R Recensioni di Giorgio_Gennari (pagina 1 di 1)

Piano Reflections7,5/10

Duke Ellington
Piano Reflections (Capitol 1953)

Non necessita certo di presentazioni, Duke Ellington. Con le sue coraggiose suite, tra le quali ricordo almeno “Creole Rhapsody”, “Reminiscing In Tempo” e la...
Freedom Suite8,5/10

Sonny Rollins
Freedom Suite (Riverside 1958)

Pochi uomini nella storia del sax possono vantare un posto d’onore paragonabile a quello di Sonny Rollins. La qualità del suo fraseggio e l’innovatività delle...
Bayou Country7/10

Creedence Clearwater Revival
Bayou Country (Fantasy Records 1969)

Vi furono negli anni sessanta alcune band americane che, pescando a piene mani dalla tradizione, passarono alla storia per averla saputa interpretare alla luce...
Fairytale7,5/10

Donovan
Fairytale (Pye Records 1965)

Lungi dall’essere un cantautore cervellotico, Donovan. Eppure la critica, spesso e ancora oggi, si ritrova incerta quando si tratta di delineare, con...
Vincebus Eruptum7,5/10

Blue Cheer
Vincebus Eruptum (Amigo Studios 1968)

These guys may well have been the first true heavy metal band, but what counts here is not whether Leigh Stephens birthed that macho before Mark Farner (both...
Six Degrees of Inner Turbulence6/10

Dream Theater
Six Degrees of Inner Turbulence (Elektra Records 2002)

Se il lavoro precedente, Scenes From A Memory, era un ritorno alle sonorità calde di Images & Words, questo Six Degrees of Inner Turbulence è da ricondursi...
Three Dollar Bill, Yall$7/10

Limp Bizkit
Three Dollar Bill, Yall$ (Flip/Interscope 1997)

I Limp Bizkit sono forse il gruppo nu metal più odiato di sempre. Sembra che sia sufficiente dare un’occhiata alla faccia di Fred Durst, frontman tatuato...
Korn8/10

Korn
Korn (Epic Records / Immortal Records 1994)

L’esordio dei Korn è una delle pietre miliari principali del nu-metal, e senza dubbio uno dei più memorabili momenti espressivi del metal in generale negli...
Awake7,5/10

Dream Theater
Awake (East West Records 1994)

A seguito di un esordio con troppi virtuosismi fuori posto e di un capolavoro che di fuori posto non ne aveva alcuno, i Dream Theater giungono ad “Awake” (di...