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R Recensione

5/10

R.e.m.

Collapse Into Now

Sono passati ormai più di trent’anni da quando quattro nerd infatuati di Patti Smith suonarono per la prima volta in una chiesa sconsacrata, in quel di Athens, Georgia. Città fino ad allora nota per aver tenuto a battesimo le festose atmosfere targate B-52’s e poi diventata una delle mecche del rock americano. Tre decadi in cui la graduale ma irresistibile trasformazione di Michael Stipe e soci da icone indie e college radio a fenomeno da stadio è avvenuta in maniera impeccabile, tanto che i fan ancora litigano nel trovare un acme condiviso in un percorso che da “Murmur” a “New Adventures in Hi-Fi” non presenta punti deboli. E anche l’inevitabile calo del post Bill Berry è stato dignitoso, con unica vera battuta d’arresto in “Around the Sun” del 2004, seguito davvero sbiadito del brillante affresco wilsoniano di “Reveal”. Quindi la discreta botta di “Accelerate”, disco agile e compatto come una pallottola, un ritorno alla freschezza delle origini durato però giusto il tempo di una stagione e poi rimesso negli scaffali a prendere polvere.  

Il ritorno in pista offre un lavoro fedele al mitico manuale Cencelli della band di “Losing my religion”, ma fin troppo carente in quanto a ispirazione e invettiva. Un (fin troppo) oculato dosaggio di fantasie elettro-acustiche, puntellato da un manipolo di ospiti tipico dei dinosauri (da Eddie Vedder a Peaches) e irrobustito da qualche steroide FM, a cominciare dal roccioso incipit di “Discoverer”; si ascoltino poi “All the Best” e “Alligator Aviator Autopilot Antimatter“, esercizi muscolari ficcanti quanto un’arringa mutandata di Giuliano Ferrara. I tre ormai cinquantenni sembrano trovarsi decisamente più a proprio agio con i semplici aromi college-rock che permeano “Mine Smell like Honey” e “That Someone is You” (con citazione per gli Young Marble Giants e Torino nel testo!).  

Non che vada tanto meglio quando si placano le atmosfere, anche se “U-Berlin” ripropone con discreta perizia il sempiterno canovaccio di ”Drive” mentre “It happened today” viene azzoppata da una coda melensa che parte troppo presto e in cui il cammeo di Vedder risulta del tutto pleonastico. Almeno “Oh My Heart”, pur puzzando di déjà vu, tira a lucido armonie, bridge e cori come da prassi e risulta l’episodio più riuscito del lotto. È risaputo che tra le peculiarità dei classici ci sia la capacità di rielaborare infinite versioni della propria cifra e i R.E.M. sono sempre stati maestri in tal senso, ma la sensazione di trovarci di fronte a scarti di magazzino, ascoltando sviluppi armonici così banali come in “Every day is yours to win” e “Me, Marlon Brando, Marlon Brando and I”, con lirismo e pathos interpretativo di Stipe mai così in basso, è francamente fortissima. Per non parlare della pianistica di “Walk it Back”, che vorrebbe essere raffinata e soffusa à la Grant Lee Buffalo/Wilco ma si avvita subito su se stessa. E il fatto che non siano previsti tour potrebbe far pensare che siano loro stessi a non credere poi tanto in questo materiale. 

Il sigillo sul Documento R.E.M. n.15 arriva con ciò che dovrebbe esserne l’apice, “Blue”: un collage dallo spudorato retrogusto anni novanta tra il maestoso incedere di “Country feedback”, le lancinanti geometrie di “Let Me In” e ovviamente la lugubre narrazione di “E-bow the letter”. Con Michael che divora parole con bonaria voracità come ai vecchi tempi e proclama fiero “This is my time and I am thrilled to be alive", e Santa Patti in persona a salmodiare sul tutto con piglio apocalittico. Dovrebbe, perché il brano in questione potrà forse incendiare i cuori dei seguaci più devoti, ma ha il triste sapore di un epitaffio.

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Voto degli utenti: 6/10 in media su 21 voti.

