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R Recensione

8/10

Jamie Saft

Solo a Genova

La sera del 3 Marzo 2017 l’auditorium Montale del Teatro Carlo Felice di Genova ospitò un singolare concerto. Un barbutissimo quarantacinquenne in tenuta più adatta ad una battuta di caccia che ad un’esibizione dal vivo, armato solo di un pianoforte Stainway gran coda e di parte significativa del repertorio della musica americana contemporanea, tenne inchiodata per oltre due ore la folta platea presente. Era Jamie Saft, musicista che ha fatto dell’eclettismo la propria cifra stilistica, plasmata dalla prima formazione avvenuta in ambito jazz e classico, per approdare al rock, all’elettronica ed al noise, in un caleidoscopio di collaborazioni ed avventure che ha trovato il proprio coronamento nell’incontro con il genovese Giacomo Bruzzo, fondatore a Londra di un sogno di musica creativa senza confini chiamato RareNoise. Oggi quella serata è diventata un disco, racchiuso in una copertina con il pianista in volo sui tetti del capoluogo ligure, “Solo a Genova”, in uscita a fine mese per RareNoise, che sintetizza, in un formato sonoro di altissima qualità, il significato musicale, ma anche storico e sociale, dell’operazione ideata dal musicista .

Ho concepito un recital per piano la prima volta nel 2007” - spiega Saftera un momento molto difficile per gli Stati Uniti, una fase in cui per me era importante riuscire a presentare la musica americana contemporanea come esempio di arte positiva, arte che aveva lasciato un segno nel mondo, che aveva retto a fasi di odio e negatività, che aveva promosso un percorso di crescita per il genere umano. Scelsi brani di artisti a me cari come Bob Dylan, Stevie Wonder, Miles Davis, John Coltrane, Joni Mitchell, Curtis Mayfield, Charles Ives. Chi meglio di questi brillanti autori poteva rappresentare il potere trasformatore della musica?”. E nel corso delle dodici tracce del cd, il pianista offre un esauriente saggio della propria arte al pianoforte, lontana dai virtuosisimi, ma costruita su un sapiente modo di valorizzare la melodia delle canzoni, facendola emergere da un contesto interpretativo nel quale si intravedono una forte impronta blues, sprazzi di improvvisazione jazzistica e richiami alla musica classica.

Il disco si apre con le rilassanti atmosfere di “The Makings Of You” del compositore soul Curtis Mayfield, per proseguire con omaggi a Stevie Wonder (“Overjoyed”), Joni Mitchell (“Blue Motel Room”), John Coltrane (“Naima”), e Bob Dylan (“Po’ boy” e “Restless Farewell”). La passione di Saft per il blues rock a tinte forti è testimoniata dalla cover di “Sharp Dressed Man degli ZZTop affrontata sui tasti e direttamente sulle corde del pianoforte, mentre la sua prospettiva di interprete del repertorio musicale statunitense emerge in “The Housatonic At Stockbridge” una composizione dei primi anni del ‘900 di Charles Ives. “Ho lavorato su questo brano per decenni, e ancora ho la sensazione di averne appena grattato la superficie”, dice SaftCome studente del grande compositore e clarinettista Joe Maneri a Boston negli anni ’80 mi veniva spesso richiesto di lavorare su autori come Schumann e Schubert, ma non riuscivo davvero ad entrare in sintonia con la loro musica. Mentre con Ives riuscivo. Un autore per me rivoluzionario che ha esplorato i microtoni, le dissonanze armoniche e la coesistenza di diverse trame musicali sullo stesso piano, anticipando di decenni molte evoluzioni. La sua musica si esprime nelle forme classiche europee ma con una prospettiva tipicamente americana e una profonda comprensione della manipolazione del suono. Per me è uno de più grandi compositori di tutti i tempi.

Chi desideri imbarcarsi in questo viaggio nella storia musicale contemporanea a stelle e strisce, è invitato a salire a bordo con “Solo a Genova”. Conduce Jamie Saft.

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Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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FrancescoB (ha votato 7 questo disco) alle 11:07 del 10 febbraio ha scritto:

Lavoro interessante e versatile. Bella recensione!