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R Recensione

9/10

Godspeed You! Black Emperor

Asunder, Sweet And Other Distress

Questo è il viaggio di un guerriero codardo che fugge dalla battaglia e cerca una via di casa.

Questo è il dolore di una donna rapita, chiusa in un furgone. Sente suoni, rumori. Ma non vede nulla.

Abbiamo già sentito l’evoluzione dei GY!BE, 10 anni dopo “Yanqui U.X.O.”, con la violenza e le note arabiche di “Mladić”, con i droni e la paura della guerra in “Their Helicopters Sing”, e ad oggi, nel 2017, abbiamo udito da lontano le grida per la Rivoluzione in “Luciferian Towers”. Non si parla però di quest'ultimo disco, che seppur pregno di lampi di luce, ci lascia una debole fiamma e un ricordo forse troppo offuscato.

Come mai siamo così lontani da un luogo caldo? Pensiamo a dischi come “LYSFLATH” e sentiamo nostalgia: vogliamo tornare a riscaldarci sulle spiagge di Coney Island, ma adesso è freddo. È freddo ed è buio pesto e i nostri Canadesi apocalittici, diventano i nostri auguzzini: ci vengono minacciosamente incontro, devastandoci a colpi di grandiose e debilitanti sonorità.

Rilasciano una gemma oscura, la nascondono tra la vegetazione; un Behemoth, una creatura selvaggia, minacciosa, che ossessiona e perseguita.

Tutto quello che dobbiamo fare è accettare l’oscurità che ci circonda e farci guidare dai maestri dell’atmosfera, che due anni fa, ci dimostrarono di essere ancora in piena forma.

Winter kept us warm, covering

Earth in forgetful snow, feeding

A little life with dried tubers.

 

Peasantry or ‘Light! Inside of Light!’” è un’enorme battaglia: i cavalli sfrecciano l’uno sull’altro, i cavalieri annegano in un oceano di sangue sotto i nostri occhi. Circondati da chitarre esplosive, ci sentiamo già spaesati e scomodi. Ci guardiamo attorno e cerchiamo una via di fuga, per poterla imboccare il più presto possibile.

Debole e indifeso, il codardo corre nella giungla e si salva dalle lame solo per incontrare due nemici peggiori: la natura e la solitudine. Herzog disse che Kinski era sessualmente attratto dal cuore della natura. Luoghi immacolati, lontani da ogni forma di vita, dove la verginità di scenari sconosciuti, diveniva erotismo puro. Ma egli era un uomo malato, isterico e violento.

Lambs Breathe” ne è l’urlo ed il pianto. Mentre copula con il tronco di un albero, l’uomo graffia la corteccia fino a distruggersi le unghie.

E poi…

Silencio. No hay banda.

La donna viene chiusa nel retro del furgone. Per cinque minuti facciamo esperienza della sua paura. Non sa dove è diretta o cosa le accadrà. Non può far altro che piangere nel buio che la circonda e all’improvviso, ode dei suoni che dal nulla si alzano gentilmente.

Kinski raggiunge il picco della sua follia. Striscia nelle tenebre facendo esperienza di terribili sensazioni, diventa il Behemoth, diventa la creatura.

Asunder, Sweet” è il codardo terrorizzato. Le armi non possono competere con le forze della natura, così egli si trascina ad occhi chiusi nel fango ed ogni suo passo è un frammento di suono, finché un flauto alza le sue note minacciose e gli annuncia di essere lontano più che mai dalla sua casa. La creatura lo circonda e sbava all’idea di mangiarlo vivo.

Piss Crowns Are Trebled”, è la fuga, la corsa senza fine di un uomo disperato, braccato da un nemico primitivo, guidato dalla fame eterna e privo di ragione. Il codardo può anche correre per sempre, ma la bestia correrà con lui, non c’è posto nelle opere dei GY!BE per un finale positivo.

Ciò che avvelena il valore di questa band, è l’eterno paragone con i lavori precedenti che tende a sminuire e far passare inosservati dischi come “Asunder”, pregno invece di sinfonie e atmosfere riflessive, che se colte attraverso quell’iniziale impressione di “rumore indistinto” si trasformano in immagini stimolanti e sensazioni che nulla hanno da invidiare ai canti apocalittici di “F♯ A♯ ∞ e che in poco più di quaranta minuti, si dissolvono, lasciando forse spaesati al primo ascolto, ma per raggiungere il cuore della giungla, bisogna prima farsi strada tra le sue barriere…

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Voto degli utenti: 9/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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nebraska82 alle 16:15 del 17 dicembre 2017 ha scritto:

Questo mi manca, con loro mi sono fermato al notevole "Yanqui UXO". La bella recensione, accurata e scorrevole, mi invoglia a recuperarlo.