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R Recensione

7,5/10

The Beatles

Help!

Tutti conoscono le canzoni dei Beatles, a decine; impossibile sfuggire ad esse, la loro popolarità è intramontabile, la loro programmazione su tutti i media e in tutte le occasioni, dalla radio e televisione alle feste e festini fino alla musica “passiva” dei luoghi pubblici, supermercati ascensori eccetera, non conosce flessioni, le coverizzazioni su disco e dal vivo sia da parte di grandi nomi che di umili e sconosciuti gruppi e solisti altrettanto.

Molta meno gente ha idea di dove i brani più noti e fortunati siano posizionati all’interno degli album ufficiali, premesso che diverse assolute eccellenze uscirono solo come singoli, trovando sede comune solamente nelle raccolte postume: per tutti quegli estimatori del quartetto di Liverpool meno coinvolti e/o analitici, “Help” è il quinto album dei dodici di carriera; fu pubblicato ad inizio 1965 ed è il disco di “Yesterday”, di “Help” e di “Ticket To Ride”.

A fianco di queste tre colonne, delle tante che sostengono il tempio beatlesiano, vi sono poi altre discrete squisitezze, sicuramente celebri ma certo in maniera non così planetaria, a nome “You’ve Got To Hide Your Love Away”, “You’re Going To Lose That Girl” e “I’ve Just Seen A Face”. Episodi di aura relativamente modesta sono “The Night Before”, “I Need You”, “Another Girl”, “It’s Only Love”, “You Like Me Too Much” e “Tell Me What You See”. Vi sono infine pure due cover: “Act Naturally” del countryman Buck Owens ed il rock’n’roll “Dizzy Miss Lizzy” di Larry Williams, incluse per far quadrare il minutaggio totale senza ulteriori sforzi creativi (il gruppo era ancora costretto, per contratto, a pubblicare due album e quattro singoli l’anno, ed ancora teneva regolarmente concerti in tutto il mondo).

Che dire ancora e di nuovo su “Yesterday”?… Arriva quasi alla fine, tredicesimo pezzo dei quattordici totali, dopo la frenetica e caruccia “I’ve Just Seen A Face”, penalizzata in questo dal fatto che McCartney e il produttore Martin l’avevano realizzata da soli, escludendo gli altri tre… una novità assoluta al tempo, e che quindi non poteva pretendere di essere messa in evidenza più di tanto. Fa tuttora un certo effetto sentire questa canzone di astronomica fama e mostruoso riconoscimento venir fuori tranquilla, in mezzo alle altre… umane sorelline, con la chitarra acustica di Paul che prende a pizzicare gentilmente sul FA maggiore, accogliendo la sua voce a declamare subito il titolo.

Ed ecco la prima modulazione di accordo, che dà la stura a quell’incredibile risalita melodica che da subito ha preso a lasciare di stucco chiunque al mondo sa e percepisce di melodia e composizione, che sia in ambiente classico, jazz, rock o altro. E poi ancora la ridiscesa, il fraseggio che prende a differenziare la cadenza, di una impeccabile perfezione e creatività.

Il ritornello non è così geniale come la strofa, arranca (relativamente, beninteso) e si ripete, certo funziona alla grande ma insomma fa venire voglia di risentire la strofa. Quand’essa ritorna, compare su di un canale dello stereo l’asciutto e composto quartetto d’archi concepito e realizzato, arrangiamento ingaggio degli orchestrali e tutto, dal grande produttore. Niente smancerie… Martin non era il tipo, solo impeccabile e rigorosa musica da camera, a contrappunto di una melodia ed una progressione di accordi che meritavano tale coloritura.

Fatto sta che “Yesterday” fu pubblicata come singolo solo in un secondo tempo, quando in classifica erano già passate le prime cover di essa, fiondatesi come logico al numero uno! Su Wikipedia si afferma che ad oggi le riproposte di questo brano regolarmente pubblicate sono arrivate a 2.200… mi pare un po’ esagerato, comunque risponde per certo a verità che questo motivetto che si ritrovò tutto intero in testa McCartney una mattina scendendo dal letto sia la canzone più coverizzata di tutti i tempi.         

