V Video

R Recensione

9/10

Ride

Nowhere

Prendete un pezzo di ferro; coloratelo per amor di caleidoscopio; affogatelo nel miele. Oltre ad avere un'opera post-moderna dal dubbio valore, vi ritroverete tra le mani l'esempio più pratico e sinesteticamente adatto-adattabile allo shoegaze dei Ride.

Qualcuno di voi sa che rumore fa il ferro quando muore? O le sue leghe, aspiranti pignoli.

Aiutatevi con le automobili, brillanti sull'asfalto: immaginatevi lo schianto, il muso dell'auto che si avvicina (-vicina...-icina...-ina...) al muro; ma non è un muro qualunque, non è uno schianto qualunque. L'impatto non accartoccia le lamiere, non distorce l'abitacolo, non produce un cronenbergico orgasmo sessuale. E' il solido che incontra il liquido, anzi no, il fluido, anzi no, il plasma, anzi no, ditemelo voi...

Sonorità noise che sfondano barriere dream. Lo scontro che non distrugge ma trasforma.

 

Odore di gomme bruciate, si parte: e si scalano le marce, uno due tre, esplosione strumentale e vocale, quattro cinque, testi che parlano di precarietà e di ascesi, di distanze fra gente che "osserva" a terra e gente che "vola" in cielo, come gabbiano fa ("Seagull").

 

Ancora all'inizio del viaggio, ma già a tutta birra, i quattro amichetti inglesi, che di british hanno ben poco, corrono come forsennati per l'autostrada, guidati dalla possente voglia di raccontare e suonare e dalla troppa caffeina di notti insonni, centellinate a (non) pensare ("Kaleidoscope").

 

"Strafare" verbo esatto, difetto-merito di gioventù.

 

Poi, all'improvviso, si ritrovano a vagheggiare: nessuno slancio euripideo di donne troiane in rotta di schiavitù, no. Ma voglia di estraniarsi, questo sì; l'alienazione è già nel rallentato rullo di tamburi iniziale, nel primo riff di chitarra, nei successivi vocalizzi sognanti e distesi, supportati da un'alternanza di accompagnamenti prima dream, poi aciduli, prima aciduli, poi dream. In questa non dimensione spazio-temporale, in quest'anacronistica "Era di Plank", riconosciamo i contorni belli, le linee curve e le distese oceaniche del "Nowhere" di copertina; il "nessun dove" che ci aggrada... ("In a Different Place").

 

Ormai paradigma a tinte chiaroscurali, il wall of sound del disco vieni più volte attraversato, come nebbia bastarda, dalla macchina-Ride che sfreccia ormai a pelo d'autostrada, alle volte seguendo le note "tremule" delle chitarre e delle ugole di Bell e Gardener ("Polar Bear"), altre sbandando senza punti di riferimento alla ricerca dell'oscurità perfetta, di quel pessimismo cosmico che è grazioso fiore appassito nelle vallate del carpe diem shoegaziano; come il testo [..."why do we always fall so fast?"], così la sostanza sonora, complici accordi al cherosene delle chitarre e l'impronta para-marziale dettata dalla batteria ("Decay").

 

Astutamente al riparo dietro la tastiera del computer, parlavo giusto poco fa di combustibili; ma stavolta l'ho fatta grossa, mi è sfuggita una scintilla di troppo: fuoco! Rogo! Fiamme! Noise! Saltellando da un campo semantico all'altro vi parlo di rabbia, di desideri impossibili, di barriere rumorose e corrosive, di esplosioni orgiastiche di tom e crash e grancassa, di chitarre luccicanti e abbaglianti, di una voce impalpabile, di terremoti strumentali nei ritornelli; ecco lo scontro che non distrugge ma trasforma ("Dreams Burn Down").

 

Quante colombe rimangono? Il problema è un altro: quanti cilindri rimangono...

