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R Recensione

7/10

Flo Morrissey & Matthew E. White

Gentlewoman, Ruby Man

Fino a dieci anni fa funzionava così: andavi in edicola, compravi la tua rivista musicale preferita e sulla base di quello che leggevi investivi un capitale più o meno cospicuo nell'acquisto di dischi. Le alternative erano poche e difficilmente praticabili: ricordo, ad esempio, una gigantesca fonoteca nella mia città, e anche un piccolo negozio che aveva attrezzato alcune poltrone per l'ascolto in anteprima delle nuove uscite. Se eri veramente un paraculo, ma soprattutto un buon cliente, potevi tormentare il tuo negoziante di fiducia e sfruttarlo come fosse un jukebox. Di base, però, c'erano le recensioni. 

Oggi succede il contrario. La prima recensione "ufficiale" arriva quando tutti i potenziali acquirenti di un disco lo hanno già ascoltato e recensito. Se siamo tutti recensori, la recensione diventa un gesto insignificante come le opinioni calcistiche degli avventori del Bar Sport. La recensione oggi è come la flatulenza, piace solo a chi la fa. O forse no: pare ad esempio che Matthew E. White, personaggio che non vi presentiamo più, visto che ha all'attivo due album di qualità eccellente (opinione superflua da recensore), stesse leggendo su una rivista una recensione del suo "Fresh Blood". Accanto al suo disco del 2014, White notò la recensione di "Pages of Gold", singolo di debutto di Flo Morrissey. Colpito dalle lodi del recensore per la giovane cantautrice inglese (paragonata a Karen Dalton e Jackson C. Frank), White decise di contattarla. I due scoprirono la comune passione per Lee Hazlewood e iniziarono ad incontrarsi allo Spacebomb, lo studio di registrazione di Matthew E. White. Il risultato è questo meraviglioso (ma sarà ciascuno di noi, con la propria recensione, a stabilirlo) album di cover intitolato "Gentlewoman, Ruby Man". Meraviglioso perchè evita il classico schema "amoroso" dei duetti misti: non è She & Him, per intenderci. E, va bene, non è nemmeno Ike & Tina. Piuttosto Tammi & Marvin, come segnalano quelli della GlassNote Records. Meraviglioso perchè la scelta dei brani è perfettamente bilanciata tra passato (Velvet Underground) e presente (Frank Ocean), tra leggerezza ("Grease") e profondità ("Suzanne"). Meraviglioso perchè all'interno c'è quel suono "rotondo" e vintage (ma qualcuno dirà "leccato") tipico degli Spacebomb Studios che abbiamo apprezzato nei dischi di Matthew E. White e nell'esordio di Natalie Prass del 2015. Meraviglioso perchè in mezzo a semplici reinterpretazioni (la didascalica versione di "Everybody Loves the Sunshine" di Roy Ayers) e versioni un po' "caserecce" di classici intoccabili come "Sunday Morning" dei Velvet Underground, annovera momenti di geniale divertissment ("Govindam"), arrangiamenti "d'autore" sublimi ("Grease") e numeri vocali inaspettati (White diventa Cohen in "Suzanne", Flo Morrissey sprofonda nel soul il James Blake di "The Colour in Anything"). Meraviglioso perchè l'incontro, così inaspettato e coraggioso, è semplicente meraviglioso ("Look at What the Light did Now" subisce un vero e proprio passaggio di proprietà).

Ho scritto troppe volte "meraviglioso"? Non importa, tanto questa recensione non serve a niente. Scrivetevi la vostra.

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Voto degli utenti: 7,3/10 in media su 3 voti.
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motek 7,5/10

C Commenti

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Marco_Biasio alle 15:17 del 25 gennaio ha scritto:

Se esistesse una giustizia degna di questo nome, avresti scritto un libro già da un bel pezzo.

fabfabfab, autore, alle 16:01 del 25 gennaio ha scritto:

Ti ringrazio Marco. Davvero.

Ma che lo scrivo a fare? Ne ho ancora così tanti da leggere!

Paolo Nuzzi alle 8:45 del 26 gennaio ha scritto:

ahahah! Grande Fabio! Lo recupero appena possibile. Sei riuscito con una contro-recensione a scriverne una meravigliosa! Non rinunciamo mai alla nostra missione, lo sforzo verrà ampiamente ripagato, ne sono certo. Più Fabio Codias, meno Fabio Volo!

Giuseppe Ienopoli alle 21:23 del 26 gennaio ha scritto:

"Fino a dieci anni fa funzionava così: andavi in edicola, compravi la tua rivista musicale preferita e sulla base di quello che leggevi investivi un capitale più o meno cospicuo nell'acquisto di dischi ..."

... beh_effettivamente ti avrei letto volentieri anche su Ciao 2001 ... la mia!

Giuseppe Ienopoli alle 9:11 del 27 gennaio ha scritto:

... però c'era anche il rovescio della medaglia!

Se oggi il re_censore ha perso gran parte dell'antico carisma e la recensione è diventata più un atto di autostima "di chi la fa" che una necessità "di chi l'annusa" ... è anche vero che i rischi di chi utilizza male il proprio pollicione di gradimento musicale in materia di critica ufficiale si sono ridotti in maniera direttamente proporzionale al livello di inflazione che ha investito le recensioni in rete e che hanno finito per soppiantare quelle della carta stampata ... queste ultime continuano ad esistere ma a caro prezzo, le prime si moltiplicano molto spesso con gratuità di costo ma anche di opinabilità.

Tornando al rovescio della medaglia ... dieci anni fa e ancora più in là il recensore rischiava molto fino ad essere messo alla berlina e di essere lui medesimo recensito dal musicista/autore ... esemplare rimane "una recensione del menestrello di Pàvana" ...

fabfabfab, autore, alle 9:47 del 27 gennaio ha scritto:

Giusta osservazione

hiperwlt (ha votato 7 questo disco) alle 17:08 del 27 gennaio ha scritto:

Proprio piacevole: arrangiamenti che rivestono i brani di artigianato soul, "suono rotondo" (cit.) e passo ipnotico. Splendide "Thinking Bout You" (Flo Morrissey incisiva e insieme soave, narcotico/seducente E. White) e "Heaven Can Wait". Fab, <3

Franz Bungaro (ha votato 7,5 questo disco) alle 21:11 del 6 febbraio ha scritto:

Meraviglia. Album di cover? Riduttivo...