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woodjack
MessaggioInviato: Ven Dic 29, 2017 12:47 pm  Rispondi citando
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Ripassati gli album storici dei Faust(tutti imprescindibili per me) e un po' tutta la discografia dei REM (pronunciato all'italiana).

Sinteticamente, album preferiti Fables of the Reconstruction e Green. Poi, Reckoning > Murmur, Lifes Rich Pageant > Document, i loro anni '90 per me insostenibili, piacevolmente sporcati d'elettronica il pasticciato UP e il più coerente Reveal. Non pervenuti gli ultimi album.

Poi:



I Dead C non sono freakkettoni qualunque, men che meno noisers in senso decorativista, nel mio immaginario li associo più ad un Bruno Maderna, e personalmente è un complimentone.



Dalla Svezia con furore, discone rock-frullatutto come qualcuno usava nella prima metà dei '90... un riferimento potrebbe essere il disco di debutto dei Garbage, ma con un tasso di contaminazione ancora più spinto che ingloba più esplicitamente trip-hop e rap. Per non dimenticare.



Tecnicamente trattasi di mainstream russo, anche se lì la logica delle vendite è diversa e il termine non ha lo stesso senso che da noi; in pratica trattasi di cantautrice in salsa pop-rock dallo stile totale e definitivo che va dal post-metal alla musica latina. Artista del decennio '00.



Questo procuratevelo e basta.
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nebraska82
MessaggioInviato: Ven Dic 29, 2017 2:33 pm  Rispondi citando
Musicofilo


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woodjack ha scritto:
Ripassati gli album storici dei Faust(tutti imprescindibili per me) e un po' tutta la discografia dei REM (pronunciato all'italiana).

Sinteticamente, album preferiti Fables of the Reconstruction e Green. Poi, Reckoning > Murmur, Lifes Rich Pageant > Document, i loro anni '90 per me insostenibili, piacevolmente sporcati d'elettronica il pasticciato UP e il più coerente Reveal. Non pervenuti gli ultimi album.

.



"Fables..." piace da matti anche a me, disco di transizione nella migliore accezione del termine

Reckoning è forse troppo simile a Murmur, ma ci sono alcuni pezzi clamorosi, ad esempio "Camera", forse il brano piu' plumbeo e wave della loro carriera

https://www.youtube.com/watch?v=gsiy1H5tIoM


li gradisco molto anche negli album milonari degli anni 90 pero' Wink
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Dic 30, 2017 1:36 pm  Rispondi citando
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In tema di Faust, io considero il primo come imprescindibile, fra le opere più oltraggiose e rivoluzionarie del secolo scorso.

Ma si casca sempre in piedi con loro, ovviamente. Wood cosa pensi dei Neu!?

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woodjack
MessaggioInviato: Sab Dic 30, 2017 4:28 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
In tema di Faust, io considero il primo come imprescindibile, fra le opere più oltraggiose e rivoluzionarie del secolo scorso.

Ma si casca sempre in piedi con loro, ovviamente. Wood cosa pensi dei Neu!?


Il primo e il quarto certo capolavori assoluti... però anche Tapes, per dire un disco che viene considerato minore, nel suo delirio collagistico sembra abbracciare tutta la musica dell'epoca, dal prog sinfonico albionico al minimalismo americano, non trascurando le avanguardie continentali, ovviamente centrali nel loro discorso. Non conosco il resto della loro discografia, male, ma recupererò prima o poi.

Quanto ai Neu, non posso che pensarne benissimo, in generale tutti i progetti dove è coinvolto Dinger (penso in primis ai La Düsseldorf) suonano come se fossero usciti l'altro ieri, è musica così lucida ed essenziale che sembra immune all'andare e il venire delle mode. Dirò che mi sono invece disaffezionato ai krauti un po' più acidi, tipo Can o Ash Ra Temple (parliamo sempre di band della madonna eh). Meglio il Göttsching elettronico, quello di New Age of Earth e E2-E4.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Sab Dic 30, 2017 4:53 pm  Rispondi citando
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I Can sono fra i miei preferiti. Il gruppo che amo meno sono - perdonate la bestemmia - i Kraftwerk.

