William Fitzsimmons
The Sparrow And The Crow
Guardandolo con quella barba lunga e incolta e l'aspetto trasandato ci si fa tutt'altra idea di William Fitzsimmons. Poi si ascolta la sua musica e si entra in punta di piedi, quasi a non voler intaccare l'atmosfera. La voce è sottile, dolce; talvolta quasi sussurrata. Come la sua musica: per la maggior parte ballads che hanno un'atmosfera quasi implosa. Sembra facciano fatica a diventare canzoni. Assomigliano a dei demo. Ma ci piace immaginare siano pezzi suonati da William nella sua stanza, magari in un attimo di riflessione, per sbaglio registrati e finiti su disco. La sua musica è essenziale. Pochi strumenti, prevalentemente chitarra e pianoforte. Così il cantato; semplice e immediato. Mai sforzato, che però talvolta risulta un po' edulcorato.
L'album The Sparrow And The Crow dai più è inteso come l'album di debutto del cantautore americano; in realtà ha realizzato precedentemente due lavori che non hanno ottenuto il successo sperato anche per via della scarsa distribuzione da parte della casa discografica. Ma per qualità e per contenuti, può essere considerato come il primo vero lavoro di Fitzsimmons. La sua musica a tratti ricorda quella di Elliott Smith e Sufjan Stevens (qui il paragone è più evidente) e la dozzina di brani che compongono il disco lo confermano.
Come detto precedentemente i brani sono prevalentemente brani acustici con parecchie incursioni folk (Your Still Hurt Me) e soul (Find Me to Forgive). Tra i pezzi più riusciti, We Feel Alone: è un continuo incastro tra chitarra acustica e pianoforte. Ancora una volte la voce è fragilissima e passa quasi in secondo piano. Comincia con il suono di un organo e un sottile tessuto melodico After Afterall dove la voce di William si ben amalgama con quella di Caitlin Crosby.
In conclusione, The Sparrow And The Crow è un disco malinconico, che parla di amori vissuti e conclusi. Ma anche di delusioni e speranze. A concludere il tutto, Goodmorning. Forse il più positivo tra i brani, un inno al salutare la vita. Ringraziarla di ciò che ci offre, imparando poi, ad amarla nonostante le delusioni.
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