 

Stasi ed estasi convivono nei ritmi e negli assoli ipnotici che si librano come falchi (alti levati) oltre le gole e le creste di sogni galleggianti; la riscoperta di una piacevole immobilità interiore, tutta affidata a vocalizzi a mezza voce e schiarite dream, a tratti slow-core, degli strumenti a corda ("Paralysed"). Nell'On the Road dei Ride non mancano sterzate psichedeliche, amplificate dai ricami di violini sospesi a mezz'aria sul finire ("Vapour Trail").

 

A questo punto sarebbe finito "Nowhere"; uso il condizionale perchè con l'uscita di una riedizione in versione CD (inizialmente era un LP) sono state aggiunte altre tre tracce, prese di peso dall'EP "Fall". Degna di nota, soprattutto, l'omonima: dai terreni spaccati da riverberi sconnessi, stacchi noise e vibrazioni distorte fuoriesce il magma sialico delle chitarre e della batteria che, prima lento e viperino, viene poi eruttato a massima potenza a mo' di fontana zampillante ("Nowhere")

 

A questo punto sarebbe ri-finito "Nowhere"; di nuovo il condizionale, ancora un'altra edizione. Nel 2001 viene rilasciata una nuova versione dell'album, questa volta con altri quattro brani extra, che rappresenterebbero in realtà l'intero corpus dell'EP "Today Forever". Poco d'aggiungere comunque... perlomeno nulla che non sia già stato detto, suonato, raccontato.

 

Ora sta a voi mettervi in viaggio con questi quattro giovani "guardascarpe" inglesi. Ma prima, un consiglio: mettete benza va'.

V Voti

Voto degli utenti: 8,9/10 in media su 20 voti.
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Sor90 10/10
loson 10/10
target 9/10
Cas 9/10
4AS 8/10
FeR 10/10
Teo 9/10
lev 9/10
gramsci 10/10
Nowhere 10/10

C Commenti

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Sor90 (ha votato 10 questo disco) alle 15:08 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Signore e signori, la copertina più bella della storia della musica è qui! Questo disco ascoltato su una spiaggia deserta è qualcosa di indescrivibile... Complimenti per la recensione (però Taste l'avrei menzionata), strano il tuo paragone con un'auto in corsa, a me è sempre venuta in mente una tempesta mentre lo ascoltavo

Filippo Maradei, autore, alle 15:42 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Grazie per i complimenti Sor.

Riguardo "Taste" ho sempre avuto un rapporto complicato, diciamo pure da "coppia in crisi": è stato il primo brano che ho ascoltato di "Nowhere" e anche quello che mettevo più a ripetizione dell'intero disco, a suo tempo. Poi, la frattura. Forse indigestione, forse semplicemente m'aveva stancato, ho iniziato quasi a odiarlo (con le dovute virgolette, s'intende). Certo è che avrei potuto inserirlo qua e là nell'articolo, magari solo citandolo, questo è vero

Sor90 (ha votato 10 questo disco) alle 16:30 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: Taste

Guarda, per me è quasi lo stesso per Vapour Trail, dopo averla scoperta ed ascoltata a ripetizione non ne potevo più, così mi sono preso un "periodo di riflessione". Invece Taste è una fissazione attuale ecco perchè...

Filippo Maradei, autore, alle 16:37 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: RE: Taste

Allora ci capiamo fin troppo bene

loson (ha votato 10 questo disco) alle 16:03 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Io avrei menzionato "Here And Now", forse il pezzo che preferisco di questa "undicina" magica. E avrei speso qualche parola in più su un batterista travolgente e sensibile come Colbert, vero trait d'union con la Madchester che fu. Avrei anche parlato degli echi folk nella scrittura piuttosto che insistere su richiami allo slow-core, qui francamente fuori luogo. Detto ciò, chi non ama questo disco non ama la musica.

Filippo Maradei, autore, alle 16:12 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Beh dai Matte', dov'è che ho insistito troppo sullo slow-core?

loson (ha votato 10 questo disco) alle 17:34 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: Beh dai Matte', dov'è che ho insistito troppo sullo slow-core?