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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Mer Gen 03, 2018 1:51 pm  Rispondi citando
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Nuovo live di Makaya McCraven, uscito da un mese e mezzo:



Avvocato Buffoli, magari le interessa!

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woodjack
MessaggioInviato: Lun Gen 08, 2018 5:52 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Wood cosa pensi dei Neu!?............Il gruppo che amo meno sono - perdonate la bestemmia - i Kraftwerk.


Cazzeggiando ho beccato un'intervista piuttosto recente al grande Maurizio Arcieri (buonanima)... quando gli fanno la classica domanda sulle influenze, lui risponde così:

https://youtu.be/IZeMW_s74Ug?t=3m48s

ma secondo me è vero anche per Numan e in fondo anche per Bowie (oltre che per altri 10 milioni di artisti venuti ancora dopo). Senza nulla togliere ai seminalissimi Ralf e Florian, a cui si pensa immediatamente quando si parla di synth-pop.
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VDGG
MessaggioInviato: Lun Gen 08, 2018 6:06 pm  Rispondi citando
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Gen 09, 2018 8:59 pm  Rispondi citando
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Può essere Wood Smile

Biasio credo proprio mi interessi, recupero quanto prima

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woodjack
MessaggioInviato: Ven Gen 12, 2018 6:35 pm  Rispondi citando
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Discografia della PFM

Così, sull'onda di tutto questo proggerellare... strano riascoltare dei dischi che non metti su da 15 anni almeno, tanti ricordi, nuove emozioni e nuove impressioni. Io non disprezzo nè il prog nè il pop, quindi mi perdonerete se darò dei giudizi che sconteteranno gli oltranzisti di ambo le fazioni. Sinteticamente:

1972 - Storia di un minuto

Il classicone. Fondamentalmente si poggia su 4 canzoni, che però sono 4 istant classic. Di progghe c'è l'atmosfera, ma in fondo è un disco di folk melodico con alcune divagazioni strumentali. I modelli sono i soliti del prog sinfonico anglosassone (Crimson, Genesis), ma di base il songwriting è di casa nostra. La marchetta prog (Dove quando II) è un dimenticabile pasticcio di idee incollate tra loro. Certamente un buon lavoro, ma faranno di meglio...

1972 - Per un amico

... qui! Il loro lavoro più ambizioso, dove raggiungono un equilibrio tra struttura e scrittura invidiabile. Pochissimi sbrodolamenti, tutto molto ragionato ma al contempo assai coinvolgente sul piano del lirismo. Si affacciano anche altre influenze (i Giant?). Certo che paragonato agli ambiziosi modelli d'oltremanica è un lavoro piuttosto naif, ma in fondo va bene così. Brani preferiti Appena un po' (River of life) e Geranio (la pazza Promenade the puzzle).

1974 - L'isola di niente

Me lo ricordavo un disco pacco, ma mi sbagliavo. Sì dal punto di vista produttivo fa cagare (come i precedenti e molti dischi prog italiani dell'epoca), però compositivamente è una bella sintesi tra la forma canzone del primo album e i lambiccamenti del secondo. Atmosfere piacevolmente romantiche e qualche dejavù, ma con classe.

1975 - Chocolate Kings

Me lo ricordavo un disco figo, ma mi sbagliavo. Entra Lanzetti, il Chapman/Gabriel della situazione. Il prog sinfonico all'epoca è già in agonia, i gruppi inglesi maggiori escono con dischi più aspri e spigolosi e lo stesso, a modo loro, i nostri. E' il loro disco hard-prog, basato su organo, chitarra e violino. Più che canzoni degne di nota, ci sono spunti melodici alternati ad assoli o a riff. Non brutto, ma dimenticabile; meglio il lato B che quello A, per quel che mi riguarda.

1977 - Jet Leg

Brutto anno per il progghe. E' tutto un si salvi chi può. Le vie di fughe sono diverse, per molti la fusion è la porta più accessibile e immediata. E così è per i nostri. Con una produzione finalmente di un certo livello e un artwork tra i più belli di sempre, la band licenzia un pugno di divagazioni dagli odori mediterranei in salsa Weather report. Non c'è nessun brano da antologia, però il risultato è complessivamente piacevole e di alto professionismo. Se siete riccardoni, questo è il vostro disco. Fissa personale, oggi come ieri, l'unica canzone canonica, la conclusiva (e genesisiana) Traveler, tra i miei pezzi preferiti della band.