Il gruppo però al tempo puntava, giustamente, su realizzazioni più collettive, ed il brano di Lennon che intitola l’album ne è il perfetto esempio. Ancora aperto e ben disposto verso i colleghi, l’autore accettò il suggerimento di accelerare di parecchio la velocità del pezzo, nonché l’importante ed incisivo controcanto del suo socio e bassista, a partire dalla seconda strofa. I residui beat lanciati nel ritornello, con i coretti in falsetto (e relativo scuotimento dei capelli a caschetto, sul palco e davanti alle telecamere…) riescono, insieme al ritmo serrato, a mettere in secondo piano il testo decisamente intimista, disperato e problematico di Lennon.

Ticket To Ride” pone invece l’accento di novità sulla ritmica, cadenzata e “pesante”, di Ringo che colpisce le pelli con entrambe le bacchette all’unisono e accentuato vigore, in un prototipo di ritmica rock che per i Beatles, squisito e purissimo quartetto pop proveniente dallo skiffle e dal rockabilly, costituisce la prima concessione a quel nuovo genere che di lì a poco invaderà il mondo.

Le folkeggianti “You’ve Got To Hide Your Love Away”  ed “I’ve Just Seen a Face”, accomunate dall’arrangiamento acustico ancorché sviluppate ed interpretate una da John e l’altra da Paul, accolgono entrambe lo stile di Bob Dylan, loro più grande rivale americano (insieme ai Beach Boys) in termini di forza innovativa ed anche successo commerciale.

You’re Going To Lose That Girl” è mirabile: Lennon la canta da dio, specialmente quando si cimenta in intonatissime ed usignolesche impennate in falsetto nel ritornello, di contrappunto agli insistenti coretti in risposta di McCartney ed Harrison. E’ una canzone brillante, energetica e ben arrangiata, con il Macca anche al piano (forse per la prima volta) e Ringo anche alle percussioni, il tutto risultante in un arazzo musicale assai più consistente e spesso della media di questo stesso disco e in generale del pop del tempo. E’ sicuramente una delle “perle nascoste” (si fa per dire) del repertorio Beatles, specie a livello esecutivo.

Il resto della scaletta può essere trattato, e definito, collettivamente: deliziosa musica leggera pop-beat degli anni sessanta, sopra la media ancorché senza lode. A partire dall’album subito a seguire “Rubber Soul” tali riempitivi si diraderanno considerevolmente, rendendo le uscite dei Beatles di ancor più variegato e quasi costantemente eccezionale interesse, depositarie di gran parte del loro mito, che comunque già in quest’opera lascia profonda traccia.

V Voti

Voto degli utenti: 7,2/10 in media su 17 voti.
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PinkMoon 7,5/10
PehTer 7,5/10
B-B-B 7/10
jekspacey 6,5/10
BlackSoul 7,5/10
Dengler 6,5/10

C Commenti

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Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 23:43 del 14 marzo 2014 ha scritto:

... dimenticanza voluta?

La recensione, seppure particolareggiata, non prende in considerazione il legame del "quinto" disco con il secondo film dei Beatles e di Lester con i Beatles...

PierPaolo, autore, alle 14:51 del 15 marzo 2014 ha scritto:

Già, e neanche che Yesterday aveva come work title Scrambled Eggs, che il Lennon di Help era nel periodo Elvis Grasso e si era disamorato della moglie (e mai innamorato del figlio), Che per John Lennon Ticket To Ride è il primo brano hard rock della storia e quindi lui ne è uno dei pionieri ecc. ecc. Dimenticanze volute.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 23:12 del 15 marzo 2014 ha scritto:

... la mia segnalazione è di altro spessore rispetto alle uova strapazzate o alle "cassanate" di Lennon, evidentemente meritevoli di essere dimenticate ...

