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R Recensione

7,5/10

Alessandro Florio Mattia Magatelli

Taneda

La musica di Thelonius Monk, ad oltre sessanta anni dalla sua creazione, continua ad essere fonte di ispirazione e stimolo per moltissimi musicisti jazz. Solo scorrendo le recenti uscite su cd in territorio jazzistico, troviamo Monk al centro dell'ultima prova del sestetto di un maestro del pianoforte come Franco D'Andrea (Monk and the time machine - Parco della musica records) così come nelle rielaborazioni per quartetto di fiati dello Zvuk Quartet (Smonkiana - ruforecords. bandcamp.com). Il fatto che Alessandro Fiorio giovane chitarrista partenopeo  abbia deciso di affrontare, insieme al double bass di Mattia Magatelli proprio la musica di Monk per il suo esordio discografico, "Taneda" , denota profonda passione per questa musica ed una buona dote di ambizione, considerato il repertorio con cui ha deciso di confrontarsi. Quattro classici di Monk, "Pannonica", "In walked bud" , "Just you, just me" e "Monk's dream", due originali di Fiorio, la title track e "Ring shout", un brano scritto a quattro mani, la conclusiva "No title blues"  ed uno standard di Oscar Pettiford "Laverne walk", sono il materiale su cui si sviluppa un intenso e paritario dialogo fra i due giovani strumentisti, in equilibrio fra ossequio all'autore ed interpretazione creativa. La formula del duo acustico non conduce la musica ad una dimensione cameristica o rarefatta: "Taneda" è fortemente radicato nel blues e vive di una continua dinamica fra i due strumenti che spesso operano una vera e propria inversione dei ruoli, come accade nel brano di Pettiford, aperto dall'esposizione del tema  a cura di Florio e sviluppato con la chitarra  a tessere  la struttura armonica ed il basso in veste solista, oppure nel titolo conclusivo, costruito su un fluente interscambio fra Florio e Magatelli.

Nelle riletture monkiane, il duo è attento a rispettare il percorso emozionale suggerito dalle composizioni, accentuando l'intima malinconia del tema di "Pannonica", quella più agrodolce di In "Walked bud", il senso di straniamento di "Monk's dream" e la serenità di "Just you just me", e sviluppando di conseguenza le sezioni maggiormente improvvisate.

Florio è stato allievo in Italia di Franco Cerri ed Enrico Intra, ed ha all'attivo importanti esperienze internazionali, mentre Magatelli ha suonato, fra molti altri, con Manusardi, Cazzola ed ha collaborato con il cantautore Ivan Segreto. Entrambi hanno proseguito la carriera in Olanda, ed ora si affacciano alla scena discografica mondiale con questo lavoro che mi viene spontaneo accomunare ad un altro ottimo risultato del giovane jazz italiano, il cd "Three for Getz " di Paolo Recchia. Entrambi i lavori dimostrano come si può, a neanche trent'anni, confrontarsi con giganti del genere parlando anche molto di sè.

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