V Video

R Recensione

7/10

Jimi Tenor & UMO Jazz Orchestra

Mysterium Magnum

Da un punto di vista quantitativo, esistono personaggi imprendibili. Alcuni di essi, nell'affastellarsi frenetico di pubblicazioni, collaborazioni ed attività estemporanee, seguono un percorso logico e quasi intuibile. Uno come Will Oldham, ad esempio, può anche pubblicare dieci dischi in un anno senza creare problemi a chi decide di seguirlo. Cambiano le sfumature, ma la sostanza sarà più o meno la stessa. Anche il campione dei profilici, John "un disco al giorno" Zorn, segue ormai alcuni filoni standardizzati. Tra questi logorroici musicali però, ce ne sono alcuni che aggiungono alla patologia della prolificità compulsiva anche una dose di schizofrenia, aumentando esponenzialmente la difficoltà dell'appassionato musicale. Uno come Jim O'Rourke, ad esempio, si perde (e spesso si ritrova) in così tanti esperimenti bizzarri che quando fa uscire un disco di canzoni perfette come quello di quest'anno, si rischia di perderlo. Per Jimi Tenor vale lo stesso discorso. Ascolti un suo disco recente e ti chiedi: ma non faceva musica elettronica? Non aveva creato una sua orchestra? E i Kabu Kabu, che fine hanno fatto?

Senza avere la pretesa di fare ordine, possiamo dire che la discografia di questo bizzarro musicista (ma anche regista, pittore, fotografo e inventore di strumenti musicali) è quasi tutta da recuperare, sia negli esordi elettronici degli anni '90 che nel cantautorato sperimentale dei primi anni '00. Le collaborazioni recenti poi, quando non sono troppo scherzose o attribuite a personaggi fantomatici (la Impostor Orchestra, i City of Women) spaziano dal divertente (i tre capitoli afrobeat con i Kabu Kabu) al sublime (quell' "Inspiration Information" partorito con sua maestà Tony Allen).

In tutto 'sto gran casino, quello a cui Jimmy Sax Tenore - che in realtà si chiama Lassi Lehto ed è Finlandese (si chiama Lehto ed è nato a Lahti, poi dice che uno cresce un po' strano) - non ha mai rinunciato, è il jazz. E così, il jazz che influenzava le digressioni elettroniche e i ritmi afrobeat dei dischi precedenti, diventa un fiume in piena grazie all'apporto della UMO Jazz Orchestra. Che non è un'orchestra di pischelli messa insieme da Tenor, ma una big band di professionisti attiva dal 1975 e finanziata dal Ministero Finlandese per la Cultura e l'Educazione e dal Comune di Helsinki. Per dire, è gente che ha all'attivo ventisei album e collaborazioni con Dizzy Gillespie, Gil Evans e Dexter Gordon.

"Mysterium Magnum" è stato registrato negli YLE Studios di Helsinki, che in sostanza è la "sala prove" della Uuden Musiikin Orkester ed è la fusione precisa tra il jazz (free ma non solo) dell'Orchestra e le intuizioni (decisamente "free") di Jimi Tenor, il quale spinge i 16 orchestrali verso atmosfere da cinema anni '70 ("Blue Ural") o addirittura verso frenesie da spy movie ("Naumalatto") e poliziotteschi ("Kratera"), rispolvera il suo amatissimo flauto ("Ghost Warrior"), tiene fede al suo nome d'arte (meraviglioso il sax di "I Was Here ") e se la spassa un po' ovunque con il suo Ritm 2 recuperato in qualche sottoscala russo.

A causa dell'imprevedibilità dell'autore, non possiamo garantire segnalazioni future. Ma questo l'abbiamo recuperato, e merita tutta la vostra attenzione.

V Voti

Nessuno ha ancora votato questo disco. Fallo tu per primo!

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.