... i Beatles composero 14 pezzi originali con la netta intenzione di costruire la colonna sonora del loro secondo film, del quale però ignoravano ancora il titolo e la sceneggiatura ... 9 dei 14 furono sottoposti a Dick Lester che ne scelse 7 per "musicare" il film che ormai era quasi pronto con la trama che tutti conosciamo ... i "magnifici 7" costituirono naturalmente anche la facciata A di Help! ... il lato B avrebbe dovuto contenere i 6 brani orchestrali del film, ma i Beatles si opposero fermamente e completarono l'album con gli altri 7 fra i quali Yesterday ... ebbero però la sgradita sorpresa di ritrovare i "maledetti 6 brani orchestrali" nella versione americana, che da prassi consueta si differenziava da quella britannica!

... come puoi giudicare è una storiella da citare per una migliore comprensione di Help! ...

... Pier Paolo, scusami se ho insistito, ma i Beatles meritano la mia insistenza.

...

PierPaolo, autore, alle 21:10 del 16 marzo 2014 ha scritto:

Giuseppe, per me "Help" il film è nient'altro che un musicarello, come del resto gli altri che hanno fatto. Che posso dirti se non confermare che non valuto di alcun interesse, contrariamente a te, il fatto che la prima facciata ne era la (cosiddetta) colonna sonora? Nulla di interessante da quella direzione, semplicemente. Sono info, e in quanto info, è del tutto soggettivo darle in una rece che per forza di cose è meglio che non sia di centinaia di righe. Estremizzando il tuo ragionamento, si potrebbe anche arrivare a dire che non sarebbe male ricordare, da qualche parte della rece, che McCartney era il bassista, Lennon e Harrison i chitarristi e Starkey (vero cognome di Starr) il batterista.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 23:01 del 16 marzo 2014 ha scritto:

... beh certamente sui Beatles è stato detto e scritto tutto e anche di più e oltre il di più ... il fan, l'appassionato, il recensore di conseguenza, ha sempre avuto il problema dell'abbondanza delle informazioni che, quasi sempre, hanno finito per assumere persino connotazioni di "maniacalità" e di eccessiva esposizione ... la discriminazione delle medesime in fondamentali e superflue rappresenta, pertanto, una forma di autodifesa razionale oltre che una questione si sensibilità personale o di "taglio editoriale" ... quest'ultimo, mi pare, sia il tuo caso ed è del tutto leggittimo e plausibile.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 9:22 del 28 giugno 2015 ha scritto:

... facendo un po' di "amarcord" sui propri bla bla, ti rendi conto che anche in una discussione musicale se non sei disponibile alla mediazione e al compromesso non ne esci facilmente ... dopo una palestra del genere si potrebbe tentare anche la carriera politica con reali possibilità di riuscita e relativo vitalizio ... "amico caro fatti li cazzi tuaaa ... " (ndr. Crozza_Razzi).

PierPaolo, autore, alle 9:52 del 28 giugno 2015 ha scritto:

Mediare non significa automaticamente cambiare parere a favore della controparte. Mi hai mosso un solo appunto uno sulla rece, l'ho respinto e quindi per la statistica siamo in disaccordo al 100%.... Me ne avessi mossi cinque sicuramente ne avrei trovati un paio su cui convenire. Non avertene a male, non ho mediato io e a quanto pare non hai mediato neanche tu.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 10:19 del 28 giugno 2015 ha scritto:

... scusami PierPaolo, pensavo che ancora dormissi ... oggi è domenica!

E poi era solo una riflessione fra me e me, anche se ad alta voce.

PierPaolo, autore, alle 10:31 del 28 giugno 2015 ha scritto:

Uh, sono andato a letto presto ieri, come De Niro in "C'era una volta in America". Le riflessioni sono la nostra fortuna e la nostra condanna, a seconda se ci ispirano delle svolte o si ritorcono su loro stesse rovinandoci il piacere di vivere. Buona domenica a te.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 12:11 del 28 giugno 2015 ha scritto:

... sì però "quando un uomo con la pistola incontra un uomo con un fucile l'uomo con la pistola è un uomo morto! ... è un vecchio proverbio messicano ...

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 0:33 del primo luglio 2015 ha scritto:

Non vorrei aver turbato i sonni regolari del recensore ... con la citazione del proverbio messicano.

