Elizabeth
Ruggine
Esordio impegnativo per la band emiliana, che dopo aver calcato tutti i palchi a disposizione, esce con un disco registrato da Carloenrico Pinna e Daniele Bagni (bassista dei Litfiba) allo studio Esagono di Rubiera (RE) e uin singolo, Un mondo per te, masterizzato al Masteerdisk di New York da Howie Weinberg (già al lavoro per Ramones, Clash, Nirvana, Smashing Pumplins, Red Hot Chili Peppers e U2) il cui relativo videoclip è stato girato a Londra. E all'inghilterra gli Elizabeth sembrano davvero molto legati, sopratutto a quella di The Who e Paul Weller
Il disco si apre con Un mondo per me, un pop rock medio dal buon testo, ma il primo colpo forte arriva con l'ottima Piove su Milano una ballad intimista ed intensa (ricordi di un amore, la malinconia, la pioggia reale e anche quella dell'animo) con una splendida accelerazione nel finale.
Decisamente più rock anni '70 è Disinfettante (non sfigurerebbe nella discografia di una band quale i Black Crowes), brano guitar oriented tirato, con un ottima prestazione vocale di Marco Montanari (anche autore di tutti i testi), e una chitarra che esplode nel finale.
Ancora giocata sulle chitarre elettriche (ospite alla chitarra anche un ritrovato Mel Previte: qualcuno si ricorda dei grandi Rocking Chairs?) Si è fatta quell'ora, ottima la voce ed anche il testo, che riesce ad essere originale nonostante il tema (l'amore e le sue problematiche).
Il ritmo rallenta con Elisa, sempre qui. Voce e chitarra acustica per un brano dal testo intimista e quasi sussurrato, sull'incitamento a continuare a provarci, anche quando i tuoi sogni muoiono (così per sempre qui / a provare a ridere ancora un po' finché si può / finché non ti portano via).
Partenza in quarta per La mia generazione, un pop veloce e tirato, tutto giocato sulle chitarre elettriche, con cui gli Elizabeth rendono omaggio a The Who e al loro celebre inno My Generation (e al classico tema del conflitto intergenerazionale) richiamato esplicitamente nel finale. Un omaggio divertente e a suo modo originale. D'altra parte la band inglese è richiamata ed evocata più volte dagli Elizabeth, fin dalla grafica della copertina, del libretto e del CD.
Il ritmo rallenta con Shizofrenia e con la seguente Certi giorni, rock pop ballad che strizza l'occhio al miglior Ligabue. Un brano dal potenziale commerciale notevole.
Norlevo è il brano più elaborato dell'intero lavoro, sia per quanto riguarda la musica che per il testo. Chiude il cd il brano forse più personale e riuscito del disco, Io convivo con me, sorta di autoanalisi (testo autobiografico?) con una bella intro acustica e la pedal steel guitar che ricama.
Il gran finale però è riservato ad una bonus track, You Are My Light, versione in inglese della loro Piove su Milano, un brano davvero accattivante, giocato su chitarre ruggenti e momenti lirici con solo piano, che in questa versione risulta ancora più coinvolgente (non a caso scelto da Edison per una campagna pubblicitaria martellante su reti televisive, sale cinematografiche, stadi e palazzetti dello sport).
Un buon esordio per una band che sta già facendo parlare molto di se.
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