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R Recensione

4/10

Scissor Sisters

Night Work

Il terzo lavoro degli Scissor Sisters può esser presentato in tanti modi. Si può partire dallo spunto fornito in copertina: la celeberrima artwork di Sticky Fingers firmata Andy Warhol viene qui trasformata in un irriverente e scandaloso stereotipo omosessuale, che rappresenta in modo efficace lo stile del gruppo. Oppure si potrebbe citare la presenza dell'infallibile Stuart Price in cabina di regia, e basterebbe per indicare una produzione curata nei minimi particolari e ottimamente infiocchettata.

 

Tuttavia, in questa sede vogliamo concentrarci sulle parole pronunciate dallo stesso Jake Shears, leader della band: "Night Work è la quintessenza degli Scissor Sisters". Affermazione coraggiosa che ci sentiamo di confermare, ma non nel senso che questo è il loro miglior album. Ciò sul quale conveniamo è che questo è il loro lavoro più sfrontato, più libero da trucchi, il più indicativo del loro vero sound.

 

Parliamone, allora, di questa quintessenza. Gli Scissor Sisters condensano in sé quanto di più sculettante e danzereccio si può pescare dagli anni '80, mischiando riferimenti eterogenei di ogni tipo, dagli Abba ai Soft Cell, dai Wham a Bronski Beat. Un pop elettronico pienamente consolidato, al quale furbamente aggiungono una certa componente dance-rock che dona un timbro riconoscibilissimo alla loro musica.

 

Con una formula di questo tipo, si rimane a galla solo se c'è almeno una manciata di colpi ben assestati, cosa che era riuscita bene nell'album d'esordio (Scissor Sisters, 2004), meno nel secondo (Ta-Dah, 2006). In questo Night Work i brani di maggior rilievo non sono molti: Whole New Way ad esempio, con una bella combinazione di voci e un ritmo ben congegnato, o Skin This Cat, buon esempio di puro electro-pop dalla presa facile.

 

Accanto a questi, però, troviamo pezzi sinceramente imbarazzanti, a partire dal singolo Fire With Fire, un inno happy-pop degno dei Duran Duran più commerciali. Insomma, le perplessità sono lecite: è proprio necessario oggi un brano come Any Which Way, che sembra estratto direttamente dal repertorio Bee Gees di 35 (35!) anni fa? Che valore artistico ha Skin Tight, oltre che essere adattissima ai balli di gruppo in piscina?

 

La quintessenza degli Scissor Sistes l'avevamo già ben presente, e in tutta onestà ci era bastato il primo disco. Le tutine in lycra non sono più di moda da tempo immemorabile: per quanto ancora credono di andare avanti?

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C Commenti

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swansong (ha votato 1 questo disco) alle 12:34 del 26 luglio 2010 ha scritto:

Perchè, caro Carlo, perdere tempo...

a scrivere per recensire un gruppo del genere?

Pietosi, fasulli, assolutamente insignificanti sin dal precedente lavoro. Una band obbrobriosa, a partire dalla copertina, nella quale, saggiamente, hanno ritenuto di indicare a tutti i possibili (spero pochi, spero sempre meno) acquirenti, da dove escono le loro canzoni...

synth_charmer, autore, alle 13:54 del 26 luglio 2010 ha scritto:

RE: Perchè, caro Carlo, perdere tempo...

...perchè, più o meno quanto te, mi sento preso in giro da tutti gli altri che hanno incensato questo disco un po' ovunque una presa di posizione netta ci voleva, visto che il nostro punto di vista mi sembra condiviso da molti. Comunque mi sa che 'sti qua faranno tanti altri dischi, tutti uguali, e continueranno a essere considerati dei geni o giù di lì. Mah