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R Recensione

8/10

Offlaga Disco Pax

Socialismo Tascabile

Provare a soffocare l’anima di un disco come “Socialismo Tascabile”degli Offlaga Disco Pax in fredde classificazioni musicali, è sia una ripida impresa quanto un attentato vero e proprio all’autenticità di un’opera a dir poco innovativa ed eclettica.

Il trio emiliano, infatti, ha saputo condensare in sole nove tracce influenze che fanno urtare smielate chitarre tipiche degli ultimi Cure con irruente tematiche che molto ricordano i primi CCCP, trascinando il tutto in una studiata e snella soluzione elettronica ricca sonorità Kraftwerk e Depeche Mode.

Su tutto ciò, scavalcando Moog e sintetizzatori, ci giunge instancabile e pungente la voce del “pensatore a bassa intensità” Max Collini.

Una personalità spigliata, satirica e dannatamente consapevole dello spessore storico dei suoi tempi, si eleva al di là di ogni patetico giudizio, recitando, senza premura per il suo accanito accento emiliano, ogni lato, confessabile o meno, della propria esistenza e di un divenire politico che si è eclissato in una “maggioranza silenziosa”.

Qui si affollano storie di un’adolescenza passata malvolentieri fra i banchi di una scuola “gentiliana” e borghese (Kappler), storie d’amore in cui passione erotica e politica si intrecciavano in modo chiassoso e ironico(Khmer rossa), approdando, in “Cinnamon”, ad un’analisi gastro-sociologica della società italiana del tempo in un esplicito riddim di “Allarme” dei CCCP.

In “Tatranky” viene alla luce una Praga sotterranea dove fra “i suoi turisti più o meno sessuali” nulla emerge del suo passato sovietico a parte l’invisibile “differenza fra un regime imposto con i carr’armati e un imposto con il Dollaro”.

Da qui ci si avvia a dipingere( in “Robespierre”,”Tono metallico standard”,”Piccola Pietroburgo”) un tanto satirico quanto inquietante ritratto della società italiana in cui tutto affoga nell’ indifferenza generale e in cui l’unico antidoto a questa condizione sembra proprio essere l’auto-ironia consapevole che questo gruppo ci propone sapientemente.

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Voto degli utenti: 8,5/10 in media su 33 voti.

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Marco_Biasio (ha votato 9 questo disco) alle 18:14 del 15 febbraio 2007 ha scritto:

Yes

E' bello, è bello, concordo in pieno. Bello e dissacrante come pochi.

bargeld (ha votato 8 questo disco) alle 0:30 del 28 gennaio 2009 ha scritto:

concordo

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 14:26 del 19 giugno 2007 ha scritto:

gran bell'album

bisogna avere stile anche nei momenti peggiori...

Peasyfloyd (ha votato 9 questo disco) alle 19:16 del 21 luglio 2007 ha scritto:

Un amore a prima vista

Un disco per me strepitoso. E come me penso che un pò tutti i sinistroidi un pò spaesati di oggi vi abbiano trovato delle riflessioni più che interessanti. Disco politico? Si, però anche decisamente lirico. Musica scarna, ridotta all'osso, ma di gran classe pure quella. Ho avuto la fortuna di vederli all'Hiroshima Mon Amour di Torino un anno fa e l'effetto è stato di assistere a una seduta di poesia più che a un concerto. Straordinario.

george (ha votato 8 questo disco) alle 20:14 del 4 maggio 2009 ha scritto:

un gran bell'esordio!

Nucifeno (ha votato 9 questo disco) alle 0:08 del 5 settembre 2009 ha scritto:

INCHINO

La sparizione delle sagome dei camerieri, fuori dai ristoranti, non è avvenuta in una data precisa. Sono cose che misteriosamente accadono, un po' come la comparsa dei biscotti Togo al cioccolato.

hiperwlt (ha votato 9 questo disco) alle 19:53 del 8 gennaio 2010 ha scritto:

non l'ho ancora votato?

questo disco è un paradiso socialista!

modulo_c (ha votato 8 questo disco) alle 8:19 del 11 marzo 2010 ha scritto:

good to go

molto bello sia nei testi che nella musica. astenersi destrorsi. ma senza i My bloody valentine che disco sarebbe stato??

DonJunio (ha votato 8 questo disco) alle 10:24 del 11 marzo 2010 ha scritto:

Certamente ci trovi tracce della band di Kevin Shields in questo lavoro ("tono metallico standard" su tutte), ma non credo proprio sia stata l'unica influenza, anzi....piccolo classico tricolore, comunque sia.

Roberto_Perissinotto (ha votato 9 questo disco) alle 14:10 del 11 novembre 2010 ha scritto:

Per me, intenso fino al midollo...canzoni che consumerei a forza di riascoltarle!

Randolph_Carter (ha votato 10 questo disco) alle 15:10 del 22 marzo 2012 ha scritto:

Epico

zagor (ha votato 7,5 questo disco) alle 11:29 del 22 novembre 2013 ha scritto:

bello dai, nonostante un po' di monotonia sonora alla fine risulti un po' pesante....la galleria di personaggi uscita dalla penna di collini ( egli stesso, il prof kappler, l'arrogante bottegaio indie, la khmer rossa, fino al capolavoro totale di tatranky) resta indimenticabile.

mendustry (ha votato 9 questo disco) alle 16:53 del 2 dicembre 2013 ha scritto:

Il bottegaio indie dovrebbe essere il leader dei Julie's Haircut...

zagor (ha votato 7,5 questo disco) alle 16:54 del 2 dicembre 2013 ha scritto:

ahahahah sì....ma si vestiva veramente come un dipendente della standa alla vigilia di natale? è poco indie lol

mendustry (ha votato 9 questo disco) alle 12:17 del 30 novembre 2013 ha scritto:

Un piccolo capolavoro. "Kappler" è commovente, "Tatranky" è uno dei più bei racconti moderni sul cambio di un'epoca, le altre, con leggera poesia, raccontano l'adolescenza, gli ideali, e tutto ciò che per forza di cose è finito, svanito, scomparso. Chiunque può ritrovare in "Socialismo tascabile" qualcosa di sé. E lo stile degli ODP è semplicemente fantastico.

Franz Bungaro (ha votato 9 questo disco) alle 12:50 del 2 dicembre 2013 ha scritto:

Ormai un classico. Un capolavoro. Una pietra miliare della musica italiana.

zagor (ha votato 7,5 questo disco) alle 16:26 del 2 dicembre 2013 ha scritto:

"grazie Reagan, bombardaci PARMA!"

Mattia Linea (ha votato 10 questo disco) alle 14:22 del 18 agosto 2014 ha scritto:

Questo album è un diario, uno spaccato di un insicuro comunista reggiano dei primi anni '80. Testi a mio parere geniali, e due musicisti coi "controc***i". Dissacrante e diverso. Meraviglia. Non esistono parole per descriverlo.