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R Recensione

7/10

The Record's

De Fauna Et Flora

Ahh... La Primavera...

Il sole timido che scaccia l’inverno e scalda col suo calore gentile i cuori ibernati dal grande freddo. I pollini solleticano le narici in un turbinio orchestrale di starnuti e dotti lacrimali in sovraccarico. Per una strana interazione magnetica le gonne delle ragazze si accorciano vertiginosamente, lasciandone scoperte le gambe pallide e raggrinzite da quel leggero venticello che s’insinua bastardo sottopelle. Schiamazzi di bambini, palloni che finiscono puntualmente a schiantarsi contro i parabrezza delle auto appena lucidate, urla belluine di vecchi burberi armati di bastoni e fuggi fuggi generale. I cani addobbano i marciapiedi di merda, piccole api stordite dal brusco risveglio si crogiolano nei bulbi in fiore. La natura straborda d’amore in tutte le sue forme: i cani annusano i sederi delle dolci cagnette, gli uomini annusano con lo sguardo scosciamenti e scollature che si levano d’improvviso a sipario. L’apoteosi della “giuoia e dell’ammore”!!

Ehh... La Primavera...

Come propose con venata poesia un mio caro amico, citando testuali parole “Bisognerebbe scambiarsi gli auguri quando arriva la primavera…Sai che bello sentirsi dire <<Buona Primavera!>>”. Augurio ricco di poesia e buone speranze e che racchiude dentro di sé mille significati a libera interpretazione ed arbitrio.

E in questi solchi avete la possibilità di prendere “due piccioni con un disco”.

Già immagino la scenetta: un ragazzo che in preda al rossore paonazzo e tenero della timidezza si presenta davanti agli occhi da cerbiatta in amore della sua giovane donzella di cui ha attentamente osservato il lento svestirsi dettato dal clima, con la mano tremolante che cerca di stringere nel cappio delle sue dita il disco dei Record’s, e con voce inaspettatamente sicura di sé recita con ferma gentilezza le paroline magiche: “Tieni, questo è per te…(piccola pausa per un sospiro)…Buona Primavera…”. Se nel mondo ci fosse ancora un granello di dolcezza in ogni essere vivente, anche una ragazza dal cuore di pietra sarebbe svenuta fra le braccia di questo povero nostalgico del romanticismo, ma purtroppo oggi è ben noto che il romanticismo e la poesia sono roba da cretini, e il povero disco finirebbe nel primo cestino di rifiuti solidi a portata di mano, assieme al cuore del povero ragazzo.

Ma in barba alle tendenze asettiche odierne, questo è un disco per nostalgici, per chi ha ancora voglia di uscire di casa e farsi schiaffeggiare dal sole col sorriso beffardo stampato sul volto. Per chi ha ancora voglia di innamorarsi di melodie semplici e che si piantonano nei timpani, di pop cesellato con cura. E non sono i soliti inglesotti sbiaditi a portarci questa ventata di nuova nostalgia, ma tre ragazzi di Bergamo giunti al loro secondo parto discografico.

Una raccolta di sano pop di matrice albionica che strizza l’occhio oltreoceano, verso i Beach Boys e il Brian Wilson epoca Pet Sounds/Smile, pur rimanendo saldamente attaccato ai territori oltremanica di Kinks e Byrds. Rispetto all’esordio, De Fauna Et Flora risplende di arrangiamenti arricchiti da fiati e orchestrazioni eleganti e di una maggiore attenzione nella fase di produzione e scrittura più complessa e curata nei minimi dettagli. Da questa maggiore cura ne escono fuori piccole gemme pop irresistibili come Our Minds, impreziosita da percussioni e piano Rhodes, o il puro beat inglese anni ’60 di Rodolfo, marcetta in bilico fra Byrds e Kinks che si dissolve in un finale sfocato di cori in riverbero. I Love My Family è un pop/punk in tiro e con la faccia pulita da Mods, mentre Panama Hat è una ballata per cuori infranti consolati dal tiepido calore primaverile, a cui segue l’atmosfera notturna di Turtles Will Mind Your Fate. Passando per i coretti catchy di We All Need To Be Alone e le atmosfere ispaniche di Mr. Hide e Call Of The Ice, il giro si chiude con il pop angolare Colossus, e la magnifica Rain Down, ballata acustica sorretta da un riff ipnotico di chitarra di una insostenibile e malinconica leggerezza pop disarmante.

Una sequenza di 13 potenziali singoli. 

È primavera! Svegliatevi bambine! E anche se non vi chiamate Sarah, andate a comprare o fatevi regalare il disco dei Record’s! Magari indossando una gonnellina ed un fiore intrecciato fra i capelli.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 4 voti.
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krikka 8/10
post 6/10

C Commenti

Ci sono 4 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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salvatore alle 11:11 del 13 aprile 2010 ha scritto:

Ascolterò, la recensione mi intriga. Ma qui oggi diluvia!!!!! Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr...

fabfabfab alle 13:14 del 13 aprile 2010 ha scritto:

.... Allora avevo avuto l'occhio lungo! Questi sono proprio destinati ad avere successo.

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 13:39 del 13 aprile 2010 ha scritto:

mi ricordo la tua recensione fabio, ottimo colpo. beh, a brescia i record's girano da alcuni anni, e sono molto apprezzati in zona (ora, con questo "de fauna et flora" spero anche fuori). di dischi loro non ne ho, in compenso mi sono beccato un bel po' di esibizioni live; con i miei amici in macchina è immancabile "move your little fingers"!!!.curiosissimo di ascoltare l'ultimo: sabato suonano al vinile 45

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 19:08 del 13 dicembre 2010 ha scritto:

"on our minds" e "mr hide" due delizie, in un album pieno zeppo di "freschi" rimandi ai sixties. una delle realtà più interessanti dell'indie-pop italiano. 7