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tarantula (ha votato 5 questo disco) alle 8:14 del 19 marzo 2011 ha scritto:

Classico disco fatto con l'esperienza e non con il cuore probabilmente perché i REM non hanno proprio più niente da dire. Innegabilmente un album pieno di belle melodie le quali, tuttavia, nel loro incedere, sono immancabilmente rovinate da un ritornello troppo orecchiabile, un passaggio fuori posto o un cambio poco ispirato.

bill_carson (ha votato 7 questo disco) alle 16:23 del 19 marzo 2011 ha scritto:

secondo me è bel disco

non saprei cos'altro dire. se si vogliono esprimere giudizi scaruffiani in cui l'ottica storica è preminente si puo' pure dire che i REM non han più niente da dire. ma sto disco mi regala tante belle canzoni.

faccio fatica a capire come si possa utilizzare l'aggettivo "imbarazzante" per questo disco.

bill_carson (ha votato 7 questo disco) alle 16:24 del 19 marzo 2011 ha scritto:

everyday is yours to win

è una semplice e toccante ballata eelsiana.

tra eels e velvet underground. è deliziosa, secondo me.

bart alle 17:14 del 19 marzo 2011 ha scritto:

Se fosse preminente l'ottica storica, pochissimi dischi avrebbero voti alti. L'importanza storica di un album non deve essere l'unico metro di giudizio.

NathanAdler77 (ha votato 6 questo disco) alle 19:49 del 19 marzo 2011 ha scritto:

Now Into Collapse

Con gli ascolti l'ho un po' rivalutato...Puro mestiere (e uno Stipe spesso sopra le righe), l'unica "consolazione" è che altri dinosauri stanno messi anche peggio. "Uberlin" è una "Losing My Religion" da mercatino dell'usato (meglio la pur retorica "Oh My Heart"), buone le chitarre wave di "All The Best" e "Discoverer". Il cameo di Vedder è della serie "mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?" (Moretti docet), uno special-guest a dir poco impalpabile. I veri R.E.M. sono finiti con Bill Berry.

bill_carson (ha votato 7 questo disco) alle 19:51 del 19 marzo 2011 ha scritto:

ottica storica

dopo aver utilizzato quest'espressione ho specificato che cosa intendessi. mi riferivo alla storia della band non alla storia della musica pop-rock.

sono serenissimo, non voglio far polemica, ma per me è imbarazzante il giudizio che definisca "imbarazzante" questo disco. sorry.

sta piacendo abbastanza e a leggere in giro sul web pare che i fan lo preferiscano ad Accelerete. questo lo dico solo per la cronaca, non per contestare la recensione.

Charisteas (ha votato 7 questo disco) alle 19:59 del 19 marzo 2011 ha scritto:

Se tutti onorassero i contratti come fan loro... Per me fa il paio col precedente: dischi non fondamentali ma che comunque mostrano un gruppo in buona salute anche dopo trent'anni

ozzy(d) alle 11:46 del 20 marzo 2011 ha scritto:

io mi stupisco che ci sia ancora gente che li ascolta, per quanto mi riguarda hanno stufato già da un pezzo, come tutti i gruppi che fondamentalmente scrivono sempre la stessa canzone e quel poco che ho sentito sul tubo non mi ha certo invogliato ad approfondire.

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 16:15 del 20 marzo 2011 ha scritto:

Io gli dò un otto pieno! non me ne frega niente se c'è puzza di autoplagio e salto indietro! E' un gran bell'album degno di vedere la luce. Magari tutte le grandi band fossero in grado di autocelebrare la loro musica in questo modo, senza cercare l'innovazione a tutti i costi, con risultati spesso discutibili. La musica si innova a vent'anni, farlo a cinquanta è ridicolo.

bart alle 17:45 del 20 marzo 2011 ha scritto:

RE: La musica si innova a vent'anni, farlo a cinquanta è ridicolo

Non sono d'accordo. Qui si parla di musicisti, non di calciatori. Si può continuare a sperimentare anche in età avanzata; basta avere la voglia, il coraggio e,soprattutto, il talento per farlo. I R.E.M. hanno scritto delle belle canzoni, ma non sono mai stati dei veri sperimentatori. Non hanno inventato nulla.

