R Recensione

6/10

Ballo delle Castagne

Ballo delle Castagne

“Il 31 ottobre 1501 Alessandro VI e Lucrezia organizzano una sorta di sabba satanico passato alla storia come 'il ballo delle castagne'. Un'orgia ideata da Cesare Borgia, durante la quale prostitute nude danzano tra candelabri messi a terra e poi raccolgono con la bocca, strisciando, castagne sparpagliate sul pavimento…” Questa spiegazione, tratta da una cronaca dell’epoca di un cerimoniere del Vaticano, è una delle rare informazioni che troviamo sul blog del Ballo Delle Castagne. Accanto campeggia in bella mostra, bizzarrie del web, la pubblicità di una “vendita e lavorazione marroni e castagne dell’appennino tosco-emiliano”, il che sarebbe sufficiente a ridicolizzare l’originalità contenuta nella ragione sociale di qualsiasi gruppo rock, ma tant’è.

Il Ballo Delle Castagne, la band, si avvale dell’apporto di Vinz (ex Calle Della Morte) a voce e fuzz bass, Marco Garegnani (The Green Man) a chitarre, sitar e tastiere, Diego Banchero (Recondita Stirpe, Egida Aurea) al basso e Jo Jo alla batteria. Il disco è piacevole, lo diciamo subito, nonostante una qualità della registrazione perfettibile e un mixaggio delle volte fuori fase, piccole pecche che non inficiano la squisita bontà di un progetto dai suoni crudamente low-fi, che non avrebbe sfigurato nelle collezioni beat dei nostri padri a fine anni ’60. Anche la copertina tradisce una certa affinità per l’epoca, la ragazza con la frangia, la mistica contemplazione della natura, il virato seppia. E il mood del disco conferma le attese, con i suoi toni cupi, le tastiere macabre, la ricercatezza semantica e lessicale nei testi nei quali è lampante l’attitudine “bitt” di cui sopra, attitudine che resta comunque sospesa nel suono, a favore di un garage gutturale, sporco e graffiante.

 Anthem no.1 è il primo pezzo, uno strumentale agghiacciante che nella formula ricorda un altro importante recentissimo incipit: quella Stormy High che apre il monumentale In The Future dei Black Mountain, un lavoro che ricorda molto nel sound questo omonimo debutto del Ballo Delle Castagne. Lo strumentale si sviluppa tra silenzi e ripartenze, strozzato da una keyboard che rifinisce e cesella, facendo venire alla mente alcune aperture dei Crystal Antlers. Il Tormento di Demetra si dipana attraverso una tensione che cerca continuo sfogo senza trovarlo, e introduce il canto sofferto e un po’ scorbutico di Vinz, più Giovanni Lindo Ferretti che Max Collini, che declama spirituale storie di uomini e dei, e qui il richiamo all’ultimo Godano è niente meno che appropriato. Specchi e Perline Colorate, al pari della successiva Sole e Acciaio, è garage psichedelico con la voce in controtempo: puro Oneida style, compresa la coda ondivaga ma geometrica e l’emotività del cantato proporzionale alla tensione musicale. Sole e Acciaio mantiene il ritmo con una cavalcata post-punk e un finale di lunghi barriti di chitarre effettate. Mi si perdoneranno i continui rimandi, ma qui la lezione dei Fluxus è tangibilissima e i testi omaggiano (involontariamente?) la Tabula Rasa Elettrificata dei C.S.I..

Il disco, trenta minuti netti per cinque brani, si conclude con la mistica Il Pianto di Cristo su Gerusalemme, vicina alla stretta attualità, a parere del sottoscritto il miglior pezzo dell’album, insieme allo strumentale in apertura. Un sitar si fa via via scavalcare da basso e chitarra mentre il lamento nel canto si arrende a un sussurro caustico che lo sovrasta, minaccioso. Alla fine una tastiera (molto Banco del Mutuo Soccorso) sovverte gli schemi e chiude in un delirio temporale da crociata religiosa.

Un album sicuramente derivativo,come avrete apprezzato dalle frequenti citazioni, ma consapevole, evocativo nella sua mescita sapiente di garage, beat e cantautorato impegnato. Pervaso da una dotta incisiva spiritualità, soddisferà, a volume altissimo, tutti gli amanti del genere. Dunque, play it loud, senza troppe elucubrazioni (e marroni permettendo).

 

[voto 6,5]

LINK:

myspace: www.myspace.com/ballocastagne

VIDEO:

Il Tormento di Demetra (live bootleg): www.youtube.com/watch?v=i9UxiCcyn6g

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 4 voti.
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Cas 6/10

C Commenti

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Cas (ha votato 6 questo disco) alle 0:40 del 5 agosto 2009 ha scritto:

questi Vinz e Garegnani sono due tipi da non perdere di vista.

Il disco in questione però è un pò scialbo, indeciso, anche se ci sono buone intuizioni. Condivido voto e recensione