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Cas
MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2018 12:57 pm  Rispondi citando
Music God


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woodjack ha scritto:
Io mi arrendo Fra.... Laughing scherzi a parte credo di aver espresso ampiamente il mio pensiero, mi ripeterei soltanto.


eheheh da queste tre pagine ci tiriamo fuori un saggio mica male...

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VDGG
MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2018 3:15 pm  Rispondi citando
Ospite





FrancescoB ha scritto:

Comunque non possiamo arrivare a una conclusione perché temo non esista, ma mi interessa il discorso sul ruolo della critica: a cosa serve secondo voi? Pedagogia, predica, analisi? Tutte queste cose insieme? Deve fornire chiavi di lettura, consentire di entrare nell'opera, o contestualizzare, azzardare prospettive?


Infatti non esiste...la critica può fornire SOLO UNA chiave di lettura...
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Robinist
MessaggioInviato: Mar Gen 23, 2018 5:22 pm  Rispondi citando
Novizio


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Il discorso è interessantissimo, ringrazio chi l'ha tirato in ballo per avermi dato qualcosa di interessante da leggere i giorni scorsi Very Happy
In particolare mi ha colpito il carattere quasi religioso del manifesto RIO, così come quello punk, citato da woodjack. È una considerazione il cui significato va ben oltre il mondo della musica.
Avrei tante cose da dire sull'argomento ma ve le risparmio perché tanto le avete già esposte voi in modo migliore a più riprese.. L'unico aspetto su cui non so come approcciarmi è il seguente e vorrei sapere voi cosa ne pensate.

FrancescoB ha scritto:
Io oggi fatico terribilmente ad ascoltare il metal estremo (dieci anni fa invece apprezzavo qualcosa), e sto riuscendo ad astenermi dal giudizio. Idem per certo hard-rock classico o per tanto indie italiano odierno, che digerisco poco. Però ecco, posso partire dal presupposto che io ho valori "superiori" e che sono queste realtà a doversi adattare a me? No. Capirlo è la cosa più salutare forse.


Da quanto ho capito ho visto che convergete (forse non tutti) sull'idea che sia sbagliato criticare un artista per la sua scelta di genere e per l'obiettivo che si vuole porre, e che l'analisi si debba concentrare piuttosto sull'efficacia comunicativa.
Siamo realmente sicuri che la scelta di un musicista è immune da critiche?
Sarei quindi parziale se criticassi un ipotetico esponente della scena alternativa per essersi posto l'obiettivo di comunicare messaggi che tutto sommato sono triti e ritriti, o la cui approvazione dal pubblico di riferimento è quasi garantita? In poche parole lo criticherei proprio per fondare la sua musica su una farsa: ossia credere, o far credere, di essere portatore di un messaggio innovativo e fuori dagli schemi, che in realtà però è totalmente conformista.
Allo stesso modo, sarebbe sbagliato criticare un intero genere, o sottogenere se preferite, per queste stesso motivo?
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woodjack
MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2018 2:51 pm  Rispondi citando
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Il mitico Red sull'argomento:

https://youtu.be/u61n_BOKmLQ?t=52m45s
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FrancescoB
MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2018 4:28 pm  Rispondi citando
Music God


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Robinist comprendo il tuo discorso e sono anche d'accordo in buona parte, però stiamo dando per scontato che proporre messaggi "originali" siano un merito in sé, ovvero applichiamo il nostro sistema di valori, indi torniamo sempre al punto di partenza.

Semmai rimproveriamo come la sbandierata originalità non esista, ma io credo che nessun "messaggio originale" possa trovare consensi ampi, di regola (parlo proprio di testi, di immaginario di riferimento, di contenuti) quando proponi una chiave di lettura molto personale non riesci a piacere in toto a chi ha dogmi. Penso ad Albert Camus, sotto molti profili un marxista francese radicale, che però propone con "L'uomo in rivolta" una lettura molto personale, che si colloca altrove rispetto al discorso dominante anche nella sua area, e infatti si becca strali da tutte le parti, specie dalla "sua".

Che poi il messaggio nella musica (ma anche nella letteratura, nel cinema etc..) per me non esiste in termini puri, cioè non riesco a vedere nella predica nero su bianco una forma estetica o espressiva valida, in linea di principio.

La potenza simbolica dell'oggetto per me può essere altamente concettuale, anche "filosofica", anzi io apprezzo chi indaga contenuti alti e complessi, ma a mio avviso deve restare allusiva, appunto un simbolo interpretabile e dotato di una propria visione anche estetica. Il messaggio deve nascondersi fra le righe ed essere ambiguo, appunto simbolico. Tim Buckley che messaggio ha? Boh, in termini chiari e univoci è impossibile dirlo secondo me. Eppure la potenza espressiva e simbolica della sua musica - per tacere della particolarità tecniche non replicabili - è straordinaria. Cosa vuole dire il testo di un brano come "Astral Weeks" o come "Alifib" di Robert Wyatt? È davvero fondamentale individuare una dichiarazione a caratteri cubitali? Per me no, cioè non escludo possa esserci, ma trovo molto più interessante la via estetica/espressiva.

Altrimenti anche "Meno male che Silvio c'è", che pure veicola un messaggio, ha il valore di un'espressione artistica: per me, fermo restando che si ragiona per convenzioni, non ne ha.

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woodjack
MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2018 8:44 pm  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:

Altrimenti anche "Meno male che Silvio c'è", che pure veicola un messaggio, ha il valore di un'espressione artistica: per me, fermo restando che si ragiona per convenzioni, non ne ha.


