe un po' fastidioso), spero tu voglia farlo

dalvans (ha votato 5 questo disco) alle 14:55 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Per salvatore

Il tuo consiglio é chiaramente in buona fede e lo apprezzo, però se io uso la funzione "vota questo disco" il mio voto non compare nella pagina commenti e quindi sarebbe un esercizio totalmente inutile, convieni? Comunque io sono nuovo ed ho voluto valutare tutti i dischi presenti nel sito che ho ascoltato, in poco più di un giorno! Ora che ho esaurito questa esigenza sarò molto meno invadente, rispondendo però a commenti poco graditi (e l'ho già fatto, purtroppo)

salvatore alle 19:20 del 25 settembre 2011 ha scritto:

RE: Per salvatore

Oddio, inutile... a volte passare inosservati è una gran cosa... E comunque quale credi che sia "l'utilità" di sparare voti un po' alla carlona (ciao charles!)? Non c'è scambio, non c'è confronto, non c'è nulla. Alla fine se sul sito hanno predisposto due funzioni separate per votare e commentare sarebbe forse più carino rispettarle. Se proprio ci tieni a far vedere il tuo uno o il tuo due (cosa che non mi crea alcun problema... certo però che nico potevi anche risparmiarmela ), potresti almeno motivarlo... Non credi che così sarebbe più "utile"?

Comunque io qui chiudo. Il mio era un qualcosa a metà strada tra consiglio e richiesta...