1978 - Passpartù

Caspita che bello! Come accadde pure per Yes e Genesis, gli aspetti più progressivi della scrittura passano sotto traccia, non scompaiono, ma si mettono solo a servizio della forma-canzone. Il risultato è un folk branduardiano ibridato con le atmosfere del disco precedente. Produzione mai così cristallina, c'è una levità e una grazia che ben si sposano con l'ironia intelligente di Manfredi (cantautore troppo sottovalutato) che firma i testi. Persino Lanzettone canta con un certo gusto. Da riscoprire.

1980 - Suonare suonare

In mezzo c'è stato De Andrè, e l'approccio da festa di paese (raffigurata pure in copertina) si sente, specie nelle sviolinate di Fabbri. Un pop composito e variegato, ancora debitore dei '70, molto ben arrangiato, con Franz per la prima volta alla voce. A parte i classici incontestabili (la title-track, Maestro della voce) anche le altre canzoni sono ispirate da un melodismo che non era così rigoglioso dai tempi di Dolcissima Maria.

1981 - Come ti va in riva alla città

La copia sbiadita del disco di sopra, senza l'eleganza di questo e soprattutto senza le canzoni. Anche i pezzi che si fanno ascoltare di più (tipo Chi ha paura della notte) sono sotto gli standard.

1984 - PFM? PFM!

Le prime due canzoni sono da sussulto (positivo per me): irresistibile synth-pop mescolato a trame che oggi chiameremmo "math-pop" (che abbiano sentito i Crimson dell'epoca?). Qualcosa tra Battisti e Krisma. Peccato che poi, dal terzo brano, manchino idee davvero memorabili, una buona intuizione non accompagnata dall'ispirazione.

1987 - Miss Baker

Si torna ad una veste più suonata... siamo dalle parti del Dalla più jazzato, che non disdegna imbastardimenti alla Earth, wind & fire. E' un disco che si lascia ascoltare per intero, ma che non lascia alcun ricordo.

1997 - Ulisse

Dieci anni di gap per un ritorno abbastanza bolso, all'insegna di una sorta di adul-pop in salsa vagamente progressiva. Più che altro è il loro disco sophisti, con velleità narrative che, al posto di aiutare, imbarazzano.

2000 - Serendipity

Pasticcio radiofonico con aspirazioni sperimentali (ci sono le chitarre più "dure" della loro carriera). Più divertente del precedente, fors'anche grazie ai testi di Daniele Silvestri (il Manfredi della situazione), ma in fondo una gran palla, classico disco da vecchi che voglio fare i supergiovani (figo Mussida all'autotune, tipo Kanye). Da segnalare Automaticamente, deviazione "dance" purtroppo senza alcun tiro.

Seguono una serie di progetti stramboidi (rock opere, dischi strumentali e riarrangiamenti classici), fino al disco di quest'anno, che chiaramente non ascolterò.

Con affetto.
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Marco_Biasio
MessaggioInviato: Mar Gen 16, 2018 10:46 pm  Rispondi citando
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Già in arrivo il primo disco dell'anno, signori e signore:


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VDGG
MessaggioInviato: Mer Gen 17, 2018 8:47 pm  Rispondi citando
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JOSHUA ABRAHAMS & NATURAL INFORMATION SOCIETY

https://youtu.be/vnIIIbXz9Ng
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MessaggioInviato: Dom Gen 28, 2018 11:12 am  Rispondi citando
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Cas
MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2018 5:29 pm  Rispondi citando
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Bellissima antologia scoperta leggendo "Prewar Folk" di Stefano Isidoro Bianchi, che testimonia il peculiare stile hillbilly dell'isolata contea di Ashe, tra le Blue Ridge Mountains.
Praticamente folk autoriale con fortissimi connotati britannici.

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Un bel disco è un bel disco

https://rateyourmusic.com/~cas87

http://www.monkeythinkmonkeywrite.com/
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hiperwlt
MessaggioInviato: Mar Gen 30, 2018 1:45 pm  Rispondi citando
Music Guru


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Nils Frahm, All Melody (2018)

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