Semplicemente il "sono andato a letto presto ieri ... " di De Niro in "C'era una volta in America" mi ha evocato il "quando un uomo con la pistola incontra un uomo con un fucile l'uomo con la pistola è un uomo morto!" ...

... anche queste sono parole di Sergio Leone che, nel film "Per un pugno di dollari", fa pronunciare a Gian Maria Volontè nelle vesti di Ramòn, abilissimo nell'uso del fucile ...

Beh il fucile per metafora un po' forzata mi sembra l'arma "impugnata" dal recensore di turno ... anche la recensione infatti può essere considerata un'arma lunga, quindi considerata, soprattutto dal proprietario/autore, più completa, pertanto più precisa ed efficace rispetto ad una corta osservazione "sparata" dalla pistola dell'utente ... e non certamente dall'utente-pistola!

Il finale del film darà ragione al proverbio messicano?

PierPaolo, autore, alle 14:26 del primo luglio 2015 ha scritto:

La frase messa in bocca a Ramòn da Sergio Leone la trovo troppo radicale e generica: a distanza ravvicinata la maggiore agilità e facilità di puntamento (seppur grossolano) di una pistola ha la meglio. Quindi sparale pure, le tue pistolettate... tanto in quest'assolato inizio di luglio pare che ci siamo solo io e te in questa poco frequentato set.

fabfabfab alle 16:13 del primo luglio 2015 ha scritto:

No no ci sono anche io. Ma non mi tirerete dentro una discussione sui Beatles. Una volta sono intervenuto in una chiacchierata sul prog e sono volati ortaggi....

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 18:56 del primo luglio 2015 ha scritto:

Nella statistica Farina anche Sergio Ramòn totalizza un bel 100% di disaccordo!

... spero almeno che a fine stagione metterai i saldi ... !

Stai sereno fabfabfab ... con i Beatles e l'aplomb d PierPaolo al massimo ci capiterà di "stazionare" in Strawberry Fields Forever con Lucy In the Sky With Diamonds ... Here Comes The Sun! ... e concludo ricordandoti "che McCartney era il bassista, Lennon e Harrison i chitarristi e Starkey (vero cognome di Starr) il batterista."

PierPaolo, autore, alle 9:49 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Trovo che un po' di aplomb sia indispensabile per comunicare decentemente nei siti, ed anche questo sito non è immune da bella gente rognosa. Penso inoltre che le parole scritte nero su bianco, proferite senza il parallelo linguaggio della faccia e del corpo, si prestino a interpretazioni soggettive che possono differire anche di centottanta gradi. Il polemico Giuseppe, sempre più sull'onda della gara a chi ce l'ha più lungo invece che della sana discussione in cui si parla e poi si ascolta e si riflette sul feedback ricevuto, trova al 100% in opposizione il mio appunto sulla frase di Leone/Ramòn, che invece si allinea al 50% (fucile vincente se vi è distanza, pistola più efficace a breve raggio... del resto fu inventata per quello). La mia prima risposta che ti è suonata così spocchiosa, Giuseppe, avviando in seguito questa discussione, è... spocchiosa, e me ne dolgo. Il suo contenuto però non fa una piega. Quindi prendi nota per favore che ti sto dando nuovamente ragione al 50% e torto solo al restante cinquanta: per la forma in cui era stata organizzata la mia replica, avevi ed hai ragione di risentirti. L'argomentazione tua (l'indispensabilità di una citazione del filmetto "Help" nella rece) era però vacua.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 8,5 questo disco) alle 8:20 del 20 dicembre 2018 ha scritto:

... e chi si ricordava più di questa godibile "partitella a ping pong" con il re_censore PierPaulFlour, in verità uno dei più bravi di SdM!

La colpa è solo dei quattro liverpoolliani che ancora oggi innescano interminabili discussioni fra "sapientini della materia" (lol) ... in tal senso ho sempre pensato che la migliore soluzione sia ascoltare la loro inossidabile musica più che parlarne in macro e in micro.

In ogni caso ... Buon Natale a tutti i Recensori di Storia della Musica e anche a quelli di ondarock ... in tempo di crisi meglio esagerare!