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7/10

The Stepkids

The Stepkids

 Sly Stone e la sua family sarebbero stati fieri degli Stepkids. E con loro tutta la schiera funky e soul che, nei '70, screziava il groove e scardinava le sincopi ritmiche con colorate venature psichedeliche. Oggi il trio degli Stepkids ripropone ottimamente quel sound riuscendo nell'impresa di suonare “vintage” ma non “vecchio”, unendo all'approccio seventies un linguaggio moderno, mutuato dal mondo R&B contemporaneo. Senza dimenticare un'interpretazione davvero originale, merito di una cura delle armonie sopraffina e una creatività compositiva strabordante.

 

Ok, eccezion fatta per Legend in My Own Mind, la più spudoratamente (e deliziosamente) passatista del lotto, potenzialmente ascrivibile al Jimi Hendrix di Axis: Bold as Love, col suo groove fumoso, soffuso e sensuale. Ma prendiamo Brain Ninja e godiamo delle sue incursioni soul retro-futuriste, tra wah-wah dilatati, riverberi, un basso incalzante che stimola il persistente funkeggiare pelvico, gli astrattismi delle tastiere, le alternanze vocali tra falsetto e basso. Un tripudio di riferimenti uniti in una tavolozza personale e anarchica. Suburban Dream procede rallentando il ritmo, privilegiando tastiere vorticose volte a creare glasse psichedeliche che avvolgono l'incedere di un pezzo che aggiorna Shuggie Otis all'elettronica post-Merriweather Post Pavilion. Incredibile poi l'attacco espanso di Shadows of Behalf, subito lanciata in uno spigliato funky anni '60, dominato come sempre dal rutilante basso di Dan Edinberg, dagli accompagnamenti obliqui delle chitarre, oltre che dai contro-tempi incalzanti della batteria. Gli innesti elettronici e la componente ritmica sono gli elementi che più risentono dell'evoluzione del genere e costituiscono gli agganci più immediati ad un'estetica che unisce Jamiroquai a Erykah Badu. Tutti elementi rintracciabili nelle seguenti Santos and Ken (con i Parliament a pulsare nei bassi slabbrati), Wonderfox (electro-soul spaziale) e nel mid tempo soffuso di Cup Half Full, con i suoi raffinati arrangiamenti.

 

Dan Edinberg (basso e tastiere), Jeff Gitelman (chitarra) e Tim Walsh (batteria), tutti impegnati nel circuito R&B della East Coast come turnisti di personaggi del calibro di Alicia Keys, Lauryn Hill, 50 Cent, hanno deciso che è giunto il tempo di racimolare le esperienze e mettere su qualcosa di personale ed inedito. E diciamolo, hanno fatto un bel botto.

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