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 21:58 del 20 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE: La musica si innova a vent'anni, farlo a cinquanta è ridicolo

@ bart e Gulliver: Non sarà solo una coincidenza che gli album migliori di ogni artista che abbiamo amato siano i primi? Pensa ai Pink Floyd, a Lou Reed nei Velvet e da solista, pensa agli Stones, a Bowie. Guarda tutte le discografie di questi grandi artisti e nota la differenza qualitativa tra i primi album e quelli in età avanzata: la differenza tra Low e Tonight, tra Sticky Fingers e Steel Wheels, tra White light\white heat e Coney Island baby... Non può essere solo una coincidenza! Ad una certa età hai la freschezza per immaginare e fare certe cose, quando cresci non ce l'hai più. Non chiedermi perchè, non saprei risponderti, ma i fatti sono questi. L'importante è non cadere nel ridicolo (vedi i Metallica), e non mi sembra che i R.E.M. lo abbiano fatto. Hanno inciso un buon album, senza pretese innovatrici velleitarie e cullandosi su quello che già avevano sperimentato e ottenuto musicalmente qualche decennio fa. Non sono degli usurpatori, stanno nel mercato: se la gente è così stupida da fremere per l'ennesimo disco di un gruppo di cinquantenni, infischiandosene se in circolazione ci sono giovani potenziali talenti, la colpa non è di Stipe e soci, e nemmeno delle case discografihe, ma dell'ignoranza dell'ascoltatore medio.

skyreader (ha votato 4 questo disco) alle 16:36 del 20 marzo 2011 ha scritto:

Disco veramente mediocre, privo di valore aggiunto nella loro carriera e in quella della Storia della Musica. L'album in chiusura tuttavia riserva una inattesa gemma: Blue. Veramente preziosa. Ma non basta e non può bastare.

ozzy(d) alle 21:13 del 20 marzo 2011 ha scritto:

non si capisce però perché dare spazio a dei cinquantenni che - per esplicita ammissione dei loro fan - non fanno nulla di nuovo a discapito dei ventenni di oggi che cercano di fare cose diverse.....

bart alle 21:34 del 20 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Alle grandi case discografiche interessa soprattutto guadagnare, e i R.E.M., come altri gruppi famosi, danno molte più garanzie in questo senso.

Totalblamblam alle 22:51 del 20 marzo 2011 ha scritto:

RE:

come i mirrors eh giovani e grandi innovatori ... dario ha ragione il rock si fa quando si è giovani, la musica quando si è vecchi come bach che iniziò il clavicembalo ben temperato a 20 anni e lo finì a 60

ozzy(d) alle 21:43 del 20 marzo 2011 ha scritto:

quello è abbastanza lapalissiano, il marchio rem si vende ancora come la coca cola e le major fanno il loro interesse. del resto con tutta la pubblicità e recensioni pubblicità occulta non potrebbe essere diversamente. parlavo del semplice fruitore di musica ( non il fan che si emozionerà anche tra 20 anni per l'ennesima everybody hurts sotto altro nome)che ha esigenze e aspettative diverse ovviamente, che penso abbia più interesse a cercare novità che non il solito disco di routine e gran mestiere ( cosa che riconoscono pure gli stessi fan) di una vecchia band.

