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7/10

Cheatahs

Cheatahs

Attivi da qualche anno, tra singoli e Ep (raccolti nel 2013 nella compilation Extended Plays), i londinesi Cheatahs approdano finalmente, con il loro esordio omonimo, al formato album, raccogliendo quanto fatto negli ultimi anni e mettendo tutto nero su bianco, in forma compiuta e organica.

Il lessico è quello che da diverso tempo sembra essere lo standard per il rock alternativo britannico: shoegaze-pop saturo ed espanso, dove ad una genuina scrittura indie pop si affiancano i moduli sonori roboanti di scuola MBV e Ride. Ed è proprio su questa intesa che il quartetto punta tutto: la formula alterna momenti di puro -e divertentissimo- revivalismo (The Swan, Leave to Remain) ad altri dove si nasconde, assieme ad una lettura contemporanea, anche un'interpretazione ibrida, personale: parliamo di Mission Creep, dove fanno capolino i Deerhunter, di Fall, tutta un scintillio di synth fusi alle chitarre lanciate in droni serpeggianti, o ancora di Cut the Grass, dove può scorgersi l'influsso della nuova scuola neo-psych inglese.

Le chitarre sono ora traslucide e melliflue, squagliandosi sulle linee melodiche dei brani e creando gonfie nebulose (come in IV, o in Geographic), ora ruvide e noise, impegnate in riff incandescenti (Get Tight, tra Swervedriver e rilettura grunge/stoner, o l'imponente Kenworth).

Non manca quindi una pluralità di declinazioni, tutte però -e questo è uno dei meriti dell'album- integrate in un'unica visione, per un album compatto e coerente. Certo, il tutto sembra funzionare così bene perché sembrano essere stati assimilati a puntino i canoni del genere. Ma non solo: c'è anche una buona scrittura, oltre che una buona tecnica “manipolatrice” che da slancio alle dinamiche shoegaze, sempre dinamiche e mai sotto tono. Un “già sentito” fino ad un certo punto, quindi. E, cosa forse più importante, si tratta di un “bel” già sentito.

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Sor90 alle 14:59 del 18 giugno 2014 ha scritto:

Bel disco, lo shoegaze pompato di steroidi che lambisce, come giustamente fai notare, il grunge (certo che gli scambi fra i due generi sono veramente interessanti) ma non solo. Molto da primi anni 90 americani anche il video dei "Get Tight" che va dritta nel best of del 2014. "The Swan" anche fantastica, io ci sento un po' i primi Manic Street Preachers. Quello che poteva essere mero revival (come se per me fosse un male ghgh) assume spessore nei pezzi meno carichi, perfettamente d'accordo su tutta la linea.