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R Recensione

7/10

Modena City Ramblers

Sul Tetto del Mondo

E così i Modena City Ramblers sono arrivati al loro dodicesimo disco, in una carriera ventennale che tra alti (molti) e bassi (pochi) li ha portati, attraverso molti cambi di formazione, a conquistare il pubblico italiano, creandosi un seguito di fedelissimi che poche altre band della nostra penisola possono vantare.

Con un organico ormai pienamente democratico (tutte le canzoni sono scritte e arrangiate collettivamente) in cui Davide “Dudu” Morandi è riuscito a far dimenticare l’ex Cisco alla voce, i MCR hanno prodotto uno dei dischi più riusciti della loro carriera.

I brani che più colpiscono sono sempre quelli di derivazione folk irlandese, il primo amore della band, spazio quindi al violino del sempre più bravo Francesco “Fry” Moneti e al tin whistle di Franco D'Aniello, come accade in Altritalia, un brano in classico stile MCR, con la sua ritmica veloce, per fotografare uno spaccato dell’Italia migliore, quella che non si arrende e combatte, quella dei sindaci antimafia. Una canzone di lotta e di speranza, e una musica da ballo che in concerto darà senza dubbio modo di scatenare il pubblico.

Ancora violino e tin whistle alla guida di Interessi zero, irish ballad che indaga sulla crisi economica e sulla fatica di arrivare a fine mese, senza però volersi negare i lussi della società dei consumi. E quindi indebitarsi per tutto, anche per le vacanze al mare, però ad interessi zero. Mentre nei salotti buoni scorrono polveri bianche, come racconta I giorni della crisi, descrizione precisa di questi nostri tempi, senza retorica, e senza essere didascalici, ma anche in maniera perfetta, della nostra società.

Seduto sul tetto del mondo è il primo slow del disco. Introdotto dal violino, è un brano più intimo e riflessivo, con il violino di Moneti ancora sugli scudi, e una chiusura in puro stile irish folk in cui il brano prende il volo e porta ancora una volta nelle magiche atmosfere dei pub irlandesi.

Sempre l’Irlanda come influenza principale in Tra nuvole e terra, con il suo intro da vero classico dei MCR, quasi un’autocitazione, ma l’eventuale sensazione di già sentito è comunque molto piacevole, per i suoni puliti e precisi, di cui ormai sono maestri, e per il testo, poetico e originale. Non sfigurerebbe tra le più belle slow ballad dei Pogues.

Torna anche il dialetto, con S’ciope picòun, un brano che parla degli italiani che emigravano in Belgio a lavorare nelle miniere, dopo due anni di resistenza e lotta partigiana.

Ma il brano più azzardato e riuscito del disco è Povero diavolo, aperto da un tocco di mediterraneo. Una canzone che gioca in maniera intelligente sulle citazioni delle famose terzine dantesche della Divina Commedia. Contestualizzata nel nuovo secolo, all'inferno troviamo un Caronte ubriaco e disoccupato, non più traghettatore di anime, perché oggi la “perduta gente” non va più all’inferno, ma va in giro fiera per il mondo. Così, in una società in cui essere peccatori non è più peccato, Caronte ha venduto il battello e fa la coda all’ufficio di collocamento  

L’anima latino americana dei Modena emerge in Que viva Tortuga! Quando si parla di pirati nella canzone italiana, il pensiero corre subito a Edoardo Bennato. In questo caso il cantautore napoletano è citato esplicitamente più volte nel testo (seconda stella a destra), ed anche ringraziato per l’inspirazione per questa storia tra Capitan Uncino e isole di fantasia, che però se ci credi possono diventare realtà.

Oltre a tutto questo, il nuovo disco dei Modena City Ramblers è anche un atto d’amore per il glorioso Studio Esagono di Rubiera (RE), che chiude la sua carriera con queste registrazioni effettuate alla fine del 2010. Quasi toccante la descrizione, nelle note del libretto, di tutta la strumentazione utilizzata, dai moderni hardware e software, ai più antichi strumenti analogici (con la speranza che questi strumenti possano trovare nuova vita in altri studi o tutto si perderà come lacrime nella pioggia).

Impegno civile e sociale, musiche tra la più divertenti e ballabili in circolazione, e un’atmosfera sempre di grande festa, restano anche in questa occasione i veri punti di forza dei Modena City Ramblers.

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C Commenti

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nebraska82 alle 12:48 del 11 aprile 2011 ha scritto:

non li ho mai potuti soffrire sinceramente.

Timetravel_0 alle 22:49 del 9 maggio 2011 ha scritto:

@nebraska82

Credo che sia più giusto dire che non li hai mai potuti capire.

Marco_Biasio alle 14:20 del 10 maggio 2011 ha scritto:

RE: @nebraska82

Prego?