Parlavo in generale, Fillippo. Dalle tue recensioni mi pare traspaia una predilezione per lo slow-core, o sbaglio? Solo che, vedi, mentre tirarlo in ballo per i Low è sacrosanto e per i Dirty Three ci può anche stare, per i Ride io eviterei proprio.

E comunque non si scappa: mi sei tornato poeta quando io ti voglio più sobriooooo!! ;D

Filippo Maradei, autore, alle 17:42 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: RE: Beh dai Matte', dov'è che ho insistito troppo sullo slow-core?

<--- sorrisetto malizioso.

Non sbagli, è vero. Mettiamola però in questi termini: quando devo trattare album d'importanza storica, oltre che materiale, non riesco a sottrarmi alla vena "iperbolirico"-barocca, è più forte di me. Diversa cosa quando parlo di dischi contemporanei, e lì m'impegno a rimanere coi piedi per terra. Tu che dici? I tuoi/vostri consigli m'interessano molto, lo sai.

loson (ha votato 10 questo disco) alle 18:00 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: Beh dai Matte', dov'è che ho insistito troppo sullo slow-core?

Quello che penso già lo sai, Filippo. Poi, oh, mica devi scrivere per me, ma per te stesso e soprattutto per i lettori.

target (ha votato 9 questo disco) alle 16:53 del 30 luglio 2010 ha scritto:

No, dai, di "Vapour Trail" non ci si può stancare! Chissà questa Inghilterra dov'è andata.

Sor90 (ha votato 10 questo disco) alle 17:05 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE:

Eheh ma io infatti ho scritto "non ne potevo più", la sbronza ormai è passata Cmq hai ragione il giro di chitarra potrebbe non finire mai... Ma, quale Inghilterra?

Filippo Maradei, autore, alle 17:09 del 30 luglio 2010 ha scritto:

France', io credo che QUALSIASI brano ascoltato a manetta di QUALSIASI gruppo/album, dopo un po' possa risultare "pesante", per non dire fastidioso.

target (ha votato 9 questo disco) alle 17:12 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Beh, dipende cosa vuol dire "a manetta"! Sor, intendevo: chissà dov'è ora l'Inghilterra che allora riusciva a partorire dischi così.

Filippo Maradei, autore, alle 17:15 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: "a manetta"

Ogni giorno, tutti i giorni, almeno cinque volte al giorno...

Sor90 (ha votato 10 questo disco) alle 17:17 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE:

Eh, davvero, chissà che fine ha fatto... voglio dire qui non si tratta di capire che un disco è un capolavoro a distanza di anni, cavolo, qui lo si capisce al primo ascolto! Fosse uscito ieri sarebbe sempre un 10. Dischi recenti inglesi cosi non ne ho sentiti... L'ultimo di Patrick Wolf ci va vicino, ma so che tu non condividi

P.S. il mio a manetta vuol dire minimo 10 volte al giorno!

target (ha votato 9 questo disco) alle 17:26 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Azz, siete ascoltatori ossessivo-compulsivi! No, io sono piuttosto un masochistico centellinatore che si ferma prima: oltre i 3-4 ascolti 'per dì' non vado. No, Wolf no!! E poi lui è comunque un cane (lupo) sciolto. Quell'Inghilterra era capace di fibrillazioni collettive. Vabbeh. Io sono fiducioso. Tornerà (magari dagli scantinati).

Filippo Maradei, autore, alle 17:32 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: Azz, siete ascoltatori ossessivo-compulsivi!

Fino a qualche annetto fa assolutamente sì! XD

Poi ho iniziato anch'io ad adottare la tua stessa tattica

Sor90 (ha votato 10 questo disco) alle 17:41 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: RE: Azz, siete ascoltatori ossessivo-compulsivi!

Hai ragione... devo adottare anche io questo metodo, ma quando hai per tutta la giornata una canzone in testa non puoi non ascoltarla. Target, certo che tornerà, e sarà più agguerrita di prima!

loson (ha votato 10 questo disco) alle 17:39 del 30 luglio 2010 ha scritto:

"Eh, davvero, chissà che fine ha fatto... voglio dire qui non si tratta di capire che un disco è un capolavoro a distanza di anni, cavolo, qui lo si capisce al primo ascolto! Fosse uscito ieri sarebbe sempre un 10." ---> Quoto col sangue. Grande Sor!

