R Recensione

8/10

Curve

Doppelganger

Se nell’ormai lontano 1991 il rock e l’elettronica si sono sposati il merito è stato soprattutto dei Primal Scream, del loro capolavoro Screamadelica e più in generale della celebre scena di Madchester, ma è bene non dimenticare altri gruppi che all’unione tra i due generi (così lontani eppure così vicini) tanto hanno dato. Immagino che a tutti salti in mente subito Achtung Baby degli U2, ma magari in pochi si ricorderanno di Doppelganger dei Curve

I Curve sono (erano?) un duo composto dalla bellissima cantante Toni Halliday, meraviglioso anello di congiunzione tra le tenebre vocali di Nico e gli eterei gorgheggi di Liz Fraser, e dal polistrumentista e programmatore Dean Garcia. Quest’ultimo si era fatto le ossa come session-man negli Eurythmics, ma per il suo gruppo volle un’impronta più rock. Le reminescenze sintetiche rimangono, ma il sound dei Curve può essere descritto come un incrocio tra il muro del suono tipicamente shoegazer e le atmosfere oniriche del dream pop, con l’aggiunta di una forsennata drum-machine.

Stratificazioni di chitarra, ritmiche aggressive ed una voce incantata per un disco che è stato dimenticato troppo in fretta. Dietro il titolo letterario e l’alienante copertina si nascondono varie perle: l’iniziale Already Yours fa pensare che anche i Prodigy abbiano prestato le loro orecchie a questo lavoro, Horror Head non ha nulla da invidiare ai migliori My Bloody Valentine e lo stesso può dirsi per la magica Lillies Dying. Ice That Melts The Tips suona esattamente come i Cocteau Twins alle prese con un chitarrista delirante, Split Into Fractions non sfigurerebbe neppure in un bel dancefloor dark e Think And Act è una meravigliosa ballata sonica…

Il sound è sempre curatissimo (ma cosa c’è da aspettarsi se dietro a consolle e mixer siedono due mostri sacri come Flood e Alan Moulder?), a volte lambisce addirittura lidi quasi industrial e l’unico difetto che si può muovere a questo disco è forse quello di essere un po’ monocorde. Ma ciò non sminuisce per nulla il valore di un’opera che, frullando synth pop, dream pop, dark wave e shoegaze ha sviluppato una miscela ben presto plagiata ed inflazionata da molti.

V Voti

Voto degli utenti: 6,2/10 in media su 3 voti.
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C Commenti

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Mattia Linea (ha votato 8 questo disco) alle 19:22 del primo gennaio 2016 ha scritto:

Esordio col botto per il duo formato da Toni Holliday (perfetto mix fra l'algidità di Nico e i vocalizzi eterei di Liz Fraser) e il polistrumentista Dean Garcia (roadie degli Eurythmics). Dream pop, shoegaze, elettronica, rock e dark wave mischiati assieme regalano un sound godibilissimo. Flood (Depeche Mode, U2) e Alan Moulder (My Bloody Valentine, Jesus & Mary Chain) alla produzione. Ottimo.