R Recensione

9/10

Terry Callier

What Color is Love

“Ho sbagliato, devo aver messo nel lettore “Stormcock” di Roy Harper!”.

Non credo di essere l'unico ad aver pensato qualcosa del genere, al primissimo impatto con i morbidi accordi che introducono “The Lady is dancing".

E no, non l'ho fatto perchè avevo bisogno di ripulire la conchiglia auricolare, come potrebbero pensare i più sagaci: anzi, probabilmente avevo visto giusto!

Com’è possibile? Terry Callier era ed è un gigante del soul e di tutta la musica nera, le mie letture etichettavano il disco in questione ("What color is love") come capolavoro della black music, ed anzi, proprio per questo mi ero affrettato a procurarmelo. Eppure, qualcosa non mi tornava: “The Lady is dancing” mi suonava come un pezzo folk, per di più capace di evocare alcune cose prog-oriented della Gran Bretagna. Giusto il timbro vocale, caldissimo, suadente e potente, era in tutto e per tutto nero.

Insomma il mistero, in quel momento, mi pareva davvero insolubile.

Come avrei scoperto solo alcuni giorni più tardi tuttavia, non c’era nulla di cui stupirsi: Terry Callier era sì un gigante della musica dell’anima, ma era cresciuto al Village di New York, aveva persino suonato con un giovanissimo Bob Dylan ad inizio anni ’60, era un appassionato ed un grande conoscitore di musica folk; e prima di “What color is love”, suo capolavoro nei secoli del secoli, aveva prima coniato un ibrido fra folk e jazz, si era quindi cimentato con un blues acustico e lontanissimo dallo stile di Chicago (pure sua città d’origine), aveva dato alle stampe un interessantissimo ed irripetibile album di cover che storicizzavano il “folk nero” (“The New Folk Sound of Terry Callier”), aveva pure trovato il tempo di omaggiare idoli personali come Coltrane ed Ornette Coleman.

Insomma, nel 1973 Terry era già un artista importante e con una carriera lunga e complessa alle spalle: carriera in cui aveva spaziato in lungo ed in largo, provando a rileggere in modo personale tutto quanto gli capitava a tiro (folk, country, gospel, blues, jazz) prima di avvicinarsi con decisione alla musica soul, per riversarvi tutto quanto assorbito durante gli anni del vagabondaggio.

Operazione perfettamente riuscita con "What color is love", pubblicato nel 1973 e capace di destare la curiosità dell'ascoltatore anche solo con la bellissima e sensualissima fotografia della copertina.

Dancing Girl” mette subito le carte in tavola: la lunga e sussurrata introduzione, di chiara matrice folk e bianca, fa da preludio ad eleganti fraseggi soul fra voce e sassofono, regalando una melodia di rara bellezza. Il tutto prima di un inaspettato ritorno sui territori iniziali, a metà strada fra Roy Harper ed alcune cose di Nick Drake. Senza annoiare neanche per un secondo, neanche per sbaglio!

Di poco inferiore è la title-track, arricchita da arrangiamenti tanto lussureggianti da far invidia al Marvin Gaye di “What’s going on”. Più frenetica e vivace è “You’re gonna miss your candyman”, mentre riesce difficile rendere con le parole la felicità pura e quasi Wonder-iana di “Just as long as we’re in love”, altra ballatona gravida di momenti intensi e spirituali, che colpisce per la freschezza della melodia, il controcanto gospel ed i ricchi arrangiamenti (che fanno uso di archi, fiati e pianoforte).

La seconda facciata è forse un filo meno sbalorditiva, ma rimane fra le realtà più entusiasmanti prodotte dalla musica nera negli anni ’70 e non solo: “Ho Tising Mee (A song for the Sun)”, ad esempio, è un’altra composizione memorabile, a metà strada fra l'onnipresente Marvin Gaye e le oscurità di Isaac Hayes, che celebra il potere liberatorio dell’Amore. La conclusiva “You don’t care” rispolvera una chitarra in stile puramente folk ed un coro gospel, lasciando quasi l’amaro in bocca: è infatti un peccato che un’opera simile sia già finita. Anche perché nessuno, nemmeno Callier, saprà più inventarsi qualcosa di simile per poi utilizzarlo con tanta eleganza.

V Voti

Voto degli utenti: 8,6/10 in media su 8 voti.
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loson 9/10
sarah 10/10
Cas 9/10
REBBY 6,5/10

C Commenti

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loson (ha votato 9 questo disco) alle 0:27 del 16 dicembre 2009 ha scritto:

Ma le fai tutte tu, 'ste gemme! ;D

sarah (ha votato 10 questo disco) alle 0:55 del 16 dicembre 2009 ha scritto:

Eh, sì, un'autentica gemma come dice il buon Loson. Anzi, dirò di più: la prima facciata è una delle migliori della musica nera di sempre. Non a caso le sue idee hanno permesso a tanti di pagarsi la bolletta in ambito acid-jazz negli anni 90, quando il suo nome tornò a galla dopo anni di volontaria eclissi.

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 13:03 del 16 dicembre 2009 ha scritto:

Spettacolare! Davvero, la stessa impressione che ho provato io al primo ascolto. Mi aspettavo un tripudio di groove alla Curtis Mayfield, invece...Mi accodo alla celebrazione di quello che è un autentico capolavoro!

lev alle 20:44 del 18 dicembre 2009 ha scritto:

il disco non l'ho mai ascoltato, ma la copertina promette mooooolto bene!

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 21:25 del 18 dicembre 2009 ha scritto:

RE:

il disco è come la copertina

hiperwlt (ha votato 9 questo disco) alle 8:53 del 19 dicembre 2009 ha scritto:

dancing girl la gemma più lucente

FrancescoB, autore, alle 10:54 del 20 dicembre 2009 ha scritto:

Vero, "The Lady is dancing" è qualcosa di irripetibile, una sintesi quasi "estatica" fra la mellifluità/sensualità del soul e la delicatezza "intima" del folk. Con accenti quasi progressivi. Callier era un genio, poco da fare.

ozzy(d) alle 11:56 del 20 dicembre 2009 ha scritto:

bella, bella rece, il disco ahimè never covered.

icominto alle 15:24 del 10 gennaio 2010 ha scritto:

Non ho mai ascoltato questo disco ma lo faro' prestissimo... in compenso ho bruciato a suon di ascolti il suo Live "ALIVE"..SPLENDIDO!!!

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 19:42 del 17 giugno 2012 ha scritto:

france' ghhgh solo una cosa il disco è uscito per la cadet usa nel 1972. ce l'ho sotto mano non mi sbaglio e un'altra ma john martyn questo disco se lo sarà spolpato alla grande ?

nebraska82 (ha votato 9 questo disco) alle 0:03 del 29 ottobre 2012 ha scritto:

un grandissimo, riposa in pace

Utente non più registrato alle 10:17 del 15 dicembre 2012 ha scritto:

Album molto bello a partire dalla bellissima ragazza di colore in copertina...

In effetti alcuni brani hanno un sapore che fanno pensare a John Martin e allo splendido second contribution di Shawn Phillips, ma in questo caso siamo nel 1971.

Peccato (si fa per dire) per alcuni brani un pò "mielosi".