Graham Parker
Imaginary Television
Trentacinque anni di carriera sono molti, e pochi artisti possono vantare un curriculum pari a quello di Graham Parker, artista che ha sempre prodotto ottimi dischi, ottenendo anche un discreto successo, ma senza mai scendere a compromessi. Ne è esempio la storia di questo nuovo cd.
Il lavoro inizia quando un'agenzia gli commissiona una canzone da usare come sigla per un serial tv americano. Canzone che, prontamente scritta e registrata, altrettanto prontamente viene rifiutata. E quando l'agenzia prova nuovamente a commissionargli un brano, anche questo secondo viene rifiutato.
Da qui l'idea di scrivere canzoni per una “televisione immaginaria”, dove magari si possa ascoltare buona musica. Così a quelle due canzoni ne seguono altre nove, fino a completare la scaletta di “Imaginery Television”, un disco molto vario, in cui si ritrovano i temi classici del miglior Parker: soul, rock, ma anche country swing, grandi ballads e pure un reggae.
Si inizia con uno dei brani migliori, “Weather Report”, in cui Graham Parker dispiega la sua grande voce dai toni caldi e soulfull, con un ottima chitarra e organo ad accompagnarlo. “Always Greener” è un altro dei vertici del disco, un ottimo brano tra soul e pop di classe, con un ritornello assassino che una volta ascoltato entra in testa e non ti lascia più.
Splendido anche il reggae di “See Things My Way”, brano divertente e solare, dove la mano felice di Parker crea di nuovo un ritornello che cattura al primo colpo. Ideale singolo estivo. La passione per il reggae torna in “More Questions Than Answers”, unica cover del disco, con cui Parker rende omaggio a Johnny Nash.
Molto belle anche le ballate, da “Bring Me A Heart Again” a “Head on Straight”, che col il loro andamento country swing devono molto all'ultimo Dylan, a “Snowgun”, più giocata sulle sonorità soul, alla semplice “Broken Skin”, fino alla splendida “You're Not Where You Think You Are” sostenuta dalla splendida voce di Parker, che qui torna carica di soul, e da uno splendido solo di chitarra.
Chiude il brano più rock del disco, “1st Responder”, un rock travolgente venato di soul, degna chiusura per un lavoro che riporta Graham Parker tra i migliori autori e interpreti rock odierni.
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