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R Recensione

7,5/10

Tonetta

777 Vol III

Il mondo così come lo abbiamo conosciuto sta finendo. Non c'entrano nè i Maya nè gli alieni, sono stati gli uomini a decretarne la fine. Lo dimostra il fatto che non molto tempo fa ho dovuto rassicurare una maestra delle scuole medie preoccupata perchè i genitori di un suo alunno avevano minacciato di portarla in tribunale a causa dei voti troppo bassi da lei affibbiati al piccolo somaro. A questo punto (di non ritorno) siamo pronti per il perverso mondo di Tonetta. Se non altro, nel suo mondo, c'è sincerità, trasparenza e semplicità. 

La terza raccolta di brani di Tonetta riprende i soliti temi a sfondo sessuale ("Ride Me"), corredati dagli ormai noti video smutandati ("Be my concubine" fa rima con "I wanna fuck u all the time") ma affronta anche temi di stretta attualità con la quasi Velvetiana "Obama's Prize" e la controversa "Saddam" ("you prove to me/that Saddam is dead/the way things look/the earths above your head/earth and stone don't make the man/you cloned the man Saddam"). In queste 29 tracce c'è davvero tutto il mondo di Tonetta, con le sue storie malate ("On the Toilet"), le sue composizioni strepitose ("Guitar Composition" è un delizioso affresco chitarristico), i suoi tentativi di evadere dalla realtà (chitarre afro in "Apachie Woman"), i suoi ammiccamenti lascivi ("Baby Face") e la sua immagine scabrosa che fortunatamente non avremo mai modo di vedere dal vivo.

Il perverso mondo di Tonetta è qui. Ed è quello che ci meritiamo.

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