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R Recensione

7/10

Best Coast

Crazy For You

Allegria in pillole? Si, esatto, 13 pillole per essere precisi. Si tratta di pop nella sua forma più pura, un distillato di versi essenziali e di strofe e ritornelli incatenati l'uno all'altro da melodie che hanno tutto il sapore dei migliori bubble gum, di quelli il cui sapore non si consuma subito, ma rimane nella bocca e profuma l'alito di pre-adolescenza dolciastra.

Eppure se sapessimo di avere a che fare con Bethany Cosentino dovremmo avere qualche timore, perché lei fa parte di uno dei gruppi più noiosi degli ultimi anni. Sto parlando delle Pocahaunted, gruppo dedito ad un weird-drone-psych-folk che più fricchettone e pretenzioso di così non si può. Però tranquilli, parlavo di bubble gum poco fa, no? E allora ecco che ci possiamo levare dalla testa suite tribali lunghe 25 minuti per poterci dedicare a brani lunghi al massimo tre minuti, capaci di mettere in gioco tre accordi se va bene e caratterizzati da filastrocche solari ed estive.

Già, dimenticavo, l'estate... Pare che una serie di band, chi con piglio più punk (ed è il nostro caso), chi con fare più dreamy, stia dando vita ad un genere che vede nell'estate, periodo “leisure” per eccellenza, un elemento centrale per costruire un preciso immaginario sonoro. Si può parlare, per approccio e stile, di una sorta di chillwave in chiave rock: il recupero dell'adolescenza, il filtro dell'immediatezza -anche se sfumata-, il ritorno alla semplicità, quando non povertà, espressiva come tratto caratterizzante.

Così Crazy For You mischia surf rock, punk e indie pop per splendide filastrocche spensierate e oltremodo solari, seppur svampite (ecco la marijuana ad offrire quell'atmosfera sciolta e riverberata).

Accompagnata da Bob Bruno e Ali Koehler, Bethany Cosentino dà il via alle danze con pezzi ciondolanti, che snocciolano un romanticismo impostato su un profilo essenziale e diretto, ma capace di coinvolgere nostalgie appena sottocutanee, una gioia di vivere semplice e ammiccante. Una dopo l'altra le canzoni dei Best Coast si infilano nella nostra testa appassionandoci, smuovendoci dal torpore invernale (ok, il disco è stato pubblicato a luglio...), passando in rassegna gli assi portanti del “sole cuore amore” con melodie impeccabili come quella del garage di Crazy For You, quella saltellante di The End, in grado anche di farsi malinconica superando (molto leggermente) la leggerezza predominante. Come si infila a meraviglia nello scorrere del disco Goodbye non saprei descriverlo, arrivati a questo punto si è totalmente immersi in un mondo di sospiri e innocente disimpegno (“I don't know how I feel...”). Non mancano i momenti più riflessivi, a metà strada tra vocal pop e indie rock (Summer Mood -ecco, ecco qui il manifesto di un genere-, Our Deal, Honey) per poi ritornare alle spiagge e al solleone (la spigliatissima When The Sun Don't Shine, la dirompente Happy).

Un album denso di odori e profumi, così come di rimandi e citazioni, seppur celati sotto una patina apparentemente banale e sempliciotta. Lasciarsi trascinare dai Best Coast è facilissimo, basta iniziare l'ascolto.

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Voto degli utenti: 5,6/10 in media su 4 voti.
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C Commenti

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Filippo Maradei alle 0:14 del 21 dicembre 2010 ha scritto:

La traccia proposta sembra interessante, la rece pure di più: altro slot, altro giro, altra corsaaa!!

bill_carson (ha votato 5 questo disco) alle 9:52 del 21 dicembre 2010 ha scritto:

canzoncine carine

canzonette carine, di semplicità quasi offensiva.

il disco che chiunque può scrivere.

target alle 15:35 del 24 dicembre 2010 ha scritto:

Mettendo tramonto in spiaggia, gatto e palme in copertina si capisce che il disco vuole essere una summa gradevole delle tendenze indie-recenti (malinco-surf-rock, riverberi indie pop, azzeccata l'idea di un rivestimento in salsa chitarrosa del mood glo-fi). E ci riesce bene, come, su lidi vicinissimi, Vivian Girls, Dum Dum Girls, Girls. Si dovrebbero chiamare Best Coast Girls. Quei dischi che chiunque può scrivere che però ci vogliono.