Vabè ma quella in gergo è "musica d'uso", ce l'avevano già nel '600, non la puoi mica paragonare alla musica d'intrattenimento... anche la musica d'uso può avere una sua dignità... quella che citi fa cagare, ma l'inno originale di Forza Italia - composto su commissione da un compositore vero - è piuttosto ben scritto (Silvio è un maestro ad intortare il suo popolo, e la musica - più o meno dai tempi di Beethoven - è sempre stata utilizzata a scopi politici per il suo estremo potere seduttivo).

Quanto alla discussione, può pure esistere musica bella che non propone alcunchè se non sè stessa (cioè la bellezza in sè). Sennò entriamo nel gorgo senza uscita "musica impegnata" VS "musica leggera".

La musica è come la donna, se è bella e intelligente va benone, se è solo bella la perdoniamo pure, ma se è solo intelligente... ciaone!
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Cas
MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2018 9:19 pm  Rispondi citando
Music God


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Robinist ha scritto:
Sarei quindi parziale se criticassi un ipotetico esponente della scena alternativa per essersi posto l'obiettivo di comunicare messaggi che tutto sommato sono triti e ritriti, o la cui approvazione dal pubblico di riferimento è quasi garantita? In poche parole lo criticherei proprio per fondare la sua musica su una farsa: ossia credere, o far credere, di essere portatore di un messaggio innovativo e fuori dagli schemi, che in realtà però è totalmente conformista.
Allo stesso modo, sarebbe sbagliato criticare un intero genere, o sottogenere se preferite, per queste stesso motivo?


Parziale lo sarai sempre Laughing

Però poniamo che tu individui degli aspetti deteriori in un artista (approssimazione, pressapochismo, effetto carta-carbone, ripetitività, plagio). Ecco, a questo punto convincere un ipotetico ascoltatore che si potrebbe trarre più piacere ascoltando artisti che hanno fatto meglio, o addirittura smascherare la presunta farsa, sarebbe un compito degno e per nulla facile.
La critica serve a questo: per filtrare e selezionare i prodotti musicali sulla base di determinati criteri, tutti accomunati dal presunto buon gusto/esperienza/autorevolezza/conoscenza del critico.

Riguardo alla critica a interi generi nutro parecchi dubbi, invece...

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zagor
MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2018 9:40 pm  Rispondi citando
Music Addicted


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bella discussione ragazzi, pero' mettete un titolo al topic altrimenti non si capisce di cosa state parlando Laughing

almeno a me non appare nulla!
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VDGG
MessaggioInviato: Mar Gen 30, 2018 5:42 pm  Rispondi citando
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Qualcuno saprebbe dirmi come cancellare l'iscrizione a questo sito?!
Grazie.
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FrancescoB
MessaggioInviato: Mar Gen 30, 2018 8:03 pm  Rispondi citando
Music God


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Io aborro per natura concetti come buon gusto, "bellezza" e simili, se applicati all'arte, quindi qui fatico di più a seguirti.

Per me non esiste una bellezza in sé, di regola la si intende come gradevolezza e rispetto di determinati canoni formali tesi a dare equilibrio, insomma si spaccia per bellezza la convenzionalità o nella migliore delle ipotesi il professionismo o il mestiere.

La musica di Beefheart o certe robe di Tom Waits non sono "belle" all'orecchio di un 90% degli ascoltatori, e non hanno neppure messaggi chiari, eppure sono meravigliose, la cosa sarebbe inspiegabile ragionando solo sulla dicotomia bellezza/intelligenza, ammesso che sia possibile individuare con chiarezza cosa è bello o intelligente nella musica. "Music for aiports" è musica di pura eccentrica intelligenza e per me vale più o meno tutta la produzione mainstream pop di questo decennio, anche se questa sicuramente suona più "bella", piacevole etc.. Sempre ai criteri a monte torniamo

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FrancescoB
MessaggioInviato: Mer Gen 31, 2018 8:53 am  Rispondi citando
Music God


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Zagor il titolo si è cancellato quando ho modificato il primo post, ho provato a rimediare ma nisba.. Comunque il thread doveva intitolarsi "I limiti della soggettività"

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woodjack
MessaggioInviato: Mer Gen 31, 2018 10:10 am  Rispondi citando
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FrancescoB ha scritto:
Io aborro per natura concetti come buon gusto, "bellezza" e simili, se applicati all'arte, quindi qui fatico di più a seguirti.

Per me non esiste una bellezza in sé, di regola la si intende come gradevolezza e rispetto di determinati canoni formali tesi a dare equilibrio, insomma si spaccia per bellezza la convenzionalità o nella migliore delle ipotesi il professionismo o il mestiere.

La musica di Beefheart o certe robe di Tom Waits non sono "belle" all'orecchio di un 90% degli ascoltatori, e non hanno neppure messaggi chiari, eppure sono meravigliose, la cosa sarebbe inspiegabile ragionando solo sulla dicotomia bellezza/intelligenza, ammesso che sia possibile individuare con chiarezza cosa è bello o intelligente nella musica. "Music for aiports" è musica di pura eccentrica intelligenza e per me vale più o meno tutta la produzione mainstream pop di questo decennio, anche se questa sicuramente suona più "bella", piacevole etc.. Sempre ai criteri a monte torniamo


Ti ho depistato col paragone femminile Laughing vabè io ascolto musica molto più ostica se è per questo, altro che Beefheart... volevo dire che la musica può avere un valore estetico in sè, non deve necessariamente contenere un messaggio "altro"... molta musica classica obbedisce a questo criterio di assolutezza, immagino anche molto jazz. Fermo restando che bello non vuol dire necessariamente "tonale", anche i rumori si possono disporre secondo criteri estetici, non confondiamo bellezza con gradevolezza.

D'altro canto la musica "impegnata" (non impegnativa) può anche essere di scarsa qualità... insomma non ne farei una questione di contenuti.
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