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R Recensione

8/10

Fela Ransome-Kuti and the Africa 70

Confusion

Che Fela Kuti non sia stato un artista "normale" lo sappiamo bene. Ad esempio: generalmente un musicista pubblica un disco e poi lo propone dal vivo per farlo conoscere e - possibilmente - venderlo. Fela ha sempre fatto l'esatto contrario: i brani nascevano dalle lunghe jam-sessions dello Shrine, successivamente venivano suonati dal vivo per uno o due anni e solo alla fine incise su disco. Dal giorno stesso della pubblicazione i brani non venivano più suonati dal vivo, lasciando spazio al nuovo materiale. Anche la nascita di "Confusion", così come tutti gli altri dischi pubblicati nel 1975 ("Everything Scatter", "Expensive Shit", "He Miss Road"...) risale al 1974, probabilmente l'anno in cui Fela riesce a dominare meglio i propri "problemi con l'autorità" e trarre da essi costante ispirazione. 

Proprio l'ispirazione travolgente del Fela Kuti di questi anni gli permette di sperimentare, di cercare nuove influenze e di corrompere il suo afrobeat con sonorità inesplorate nel continente africano. "Confusion" è uno degli apici di questa voglia di novità: composto da un brano unico di venticinque minuti, viene da molti considerato il "Bitches Brew" dell'Afrobeat. La prima facciata è completamente strumentale, minimalista. I primi 40 secondi sono costituiti da un unico suono di tastiera, al quarto minuto inizia una lunga parte ritmica dal sapore psichedelico e d'ispirazione free jazz, e il beat che tira fuori Tony Allen al minuto 6:30 è un miracolo di modernità. "Confusion" dimostra la volontà di Fela Kuti di portare avanti un percorso evolutivo musicale da affiancare all'attenzione rivolta ai testi ed al messaggio in essi contenuto. La parte vocale inizia dopo ben 14 minuti, e anche il testo (che descrive il caos nella città di Lagos, creato dal traffico stradale e dalla mancanza di infrastrutture) sembra essere ben rappresentato dalla struttura "astratta" e "free" del brano. L'analisi di Fela mette in risalto la frammentarietà culturale di Lagos, spiazzata dalle influenze occidentali ("Tre venditori sul lato della strada / parlano lingue diverse / un uomo bianco arriva per pagare / e li paga in sterline, dollari o soldi francesi") e ironizza sulla presunta capacità dei Nigeriani di guidare in condizioni proibitive ("Per guidare a Lagos devi avere un Dottorato in Filosofia") mettendo in scena una metafora del caos sociale e culturale causato dalla colonizzazione e dall'instabilità politica. 

Fela Kuti è pienamente consapevole delle proprie capacità di musicista e narratore. Ed è diventato un punto di riferimento per un continente in cui regnano il caos e la confusione.

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