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R Recensione

9/10

Depeche Mode

Music For The Masses

La sfavillante carriera dei Depeche Mode può essere idealmente suddivisa in tre fasi. La prima è quella del synth-pop, di una band giovane e brillante che sa conquistare facilmente il pubblico a suon di hit da cantare e ballare. Diciamo che sono i loro veri anni '80, dominati da singoli di successo globale: dal primissimo Dreaming Of Me, passando per veri e propri inni come Just Can't Get Enough e Everything Counts, fino a Master And Servant, forse l'ultimo loro successo strettamente ricondicibile al pop elettronico di quel decennio. L'ultima fase, invece, è quella in cui i Depeche sposano un'immagine più rock, tendenza che si riflette anche in un nuovo modo di far musica. Potremmo far coincidere l'avvento di quest'era con quel viscerale "reach out and touch faith" che vede la luce quando gli '80 volgono al termine, e poi farla proseguire tra alti e bassi fino ai giorni nostri, fino a brani come John The Revelator e Wrong.

Non vogliamo qui aprire la contesa su quale sia il volto migliore dei Depeche Mode. Anche perchè la tesi che si vuole quivi esporre intende posizionare l'apice artistico della band proprio nella fase centrale, in un breve arco temporale che darà la nascita ai loro due dischi più importanti: Black Celebration (1986) e Music For The Masses (1987). Sono i loro lavori più impegnati e originali, pezzi unici di una collezione pregiata, in cui lo stile diventa tanto personale da non essere riconducibile ad alcuna corrente o moda. Rappresentano il lato meno omologato e più sfuggente della discografia, nonchè i risultati più alti in termini di creatività e inventiva.

E qui sarà impossibile impedire che si accendano i dibattiti e si scaldino gli animi, visto che si ha la coraggiosa intenzione di conferire la simbolica palma di "miglior album dei Depeche Mode" proprio a Music For The Masses. Fermo restando la pacifica inutilità critica di classifiche e top ten in campo artistico, questi gesti rimangono comunque gustosi e stimolanti, e chi tra voi non ci si è mai cimentato dia inizio alla lapidazione.

Evitando per motivi di spazio di esporre i punti a favore degli altri album contendenti l'ambito primato, ci si concentrerà qui sulle argomentazioni a favore del disco in questione. Music For The Masses può essere considerato l'album più peculiare dei Depeche Mode, quello che più degli altri esalta l'unicità artistica di questo gruppo. In un incastro armonico di svariate componenti, il loro sesto album in studio attenua la spiccata tendenza dark del suo predecessore, mentre sono percepibili le prime espressioni di quelle sonorità rock che si affermeranno nel successivo Violator (1990). Ma è anche l'album in cui esplode il carattere epico della loro musica: quella sacralità devota che ha sempre permeato testi e atmosfere, sia prima che dopo, diventa qui l'esplicito tema conduttore del disco. D'altronde, in quale altro album (e non stiamo limitando la questione ai soli DM) è possibile ascoltare brani come Little 15, struggente e intensa ode religiosa verso la purezza dell'Amore, o Sacred, la capostipite assoluta delle loro "canzoni di fede e devozione"?

Ma a conti fatti, cosa fa di un album un capolavoro se non le canzoni? E qui di pezzi storici ce ne sono tanti, a cominciare dalla Never Let Me Down Again posta in apertura, non solo uno dei loro brani più amati (chiunque abbia assistito a un loro concerto non potrà che confermare), ma (azzardiamo?) una delle canzoni più belle dell'elettronica pop, nel decennio del suo massimo splendore. Per di più accompagnata dall'affascinante videoclip in bianco e nero diretto da Anton Corbijn, che coi Depeche stringe un forte sodalizio artistico lungo oltre 20 anni. E per fortuna stavolta le belle notizie non rimangono isolate, perchè se su dieci tracce sono stati estratti quattro grandi singoli un motivo ci sarà: la conquista delle masse passerà per altri due brani scolpiti negli annali, Strangelove e Behind The Wheel, riuscitissime architetture melodiche distese su ritmi trascinanti, con un'efficacia complessiva mai raggiunta fino a quel momento. Mai: da People Are People a Question Of Time, da Photographic a Stripped, nessun altro singolo finora pubblicato raggiunge la perfetta combinazione di ogni elemento come le tre hit sopra citate, almeno a parere di chi vi sta parlando.

