R Recensione

7/10

Unsane

Visqueen

Tempo fa, la prima volta che un amico mi mise in mano un disco degli Unsane gli chiesi: ”Che roba è?”, lui rispose ”Classico noise newyorkese!”.

A soli 2 anni da BloodRun (relapse 2005), gli Unsane tornano con Visqueen: cambio di etichetta, ma il risultato è lo stesso: classico noise-core newyorkese, con buona pace di chi ama da sempre la band.

Sound pesante, fortemente caratterizzato da inserti blues, atmosfere metropolitane e testi urlati rabbiosamente, in pieno stile Unsane.

Una giungla metropolitana, appunto, East broadway (l’ultima traccia del disco) su tutte: pezzo di una pesantezza rara, un blues degli anni 2000, quadrato, in sottofondo lo scorrere della vita della città.

In questa giungla, impareggiabile si rivela il supporto di Vinny Signorelli (batteria): laddove il ritmo si fa sempre più incalzante, la batteria si fa “tribale” quasi a suggerire i ritmi inumani della frenesia metropolitana.

Forti le influenze blues per (chitarra e voce), ereditate dalla madre che gli insegnò a suonare la sua prima chitarra acustica. Pezzi come This stops at the river dove l’apice di tale influenza raggiunge il suo picco massimo quando, tra riff cervellotici e un letto di basso grezzo e primitivo (Dave Curran – basso e voce) si fa largo l’armonica a bocca di Chris.

Sulle copertine dei loro album di sangue non ne è mai mancato, ma, mentre una volta le foto di sangue e cadaveri erano reali (si dice che le foto provenissero direttamente dagli archivi di polizia),ora l’artwork si fa più “raffinato” lasciando maggiore spazio all’immaginazione…

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Roberto70 alle 10:41 del 23 agosto 2009 ha scritto:

Secondo me questo disco anche se inferiore all' inarrivabile Unsane e' una mazzata sulle ginocchia non da poco.

Ascoltare per credere.