4AS alle 10:12 del 21 marzo 2011 ha scritto:

@ Gulliver: io penso che (purtroppo) sia il contrario di quello che dici tu. Il fruitore di musica, nella maggior parte dei casi, non sa nemmeno che ESISTONO nuovi gruppi e non ha neanche voglia di andarli a cercare. E' più comodo comprare o scaricare l'ultimo dei R.E.M. ignorando tutte le altre uscite dell'anno (anche se una qualsiasi uscita dell'anno sarà più interessante dell'ultimo dei R.E.M.). Un gruppo comincia ad avere grande considerazione da parte della gente solo quando acquisisce un NOME, praticamente quando si vende a qualche major che lo fa diventare famoso. Sono sicuro che se tu chiedi a 50 italiani chi sono gli Arcade Fire, almeno 45 ancora non sanno neanche che esistono. Quando gli Arcade Fire si venderanno a qualche major (forse lo stanno già facendo) allora la gente saprà che esistono e magari comincerà a pensare di considerarli e di mandare in pensione le vecchie carcasse tipo U2, R.E.M, Pearl Jam, Depeche Mode... Ma finché ciò non avviene il mercato rimane fermo su questi 4 gruppi vecchi che continuano a fare dischi solo per contratto. Almeno in Italia è così, c'è un'evidente arretratezza anche dal punto di vista musicale.

ozzy(d) alle 13:52 del 21 marzo 2011 ha scritto:

"la colpa non è di Stipe e soci, e nemmeno delle case discografihe, ma dell'ignoranza dell'ascoltatore medio." io dell'ignoranza dell'ascoltatore medio me ne frego, se si esaltano per l'ultimo disco dei rem, degli U2 o di bryan ferry ( è capitato anche questo ghghgh) affari loro. poi è tutto relativo, tu parli di ridicolo per i metallica, ma il loro ultimo album ( formalmente impeccabile e aderente ai canoni thrash, hanno autoplagiato pezzi storici del passato come battery o blackened) dalle riviste metal è stato apprezzato, esattamente come quelle indie-oriented tutto sommato hanno promosso l'ennesima fatica dei rem. insomma, ogni scarrafone è bello a mamma sua, poi dei dischi dei rem ne parla ( ovviamente bene) pure vincenzo mollica e non puoi leggere una pagina su corriere.it senza che ti arrivi il faccione pelato di stipe come pubblicità: almeno sulle webzine meglio trovare altri argomenti. ahahah stoke, guarda che i mirrors sono innovatori, hanno unito il synthpop ai suede, unire il peggio al peggio non è da tutti!

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 15:19 del 21 marzo 2011 ha scritto:

RE:

Tra i R.E.M e i Metallica c'è una bella differenza. I Metallica, dopo album-svolta discutibili come Load e Reload, e l'osceno St. Anger, hanno deciso di tornare agli anni '80. In che senso? Hanno provato a rispolverare il loro vecchio sound? Non proprio. Loro hanno preso Ride the Lightning e hanno scritto dieci canzoni per il nuovo album basandosi su quest'album pubblicato 27 anni fa! E ogni canzone di Death Magnetic, oltre ad assomigliare clamorosamente alla sua corrispondente di Ride the lightning (The day that never comes - Fade to black è il caso più eclatante) è disposta secondo lo schema dei loro primi quattro album: il pezzo thrash a mille allora, il pezzo epico, gli assoli centrali di Hammett introdotti dal riffone di Hitfield, il pezzo strumentale e il lento struggente con l'assolo supertecnico). Hanno pure rispolverato il loro vecchio logo! Questa è pateticità allo stato puro. C'è pure una canzone che si chiama The unforgiven III !!! E' mancanza di idee, di stimoli. E' autoplagio allo stato puro: potrebbero denunciarsi e chiedersi i danni da soli per violazione del copyright. A prescindere da ciò che dicono le riviste specializzate o il Corriere della Sera, a me non sembra che i R.E.M abbiano preso Automatic for the people, o Out of time e abbiano scritto una Losing my religion, una Shiny happy people e una The sidewinder sleeps tonight, cambiando qualche accordo qua e là e mettendoci sopra la copertina di Document. Al massimo quest'atteggiamento può essere definito autocelebrazione, che se fatto bene (e a mio modestissimo parere è stato fatto bene) è degno di essere preso in considerazione. E non parlo da fan: non mi sono mai strappato i capelli per Stipe e soci.

bart alle 15:41 del 21 marzo 2011 ha scritto:

RE: RE: Tra i R.E.M e i Metallica c'è una bella differenza

Sì è vero. I Metallica, all'inizio della loro carriera, erano veramente dei rivoluzionari; i R.E.M. non lo sono mai stati.