E grande Target: l'Inghilterra dei '90s è stata un sogno...

target (ha votato 9 questo disco) alle 17:41 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Un sogno, sì. Però, bro, dimmi che non stiamo diventando degli sterili nostalgici! dimmelo!!

Sor90 (ha votato 10 questo disco) alle 17:48 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE:

"L'inghilterra dei 90 è stata un sogno" almeno voi l'avete vissuta in prima persona, io non vado oltre qualche vago ricordo infantile. Bè ora sto divagando basta

loson (ha votato 10 questo disco) alle 17:56 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE:

Massì, ti rincuoro io, fratello. Nostalgici sempre, ma mai "sterili". Prova ne è che il "glo-fi" ci ha fatto perdere la testa manco fossimo pupetti. E, a proposito, fatti il pieno di malinconia post-Ibiza con i Teen Daze...

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 18:03 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Uno di quei dischi che, come dico io, ti fanno fare un passo in avanti...

Filippo Maradei, autore, alle 19:45 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE: Uno di quei dischi che ti fanno fare un passo in avanti...

Verissimo!

target (ha votato 9 questo disco) alle 18:15 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Diomio, los, mi stavo giusto ascoltando "four more years" in questo istante!! )) Che belli che siamo quando siamo così sincronizzati... @Filippo: sai anch'io cosa penso, no? ci siamo fatti, a suo tempo, un po' di chiacchiere... Però, è pur vero che si tratta di personalissimi punti di vista. Noi due ti preferiamo più calato nella storia; diciamo: più 'storico-culturale' che 'emozionale'. Se si riesce a coniugare l'una e l'altra cosa, poi (come il mio amico qui), tanto meglio!

loson (ha votato 10 questo disco) alle 18:34 del 30 luglio 2010 ha scritto:

RE:

Eh eh, io ho in loop "Shine On, You Crazy White Cap" da due giorni. Ma un po' tutto "Four More Years" si regge bene. Molto "corale", proprio in stile "Vecchia California '60s" virata tunz-shoegaze... Fra l'altro, noto solo adesso che ne avevi già parlato nel topic sul glo-fi! Sei sempre avanti, tu.

synth_charmer alle 19:41 del 30 luglio 2010 ha scritto:

E' vero che una recensione è uno scritto rigoroso e poco compatibile con i toni poetici. Detto questo, ogni tanto a me fa piacere leggere una recensione "alternativa" che va oltre le regole l'importante è che sia lasciato spazio all'analisi tecnica del disco e ad un giudizio personale. Poi se in casi particolari tale giudizio assume una appassionata forma lirica, può diventare anche un elemento aggiuntivo che stimola maggiore interesse proprio per la sua natura eccezionale

benoitbrisefer (ha votato 9 questo disco) alle 23:21 del 30 luglio 2010 ha scritto:

Credo che chi ama come noi la musica viva sempre con la tensione dialettica fra la nostalgia di ciò che hai amato ed è inevitabilmente giunto alla sua naturale conclusione e la ricerca del nuovo che riporti quelle emozioni. Fra la fine degli '80 e l'inizio dei '90 Jesus and M. C., House of Love, Ride, Slowdive, Galaxie 500 mi hanno risollevato dallo strato di prostrazione per il dileguarsi del post punk, alla fine del decennio la folgorazione Belle And Sebastian.... e così in un continuo alternarsi fra nostalgia del passato e orecchie verso il futuro.....

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 0:14 del 31 luglio 2010 ha scritto:

RE:

Sapere che qualcuno è stato - come me - letteralmente FOLGORATO dai Belle & Sebastian mi mette di buon umore

Filippo Maradei, autore, alle 0:52 del 31 luglio 2010 ha scritto:

RE: RE: Belle & Sebastian

Ogni volta che li sento nominare, torno con la mente all'infanzia, ai primi balletti con mamma e papà, alle prime cadute per terra, ai primi riposini nel "lettone"... e nostalgia sia...

