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R Recensione

9/10

Today Is The Day

In The Eyes of God

Qualcuno potrebbe pensare che io abbia una fissazione per i dischi targati Relapse Records, ma (vi garantisco) non è così. Né tantomeno ho una fissazione per il gruppo qui recensito (anche se ammetto di aver avuto un periodo dove ascoltavo solo loro). Molto semplicemente, siamo di fronte ad un gruppo fondamentale per la musica estrema degli ultimi due decenni. E sebbene non tutti i loro dischi valgano il massimo dei voti, è giusto sottolineare che i Today Is the Day non hanno mai fatto uscire roba scadente. La qualità media dei loro dischi, infatti, è piuttosto elevata se comparata agli standard delle band di oggi, ma non solo; è sorprendente la capacità dei nostri di rinnovare la propria ricetta sonora ad ogni uscita discografica, senza snaturare l’impianto musicale di base.

Ebbene, “In The Eyes Of God”, quinto album della loro carriera ventennale (il secondo uscito per l’etichetta Relapse, diventata ormai un vero e proprio punto di riferimento per la scena estrema attuale) non fa eccezione, trattandosi infatti di un altro grande disco che s’inserisce a pieno diritto tra i migliori della loro discografia, tanto suona attuale e violento a distanza di 12 anni dalla sua uscita. Inutile aggiungere che da questo album, così come dalle uscite precedenti, hanno attinto a piene mani gruppi come Nasum, Pig Destroyer, Dillinger Escape Plan, Mastodon, Cephalic Carnage e via discorrendo.

Chi conosce la proposta musicale del gruppo sa a che cosa va incontro. 20 tracce frenetiche, schizzate, brevi e taglienti come una lama affilata, ai limiti dell’ascoltabile. Musica per palati forti, quindi, dove si mischiano death metal, grindcore, noise-rock e, perché no, anche rock progressivo (come in “Going To Hell”). Ma fatta eccezione per la traccia appena citata, i brani viaggiano su una media di 1-2 minuti di durata. Le composizioni, più che assomigliare a delle canzoni vere e proprie, si presentano come degli abbozzi,  spunti lasciati in sospeso, incompleti e frammentari. È impossibile infatti parlare di strofa-ritornello-strofa, perché proprio quando sembra di entrare nel vivo della canzone, ecco che parte immediatamente la successiva, senza un attimo di sosta. È chiaro quindi che è inutile fare un’analisi track-by-track: il disco assume un senso solo se preso nel complesso. “In The Eyes Of God” è infatti uno spaventoso mosaico dell’orrore, composto da tanti piccoli frammenti, e qualunque sia l’ordine in cui ascoltiate le tracce, l’effetto finale è sempre quello: emerge quel senso di angoscia e di alienazione che da sempre contraddistingue la musica dei Today Is The Day, fatta apposta per terrorizzare e torturare le orecchie del malcapitato di turno (in fondo non è questo l’obiettivo dell’heavy metal estremo?).

Stando così le cose, è difficile segnalare una traccia piuttosto che un’altra (sebbene la sensazione di sentire la stessa traccia per 20 volte è ben lontana), tuttavia se volete un assaggio per farvi un’idea del cd, provate ad ascoltare la title-track, “Going To Hell”, “Martial Law” e “False Reality” (che infatti sono tra le poche che superano i 2 minuti di durata!). Ma per il resto, “In The Eyes Of God” è un disco da ascoltare tutto d’un fiato; per coglierne il senso è infatti necessario lasciarsi trasportare dalla musica stessa, tra i suoi singulti, accelerazioni martellanti e stacchi improvvisi il cui unico scopo è quello di mettere alla prova il cuore dell’ascoltatore.

 

In conclusione, un grande album per una grande band, il cui valore, a parere di chi scrive, non è stato ancora pienamente riconosciuto né dalla critica metallara né dal grande pubblico. Sebbene il loro capolavoro è e, probabilmente, resterà sempre “Temple of the Morning Star” (1997), “In The Eyes of God” si colloca un minuscolo gradino sotto, collocandosi come ideale ponte di passaggio tra i muri di suono del disco precedente e la rabbia disperata del successivo (e altrettanto mostruoso) “Sadness Will Prevail”.

 

Crudo, acido, negativo, abrasivo: insomma un disco in perfetto stile Today Is the Day. Imperdibile per tutti gli amanti del gruppo.

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Voto degli utenti: 8,3/10 in media su 5 voti.
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C Commenti

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Emiliano (ha votato 8 questo disco) alle 12:18 del 16 giugno 2011 ha scritto:

Una gran bella mazzata. Bella rece, disco fondamentale se piace il genere.