sarah (ha votato 6 questo disco) alle 14:24 del 21 marzo 2011 ha scritto:

Quoto tutto l'intervento di Nathan Adler.

ozzy(d) alle 16:58 del 21 marzo 2011 ha scritto:

dei pezzi che ho ascoltato sul tubo o in radio u-berlin è un misto tra losing my religion e drive, quello con vedder sembra electrolite, quello con patti smith tra country feedback e ebow the letter ( che faceva già pena di suo, pezzo molto aulico e lontano anni luce dai rem spigliati e tra byrds/feelies che mi piacciono), discoverer tra finest worksong e orange crush.......insomma la minestra è la stessa, sono tutti alla frutta ghghgh. poi st.anger non era tanto un disco osceno perchè riciclava il passato, anzi erano i metallica che provavano a suonare numetal, ma non era proprio nelle loro corde. fine OT.

DonJunio, autore, alle 22:08 del primo aprile 2011 ha scritto:

everyday is yours to win

Mi ha ricordato alcune ballate un po' statiche di "Up", tipo "Why not smile" ( fin dal titolo). Sì, c'è un sentore da terzo lp dei Velvet, ma anche questa non è una novità, essendo "Pale blue eyes" da sempre una delle canzoni preferite dei ragazzi, l'avevano pure coverizzata sulla b-side di "So. central rain". A questo giro non mi hanno convinto, ci si rivede al prossimo

REBBY alle 16:22 del 18 aprile 2011 ha scritto:

Lasciamo stare il passato remoto. Anche a me sembra evidente che quest'album non valga il precedente (Accelerate). E' vero che le riviste musicali italiane l'hanno votato meglio del ns. Junio (7 per Blow up, Mucchio, Rockerilla, Rumore,...), ma alla fine il giudizio critico non è così diverso. E poi, forse, più si conosce a fondo la loro discografia e si è apprezzato il loro percorso, meno si avrà voglia di ri-ascoltare questo album (e il Don ha dimostrato in questi 4 anni di essere uno dei remologi più accreditati). Vabbè, facciamo 6 e non se ne parla più eheh. La mia preferita è Every day is yours to win.

hairshirtstipe (ha votato 6 questo disco) alle 0:28 del 6 giugno 2011 ha scritto:

Dopo trentanni è un disco più che dignitoso, certo la verve degli anni '80 o la creatività degli annni 90 sono andate perse però dire che non hanno più niente da dire è esagerato.

Io vorrei sperimentassero qualcosa di nuovo, ma se si leggono le interviste si capisce che sono i primi ad ammettere che di vendere 10 milioni di copie non gliene frega niente, si accontentano di accontentare i fan.

Pezzi migliori: every day is your win e oh my heart

pezzi peggiori: blue, discoverer e marlon brando

hairshirtstipe (ha votato 6 questo disco) alle 0:28 del 6 giugno 2011 ha scritto:

Dopo trentanni è un disco più che dignitoso, certo la verve degli anni '80 o la creatività degli annni 90 sono andate perse però dire che non hanno più niente da dire è esagerato.

Io vorrei sperimentassero qualcosa di nuovo, ma se si leggono le interviste si capisce che sono i primi ad ammettere che di vendere 10 milioni di copie non gliene frega niente, si accontentano di accontentare i fan.

Pezzi migliori: every day is your win e oh my heart

pezzi peggiori: blue, discoverer e marlon brando

gigino (ha votato 4 questo disco) alle 15:11 del 27 agosto 2011 ha scritto:

Dove sono finiti ????