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 0:57 del 31 luglio 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: Belle & Sebastian

Grande Fil!!!

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 11:49 del 31 luglio 2010 ha scritto:

Spettacolare!

4AS (ha votato 8 questo disco) alle 16:07 del 31 luglio 2010 ha scritto:

Il disco mi piace ma non lo considero un capolavoro. Non è paragonabile a lavori come "Just for a day", "Souvlaki", "Loveless", "Yerself is steam". Secondo me i Ride erano un buon gruppo ma non avevano l'inventiva di quelli che ho appena citato.

Bellerofonte (ha votato 9 questo disco) alle 14:07 del 18 agosto 2010 ha scritto:

Disco tra i capolavori assoluti dei 90

ozzy(d) (ha votato 6 questo disco) alle 14:38 del 7 settembre 2010 ha scritto:

Molto sopravvalutati.

swansong (ha votato 9 questo disco) alle 11:32 del 4 febbraio 2011 ha scritto:

Dico la mia e aspetto il linciaggio!

Quest'album lo trovo bellissimo. Non lo/li conoiscevo, ma l'ho acquistato dopo aver letto la recensione e ciò nonostante gli accostamenti al sound dei MBV...ed ecco il punto: per me, non c'è proprio paragone fra i due gruppi, Questi suonano (e si sente), cantano (e si sente), si fanno "capire" insomma. C'è melodia, tristezza, rabbia, decadenza. In poche parole, l'indie come piace a me! E poi (ed è questo il dato che conta) vengono prima di tutti gli altri (MBV compresi)..e che batterista cacchio! Un sentitissimo grazie all'ottimo Filippo che me li ha fatti conoscere!

loson (ha votato 10 questo disco) alle 12:00 del 4 febbraio 2011 ha scritto:

RE: Dico la mia e aspetto il linciaggio!

"E poi (ed è questo il dato che conta) vengono prima di tutti gli altri (MBV compresi)" ---> Mica tanto: i MBV si formano nell'83 e cominciano a lavorare sul loro suono "maturo" a partire circa circorum dall'87. I Ride si ormano nell'88, fà un po' te... ;D Detto questo, disco e gruppo qui presenti sono da <3 assoluto, originali tanto quanto i MBV e forse anche più comunicativi. Batterista immenso, ma già lo dissi. Ciao Swan!

swansong (ha votato 9 questo disco) alle 13:08 del 4 febbraio 2011 ha scritto:

RE: RE: Dico la mia e aspetto il linciaggio!

Ciao Matteo! Da quanto tempo..;D. Sempre puntuali e preziose le tue note, epperbacco! In realtà mi riferivo al fatto che, dati in mio possesso alla mano (ovvero, molto prosaicamente, dalla lettura sul cd dell'anno delle rispettive pubblicazioni) quello dei qui presenti Ride è del 1990, mentre quello dei MBV è del 1991..detto ciò, ammetto la mia somma ignoranza poichè ritenevo che quello dei MBV fosse il loro primo lavoro..! Sulla maggior "comunicabilità", poi, non si discute..

lev (ha votato 9 questo disco) alle 12:42 del 30 agosto 2012 ha scritto:

disco e copertina eccellenti. sono d'accordo con matteo sullo splendido lavoro del batterista, davvero molto bravo. le mie preferite sono seagull, in a different place e here and now. la registrazione però non è un gran che, il suono lo trovo un pò secco.

Utente non più registrato alle 14:22 del 11 febbraio 2013 ha scritto:

eheheheh!...come mi diverto...

Bell'album, effettivamente penalizzato da una scarsa qualità sonora.

Suicida (ha votato 6 questo disco) alle 18:56 del 5 aprile 2014 ha scritto:

Anche secondo me molto sopravvalutati. Mancano melodie convincenti e il tutto si trascina con troppa indolenza.