R Recensione

8/10

Mulatu Astatke & The Heliocentrics

Inspiration Information

A vederlo così, con quella faccia piena e lo sguardo buono, i capelli radi e brizzolati, potreste scambiarlo per un diplomatico, o per un ricco commerciante di tessuti. Se siete particolarmente perspicaci potreste anche intuire di trovarvi di fronte un musicista. Magari un pianista di lungo corso, un orchestrale esperto e prezzolato, un vecchio chitarrista blues. Invece no. Questo è uno che da molti viene chiamato Re Mulatu. Proprio così, Re. Re dell’ Ethio Jazz, genere creato da Mulatu fondendo l’esperienza jazz (maturata accanto a personaggi come Duke Ellington …) con i suoni della sua Etiopia, ovvero strutture ricche di fascino danzante influenzate dalla strumentazione e dai ritmi africani.

La musica di Mulatu Astatke, inutile dirlo, è rimasta sconosciuta al grande pubblico per oltre vent’anni, finché, nel 2005, Jim Jarmush non inserisce una sua composizione nella colonna sonora del film “Broken Flowers”. Da lì, le collaborazioni (ricordate i Baustelle di “Ethiopia”?) ed i tour europei rappresenteranno per Re Mulatu un giusto riconoscimento del suo valore di innovativo compositore nonché geniale musicista (vibrafonista, soprattutto).   Proprio durante un recente tour inglese il re dell’Ethio Jazz incontrerà per la prima volta gli Heliocentrics, collettivo guidato dal batterista Malcom Catto, propugnatore di un energico mix jazz-funk e noto per alcune collaborazioni con Madlib e Dj Shadow. Da questo incontro nasce “Inspiration Information Vol 3”, che da un lato rappresenta il ritorno discografico di Astatke dopo venti anni, dall’altro la possibilità per gli Heliocentrics di rendere omaggio al grande Maestro.  

La fusione tra la componente afro-jazz di Mulatu e le spinte electro-funk degli Heliocentrics è pressoché assoluta fin dall’opener “Masengo”, unico pezzo cantato, del tutto in bilico tra bassi pulsanti, percussioni desertiche e piano free-jazz. Alcune volte prevale l’elemento modernista creato dalla strumentazione di Catto e soci, come nelle chitarre di “Blue Nile”, nei fiati “cinematici” di “Esketa Dance”, nei ritmi quasi drum’n bass della splendida “Addis Black Widow” o in quelli decisamente funky di “Live from Tigre Lounge”. Più spesso è la personalità di Re Mulatu a prevalere, come nell’andamento sghembo di “Chik Chikka”, nella folle influenza orientale di “Chinese New Year” o nel drammatico arrangiamento per archi di “An Epic Story”, meravigliosa colonna sonora di un film che ancora non c’è.Quasi a voler evidenziare l’importanza dell’opera, i momenti migliori si trovano nel saggio per vibrafono contenuto nell’ autocelebrativa “Mulatu”, e nei nove minuti e quarantuno secondi della conclusiva “Anglo Ethio Suite”, vero e proprio viaggio nel tempo, con la Cinematic Orchestra come compagna di viaggio e Sun Ra come guida. A proposito di Re…        

V Voti

Voto degli utenti: 8,2/10 in media su 23 voti.

C Commenti

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Ivor the engine driver alle 12:58 del 9 marzo 2009 ha scritto:

lo voglio ascoltare, mi piace molto sia la roba della Strut (soprattutto le varie compilation Tipo Nigeria '70) sia Mulatu, scoperto proprio grazie al film di Jarmusch ( e di cui son riuscito finalmente a comprare il suo Volume di Ethiopique)

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 17:23 del 9 marzo 2009 ha scritto:

sono molto incuriosito nell'ascoltar il disco in questione. Prendo nota dell'album.

modulo_c (ha votato 8 questo disco) alle 21:36 del 9 marzo 2009 ha scritto:

dopo l'incredibile e bellissimo disco degli Heliocentrics "Out There" bisogna far in modo di ascoltare il disco...

borguez (ha votato 10 questo disco) alle 12:03 del 13 marzo 2009 ha scritto:

Mulatu Live in Italia

prima i complimenti per la recensione, poi il consiglio agli incerti e infine la segnalazione (così come ho fatto nel mio <a href="http://borguez.wordpress.com/2009/03/10/mulatu-astatke-the-heliocentrics-liveauditorium-flog-8-aprile-2009/">blog</a&gt;).

Mulate Astatke & The Heliocentrics (Live)

8 aprile Auditorium Flog Firenze

9 aprile Circolo degli Artisti Roma

semplicemente imperdibile

a presto

borguez

anfe02 (ha votato 9 questo disco) alle 18:05 del 28 marzo 2009 ha scritto:

Pianoforte, fiati, coro e voci femminili, suoni elettronici, tappeto di percussioni è jazz, etno, qualche venatura trip-hop. Ascoltatelo in completo silenzio, in penombra, magari sdraiati. e in completo silenzio, buon viaggio. Grande musica.

fabfabfab, autore, alle 18:07 del 28 marzo 2009 ha scritto:

RE:

Parole sante ....

george alle 22:55 del 28 marzo 2009 ha scritto:

che palle!!!!