Accelerate aveva fatto sperare in una ripartenza. Purtroppo la speranza è stata presto spezzata da questo album mediocre. Più che la qualità delle canzoni considerate ad una ad una, fa' specie la completa incoerenza dell'album. Concordo con chi ha sostenuto prima di me che è da considerare come un mix messo su a caso, ispirandosi a vari episodi del proprio passato, per poter onorare il contratto.

benoitbrisefer (ha votato 7 questo disco) alle 14:22 del 29 agosto 2011 ha scritto:

Ammettiamolo. Stanno raschiando il fondo del barile. Però lo fanno ancora con dignità e buon gusto, contrariamente a molti altri. Un 7 di stima e simpatia per chi pur non rinnovando (e come potrebbero?) però non tradiscono. Riguardo poi al tema: "i primi dischi sono i migliori" credo che molto spesso questo sia vero, ma non mancano alcune eeccezioni (ad es. i Talking Heads migliori sono il 3 e 4 oppure i Go-Betweens che hanno raggiunto l'apice una decade dopo l'esordio).

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 15:05 del 22 settembre 2011 ha scritto:

I R.E.M si sciolgono

E' ufficiale: la band americana ha da poco annunciato il ritiro dalle scene. Avrà forse contribuito l'accoglienza tiepida di Collapse Into Now?

Mossa coraggiosa e dignitosissima.Meglio di altri grandi gruppi del passato che approfittando del neoclassicismo dilagante di questi anni continuano a sfornare album mediocri e ad avventurarsi in ridicole reunion. I R.E.M. oltre ad essere grandi musicisti con questa mossa hanno dimostrato di essere grandi uomini. Ci consoleremo coi loro dischi

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/09/21/news/si_sciolgono_i_r_e_m_stipe_e_stata_una_storia_incredibile-22022132/?ref=HREC2-8

Utente non più registrato alle 8:38 del 23 settembre 2011 ha scritto:

mossa coraggiosa ma tardiva...come uscire dal casinò quando non hai più il becco di un quattrino...

sarebbe stato molto più dignitoso se fossero usciti di scena prima di Reveal (anno 2001). Già lì erano entrati nella routine più insulsa, nella banalità e ripetitività più assoluta...opinione personale: hanno sfruttato la forza di inerzia dei primi 10 magnifici anni, abbiamo tollerato gli album "normali" del periodo 1993-2000; poi dal 2001 ben 10 anni di tour mondiali senza tirare fuori un album dignitoso...

gigino (ha votato 4 questo disco) alle 10:27 del 23 settembre 2011 ha scritto:

RE: mossa coraggiosa ma tardiva...come uscire dal casinò quando non hai più il becco di un quattrino...

D'accordo al 100000000%. E poi a dir la verità io Reveal ed il successivo che non ho nemmeno comprato li considero i loro peggiori.

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 12:17 del 23 settembre 2011 ha scritto:

RE: RE: mossa coraggiosa ma tardiva...come uscire dal casinò quando non hai più il becco di un quattrino...

Non la penso così. E' semplicemente folle aspettarsi dei capolavori da una band che già nel 2001 aveva alle spalle quasi vent'amni di attività. Ogni grande band ha dato il meglio di sè al'inizio della carriera o comunque nel primo decennio. Alcuni poi scadono nel ridicolo e nel patetico (vedi i Metallica); altri diventano ripetitivi e autocelebrativi fino alla noia; altri vivono nella smania della ricerca del sound innovativo, sempre in cerca della perenne evoluzione, col risultato di incidere album inascoltabili. Infine -e questo è il caso dei R.E.M.- c'è chi si mantiene dignitoso. Magari per ragioni d'anagrafe non stupisce più, ma nemmeno sfigura. Ovviamente la mia è solo un'opinione

hairshirtstipe (ha votato 6 questo disco) alle 15:17 del 23 settembre 2011 ha scritto:

io credo che la parte migliore della loro carriera sia stata fino al 96: new adventures in hi-fi secondo me è un ottimo disco e anche monster non è male. In tre hanno perso tanto e i 5 dischi successivi non sono stati all'altezza dei primi..però, apparte around the sun che è inascoltabile, anche in questi ultimi ci sono buone cose, certo non sono capolavori ma hanno un loro fascino ed un loro senso..

PS. di UP che ne pensate?

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 11:37 del 2 agosto 2013 ha scritto:

Album spettacolare, uno dei più belli e ispirati di sempre.

