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7/10

Marco Guazzone & STAG

L'Atlante dei Pensieri

Mi capita di ascoltare di tutto. Così come un pò tutti cercano di farsi ascoltare. Marco Guazzone, romano classe 1988, racconta una storia per certi versi unica, differente.

Ne ho sentito parlare per la positiva impressione che ha suscitato nella sezione giovani del festival di Sanremo 2012 dove ha presentato il brano Guasto. Lì si è fatto apprezzare ed ha subito destato l’attenzione di molte orecchie raffinate. Spenti quei riflettori pensavo di dover semplicemente archiviare una bella sensazione.   E invece qualcosa bolliva in pentola e sarebbe nata da lì a poco. La SunnyBit, giovane label indipendente italiana, aveva accolto già nel 2010 nella sua scuderia questa giovane promessa affiancandogli in produzione niente meno che Steve Lyon (già collaboratore, tra gli altri, di Cure, Depeche Mode, Subsonica). E come per magia ecco che Marco Guazzone ritorna alla ribalta con un disco affascinante e sorprendente, inciso e portato in giro per l’Italia con gli STAG (nome inglese per “cervo”, immagine ricorrente nella loro iconografia), la sua coloratissima band. Il respiro internazionale è ancora più spiccato e pervade un po’ tutte le 12 tracce de L’Atlante dei pensieri. Dodici brani nei quali non ho faticato a ritrovare tracce di brit-pop con piccole sfumature “sintetizzate” che tanto vanno di moda oggi sia al di qua sia al di là dell’oceano. Ma non solo. Ascoltando con attenzione l’album la mente va al piano e alla voce di Chris Martin (Coldplay) e alle melodie delle migliori ballate dei Muse o di Paolo Nutini. Troviamo addirittura un azzardo stoner (Exutoire) che per un attimo mi ha ricordato i Kyuss o i Queens of the Stone Age (ma per un attimo, tranquilli!).

Ci sono poi delle scanzonate ballate/lullaby (Sabato simpatico, Les Paul) degne del miglior repertorio indie pop britannico contemporaneo come degli anni d'oro che furono. L’overture (Silent movie), una piano forte e sintetizzatore da manuale, è davvero da brividi e fa annusare con malizia ambientazioni space psych ambient dove il background di Guazzone (ha studiato musica da cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma) viene fuori in tutta la sua arte e professionalità. Un ottimo lancio per Atlas of Thoughts, seconda traccia dell’album e biglietto da visita internazionale di lusso dell’artista. Cantato potente e sicuro in un inglese impeccabile su un tappeto musicale perfetto (complimenti agli STAG!). Segnalo ancora la già citata Exutoire, l’ormai famosa Guasto (ci ricorda molto, nel ritornello, la Starlight dei mitici Muse), la freschissima Rodbye il gagliardo elettro pop di Antidote.  

Non è un caso che il tour di Marco Guazzone & STAG, attualmente in giro per Italia, stia toccando tappe, locali ed eventi generalmente battuti dal miglior sottobosco nazionale ed internazionale indipendente, generalmente non troppo mainstream. Dai fiori di Sanremo alle taverne dell’indie, Marco Guazzone & STAG sembrano essere sempre a loro agio. Cerchiobottisti? Tutt’altro. Artisti completi.

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