R Recensione

7/10

Disco Drive

Things To Do Today

È raro che degli artisti italiani siano capaci di produrre lavori che celino quasi completamente quella italianità che caratterizza i lavori della maggior parte di altre band nostrane. Non so bene definire l’essenza di questa “italianità”, si tratta di un particolare approccio, di un insieme di sonorità, di qualcosa che a partire dalle Stelle di Mario Schifano del ’67 fino ad arrivare al Requiem Verdeniano di 40 anni dopo non ha mai cessato di caratterizzare il rock della penisola.

Con i Disco Drive, giovane band di Torino, questo non accade, a tal punto che si potrebbe benissimo pensare che i nostri artisti provengano dall’Inghilterra o addirittura dall’America.

I Liars, gli Oneida e i Deerhunter (oltre alla costellazione DFA) sono i principali responsabili di avere contaminato le sonorità dei Disco Drive, che riescono comunque ad aggiungere un tocco di originalità con spruzzate funk e sensibilità indie.

Il tutto per una celebrazione pregnante del ritmo in tutte le sue forme: è infatti il ritmo il vero protagonista di ognuna delle 11 tracce dell’album.

Si parte con Grow Up!, cadenzato pezzo elettronico capace di aggredire con le episodiche sferzate di energia, preannunciate dallo “scricchiolare” della chitarra elettrica, che finirà per esplodere accompagnata da un ritmo sincopato e frenetico.

The Flower Stall procede attraverso cambi di ritmo e sferzanti riff rockeggianti, il tutto ammorbidito da una accennata sensibilità funk che avrà modo di materializzarsi pienamente in seguito.

Anche l’elemento dance non manca, lo troviamo per esempio in brani come It’s A Long Way To The Top e Goodbye.

Il funk dei Disco Drive si fa ammirare quindi nella bella Gonna Love This, che aggiunge anche una intelligente componente elettronica al tutto.

Tracce come Find Me Animal e What Are You Talking About and Why Are You Talking About It' svelano il lato sperimentale del gruppo, di particolare rilevanza per quanto riguarda la seconda, che riesce a fondere un pò tutte le caratteristiche dell’album in una sola traccia, illustrando a perfezione l'indie-rock mutante tipico della band.

Finger and Nails costituisce una piacevole eccezione: una trama inquietante e claustrofobica sorregge una cantilena atonale su cui si sovrappongono progressivamente sempre più effetti, effettini e strumenti, volti ad un crescendo coinvolgente.

Out Of Sounds sposa un rock fatto di riff ripetitivi ma convincenti, Things To Do Today invece si basa su una ritmica per certi versi Hip Hop e su un uso dell’elettronica variegato e divertente, votato alla varietà e alla carica dirompente.

Nonostante rischi di essere un po’ ripetitivo, questo disco a suo modo ci fa onore, dimostrando come gli italiani siano perfettamente in grado di padroneggiare e rinvigorire nuove tendenze e nuove sonorità.

V Voti

Voto degli utenti: 5/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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prettyvacant (ha votato 5 questo disco) alle 13:41 del 20 dicembre 2007 ha scritto:

bel dischetto

tanto alla moda tanto derivativo. bella questa rece!