E poi, ci sono i tesori nascosti, riservati solo a quelli (moltissimi) che decideranno di acquistare l'album. To Have And To Hold ad esempio, una imponente marcia metropolitana che dai vicoli più oscuri chiede redenzione dal peccato, "mentre da qualche parte a qualcuno importa solo avere e possedere". O quei brani che diventano amori personali, privati, come I Want You Now, dichiarazione di passione senza tempo, scandita dai sospiri ansimanti di corpi che sanno cosa vogliono. Persino un pezzo come Pimpf, che sembra quasi buttato lì per caso, acquista un fascino unico, chiudendo il disco con toni che sanno di immortalità.

Per molti il meglio verrà dopo. Per molti altri è già passato. Se ne è discusso all'infinito, e si continuerà a farlo. Music For The Masses è però una di quelle gemme dal taglio irripetibile, che riescono solo una volta. Inimitabile, proprio nel senso che nessuno mai ne avvicinerà lo stile, e imprescindibile, perchè assolutamente necessario per toccare con mano cosa ha reso i Depeche Mode uno dei monumenti più importanti degli ultimi trent'anni in musica. Quei megafoni hanno dominato l'etere per lunghissimo tempo, e se ne può ancora sentire l'eco.

V Voti

Voto degli utenti: 8,2/10 in media su 32 voti.
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lev 10/10
sarah 8/10
Teo 9/10
infected 8,5/10
Kid A 9/10
PehTer 10/10
xxx 9,5/10
B-B-B 8/10
zebra 8/10
ZkDog 8,5/10
Lepo 10/10
Dengler 7,5/10

C Commenti

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lev (ha votato 10 questo disco) alle 7:10 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

oddio, son commosso...

raro esempio di disco dove le bonus tracks sono belle quasi come le altre. comunque per me uno degli album della vita (anche perchè è il primo che ho amato e da lì è cominciata la mia passione per la musica). il mio preferito dei dm dopo violator.

lev (ha votato 10 questo disco) alle 7:10 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

il voto!

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 10:47 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

a parte la perfetta combinazione mai raggiunta che non condivido...

Emiliano (ha votato 2 questo disco) alle 18:30 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

Bella recensione, didascalica al punto giusto. Il disco l'ho ascoltato (poco) qualche anno fa, e da allora condivide i gradini bassi della mia discoteca con altre cose che non mi piacciono ma dovrebbero,e lo tengo lì, che domani chissà

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 19:38 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

Gran bella recensione a tutto tondo - e molti i contesti trattati - per un album incredibile, creativo come pochi e di un'enorme importanza storica. Ottima anche l'introduzione analitica sull'evoluzione (o involuzione, per alcuni) musicale del gruppo.

synth_charmer, autore, alle 20:11 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

RE: evoluzione (o involuzione, per alcuni)

eheh si nota tanto che per me da Violator in poi inizia un percorso meno originale e più conformista?

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 20:17 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

RE: si nota tanto che per me da Violator in poi inizia un percorso meno originale e più conformista?

No, ma che dici; forse un pochino; assai. XD

synth_charmer, autore, alle 20:09 del 4 ottobre 2010 ha scritto:

ma quanti bei complimenti, grazie! E io che mi aspettavo una valanga di critiche feroci, insulti, nervi tesi.. eppure l'argomento di solito è scottante.

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 20:18 del 5 ottobre 2010 ha scritto:

non originale e conformista rispetto a cosa??a chi?

se a se stessi proprio per nulla....

synth_charmer, autore, alle 20:59 del 5 ottobre 2010 ha scritto:

RE: non originale e conformista rispetto a cosa??a chi?

no ovvio, non a se stessi, con Violator hanno compiuto una seria svolta. Però ecco, BC e MFTM sono davvero dischi dallo stile unico, mentre sia prima che dopo c'è una maggiore attenzione a un trend più o meno diffuso. E' anche per questo che colloco il loro apice in quegli anni

sarah (ha votato 8 questo disco) alle 12:32 del 6 ottobre 2010 ha scritto:

Il mio disco preferito dei Depeche, to have and to hold e never let me down again le mie preferite. Molto bella la recensione.

mendustry (ha votato 9 questo disco) alle 11:30 del 7 ottobre 2010 ha scritto:

"Musica per le masse" è un disco unico, incantevole e, forse, è il miglior lavoro dei Depeche. Eppure io non riesco a staccarmi da "Exciter"... sarà che "Freelove" è per me la canzone più intensa!!!