The musical box alle 2:05 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Album stupendo..il tempo gli sta dando ragione...continuo a non trovarci poco o nulla di tute le canzoni del passato qui elencate..conosco tutti i dischi vecchi ma si sa rimango un ascoltatore medio a cui piacciono rem e U2

Paolo Nuzzi alle 9:49 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Lo devo riascoltare. I R.E.M. gruppo immenso, con una coerenza ed uno spirito eccezionali. Tranne il tonfo di Around the Sun, non hanno mai sbagliato nulla e se ne sono andati a testa alta e con dignità. Ripasserò per il voto. Avessero lo stesso coraggio e la stessa coerenza gli U2, che continunano a far uscire dischi-monnezza...

The musical box alle 11:16 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Dischi monnezza a dischi che forse neanche sono stati ascoltati con attenIone...gli U2 dopo all that you can t leave beghine a parte how ti dismantle che è' veramente brutto hanno fatto due bellissimi dischi rovinati semrpe da tre pezzi presxindivil i all interno...la seconda parte di songs of innocence se la sognano la maggior parte dei gruppetti di adesso pseudo innovativi e veramente con nulla da dire

Paolo Nuzzi alle 11:50 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Guarda, io sono un fan degli U2 dalla prima ora e l'ho sempre seguiti, ma davvero credo siano alla frutta. Songs of Innocence è davvero un tentativo di essere come quei gruppetti da classifica che hai appena deplorato e non è da loro. L'ho ascoltato e riascoltato (ascolto sempre ogni cosa degli U2), ma niente. Anche No line on the Horizon, che alla fine è un disco onesto, nel suo tentativo di replicare i fasti del passato ( e mi riferisco a Bono che cerca di raggiungere note impossibili e the Edge che spara millemila effetti dalla sua chitarra), risulta addirittura goffo. L'eccellente parabola che li ha portati a Pop è ormai terminata da un pezzo. Che lo accettino serenamente e si ritirino (mia pia e personalissima opinione, ci mancherebbe). Have a nice day

Paolo Nuzzi alle 11:51 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Li ho, me ignorante

The musical box alle 13:03 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Sai qui leggo troppe cose sparate sugli U2 come se adesso vada di moda offenderli....posso essere D accordo sul fatto che da pop non ci sia nulla di nuovo ma ottime canzoni ci sono state e all that io lo considero un grandissimo album...negli ultimi due mi infastidisce più che altro la volontà di rovinare la scaletta con canzoni da classifica davvero poco edificanti per la loro storia ma alla fine la seconda parte dell ultimo e' stata una piacevolissima sorpresa...mai darei dell ignorante a nessuno Paolo

Paolo Nuzzi alle 13:08 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Il mio ignorante era riferito all'errore grammaticale e di battitura, figurati Sono d'accordo che ormai sia diventata una caccia all'untore e di questo mi dispiace molto, però se sei stato un gruppo di fama mondiale, mainstream o meno, fa parte del gioco e bisogna aspettarselo. Nulla da togliere comunque al valore assoluto dei loro dischi fino a Pop, poi per me solo mestiere (e i dischi in questione li ho ascoltati migliaia di volte, acquistati all'uscita, per poi rivenderli dopo un po' e parlo del dopo "Pop"). De Gustibus

The musical box alle 13:26 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Il de gustibus e' legge😄 la penso più o meno come te anche se credo che anche se a livello di album sicuramente non abbiano più toccato certi livelli di compattezza sicuramente hanno continuato a scrivere pezzi davvero memorabili a volte che solo loro sono capaci di realizzare in questo modo..basti pensare a the ground beneath her feet oppure Cesars of lebanon o per esempio sleep like a baby tonight o unknown caller...de gustibus😄

Paolo Nuzzi alle 14:04 del 28 aprile 2015 ha scritto:

Vabbè ma la colonna sonora di Million Dollar Hotel è un gioiello, con quei mostri sacri, poi (Greg Cohen, Brian Blade, Bill Frisell, Jon Hassell...). Io adoro "Never let me go", immortale. Saludos