...devoprocurami pure questo???? Veramente ne vale la pena???? In questo periodo sta uscendo un sacco di roba...smog, decemberist, pj harvey, Bonnie prince billy (nessuno lo recensisce???). Io faccio l'educatore...sapete quanto prende un educatore al mese???

fabfabfab, autore, alle 23:05 del 28 marzo 2009 ha scritto:

E' vero... e uscito Bill Callahan! E' bello? L'hai sentito?

george alle 23:15 del 28 marzo 2009 ha scritto:

...

esce tra 2 settimane....sono gia usciti pj harvey bonnie billy e decemberist

modulo_c (ha votato 8 questo disco) alle 15:15 del 29 marzo 2009 ha scritto:

completo

molto bello, gli Heliocentrics hanno piazzato un'altro centro, arricchiti dalla preziosa collaborazione. Ci sono piu' jazz e ritmi africani. Che dire? Una perla senza evidenti difetti. A chi fosse piaciuto consiglio vivamente, se non l'avesse gia' fatto, di ascoltare "Out there" degli Heliocentrics, che non mi sembra essere recensito in questo meraviglioso sito. Non ha la partecipazione di Malatu dunque le manca un bel po' di roba, pero' e' piu' energetico, con piu' funk e psichedelia. A me piace molto.

anfe02 (ha votato 9 questo disco) alle 18:45 del 7 aprile 2009 ha scritto:

Questo quarto posto sinceramente non l'ho capito, passi la competizione con Antony, ma questo mi sembra un grande album di solo vera Musica Jazz, Etno, Rock ma che va al di là di questi generi, è una cosa nuova e diversa.

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 19:04 del 7 aprile 2009 ha scritto:

Perchè non l'hai capita Anfe? E perchè deve essere

in competizione solo con Antony? La posizione

dipende dai voti del recensore (in primis) e degli

utenti, non è che deve corrispondere necessariamente ai propri gusti musicali. Ah, da

me arriva sabato (spero) a questo punto le aspettative sono altissime. Ascolteremo.

anfe02 (ha votato 9 questo disco) alle 19:27 del 7 aprile 2009 ha scritto:

Naturalmente scrivevo solo dal mio punto di vista, questo disco però mi ha particolarmente colpito (sbaglierò ?), era solo un piccolo sfogo personale da vecchio appassionato di musica (rock escluso il metal e classica), quello che sorprende è che molti definiscono questo disco sopratutto jazz (acid, free...)a me invece il jazz non ha mai appassionato.....

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 17:09 del 17 aprile 2009 ha scritto:

La mirabile fusione tra Mulatu e gli Heliocentrics

a me sembra jazz, certo non solo (come ben spiega Fabio). Ma penso di capire (e di condividere) quello che intende Anfe. Questo è uno dei rari album jazz ,o giù di li , che piace da matti anche

a chi il jazz ed il jazz rock non lo frequenta molto. Da questo punto di vista mi ricorda il 1°

dei Lounge Lizard (e anche qualche brano lo ricorda a dir la verità (Esketa dance es.)).

fabfabfab, autore, alle 10:57 del 18 aprile 2009 ha scritto:

RE: Il 1° dei Lounge Lizards

Disco da 10/10.

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 23:20 del 20 aprile 2009 ha scritto:

Hai ragione Fabio, anzi per quanto mi riguarda al

1° disco dei Lounge Lizard 10/10 con lode (li ho

visti al vivo, ai tempi di questo album, a Bologna

presso l'ex manifattura tabacchi durante un

festival di musica alternativa (a quella di

Videomusic, non solo di Sanremo): fantastici e

simpatici). Ma non divaghiamo a questo di Mulatu

e company (in ascolto anche stasera, con bis)

minimo garantito 9/10.

anfe02 (ha votato 9 questo disco) alle 13:01 del 21 aprile 2009 ha scritto:

Forse dirò una sciocchezza, ma Blu Line e An Epic Story non vi ricorda le atmosfere e la ritmica Portishead? E ancora, in Blu Line non vi è una riminiscenza del primo Santana? (il suo rock etnico)

Ivor the engine driver alle 13:15 del 21 aprile 2009 ha scritto:

grazie anfe!

Mi hai fatto capire cosa mi ricordava l'arpeggio iniziale di Blue Line, proprio i Portishead di Glorybox! Anche se a dettar il tempo è il basso...vabbeh ora le risento insieme e poi capisco se so sordo io, oppure no!

Ivor the engine driver alle 10:04 del 22 aprile 2009 ha scritto:

madornale cazzata!

Oramai ho la memoria palesemente sputtanata! Non erano i Portishead ma l'arpeggio di una traccia di DJ Shadow, su Endtroducing. Chissà perchè m'è venuto in mente Glorybox....boh?!

salvatore (ha votato 6 questo disco) alle 11:18 del 13 luglio 2009 ha scritto:

interessante ma un po' troppo derivativo per i miei gusti. se avesse cercato maggiormente, pur nella sua complessità di suono, la strada della semplicità, lo avrei preferito.

TexasGin_82 alle 12:50 del 4 febbraio 2010 ha scritto:

VI CONSIGLIO GLI HELIOCENTRICS

Questo album è carino, e Mulatu è un grande. Ma andatevi ad ascoltare l'album "Out There" degli Heliocentrics da soli... Quello sì che spacca.

A proposito, vorrei consigliare a questo sito di metterlo in classifica... Qualcuno sa cosa bisogna fare per fare aggiungere un nuovo album? Grazie.

rubens alle 12:55 del 4 febbraio 2010 ha scritto:

Per richiedere di recensirlo puoi usare l'apposito link in bacheca. Se vuoi recensirlo personalmente poi va anche prenotato

TexasGin_82 alle 14:44 del 4 febbraio 2010 ha scritto:

Scusate, sono nuovo, mi sono appena registrato a questo grandioso sito, dove viene resensita davvero tanta roba. Qualcuno di voi sa come si fa a consigliare un album da inserire nel sito o a diventare recensori di un album che ancora non è stato inserito? Grazie.

TexasGin_82 alle 14:44 del 4 febbraio 2010 ha scritto:

Ops... non avevo visto che c'era già la risposta! Grazie, comunque...