Comunque grande recensione.

benoitbrisefer (ha votato 8 questo disco) alle 0:46 del 11 ottobre 2010 ha scritto:

Non so se è il disco migliore dei DM, ma Little 15 è sicuramente la loro canzone che preferisco...

Utente non più registrato alle 20:29 del 13 ottobre 2010 ha scritto:

In questo disco Gore raggiunge la massima sublimazione tra il sacro e il profano: Sacred, To have and to hold e Nothing per il primo e Behind the wheel, Strangelove, Pleasure Little Treasure, Things you said per il secondo. Things you said poi, con un Dave interdetto ed allibito a cantarla, che tenta in tutti i modi di star composto e contenere il nervosismo è di una sensualità allucinante. Behind the wheel è una porcata di canzone, nel senso letterale del termine: si capiva che Dave chiedeva alla sua lei "di stare sopra"? Di "volersi sentire dominato"?

E vogliamo parlare di Agent Orange? Una cronaca attimo per attimo di una catastrofe prima umana e poi naturale? E poi vogliamo parlare dell'artwork, con le masse invocate dagli altoparlanti rossi ma che non si radunano? Disco perfetto.

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 21:22 del 13 ottobre 2010 ha scritto:

allucinante veramente...

the things you said è cantata da gore e la track list di questo disco originale si conclude con pimpf, il resto sono remix o b.side.

per favore.basta così.seriamente, basta così.

Utente non più registrato alle 23:59 del 13 ottobre 2010 ha scritto:

RE: allucinante veramente...

Da Gore? Ma semo sicuri? Uhm...ho dei dubbi in proposito, anche in 101 la canta Dave. Di remix poi ce n'è solo uno, mi pare.

lev (ha votato 10 questo disco) alle 22:45 del 13 ottobre 2010 ha scritto:

agent orange sarà pure una b-side, ma è straordinaria. il remix di never let me down again invece orgasmico.

lev (ha votato 10 questo disco) alle 0:06 del 14 ottobre 2010 ha scritto:

si maximalist, la canta gore, ed anche in 101 mi pare. i remix sono due (almeno nel cd che ho io), never... e to have and to hold. ah, pure pleasure è un remix mi sembra. anche se la versione non remix non l'ho mai ascoltata.

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 14:34 del 14 ottobre 2010 ha scritto:

sCemo sicuri

dario1983 (ha votato 8 questo disco) alle 17:46 del 24 ottobre 2010 ha scritto:

Album meraviglioso, poco da aggiungere. C'è da dire però che se da Violator in poi, almeno musicalmente, l'evoluzione si è un pò arrestata, la qualità dei testi di Gore in album come Ultra, lo stesso Violator e anche nel criticato Playing the angel si è alzata a livelli incredibili. Se album come Black celebration hanno dei punti deboli, quelli sono proprio i testi. "Death is eveywhere / There are flies on the windscreen" ... diciamo che in seguito han fatto di meglio

tramblogy (ha votato 9 questo disco) alle 21:37 del 24 ottobre 2010 ha scritto:

.....

la morte è ovunque/ci sono mosche sul parabrezza/tanto per ricordarci ancora una volta/che potremmo essere spazzati via/stanotte/la morte è ovunque/ci sono agnelli al macello/che aspettano di morire/e io posso sentire/le ore scivolare via/stanotte....(mi piace)

Pampaboy1995 (ha votato 8 questo disco) alle 23:14 del 13 gennaio 2011 ha scritto:

Never let me down... never let me down

See the stars they're shining bright

Everything's alright tonight

canzone commovente nei loro concerti

ThirdEye (ha votato 9 questo disco) alle 1:48 del 21 maggio 2012 ha scritto:

In assoluto il loro lavoro più bello. Spanne sopra Violator secondo me. Un altro piccolo capolavoro sarà Ultra, qualche anno più tardi.

ZkDog (ha votato 8,5 questo disco) alle 17:18 del 19 febbraio 2017 ha scritto:

Fondamentale album dei DM, Never Let Me Down, StrangeLove e Little15 son superlative poi...