R Recensione

9/10

Cccp

Socialismo e Barbarie

La prima volta fa sempre male. La prima volta ti fa tremare. La terza volta ti fa pensare. La quarta volta stai a guardare.

La seconda volta è invece il primo album deiCCCP fedeli alla lira, come vennero ribattezzati da alcuni detrattori dopo essere passati alla Virgin records, abbandonando la ben più piccola Attack punk, con cui avevano registrato tre EP e il loro primo cdAffinità e divergenze (1986).

Sarebbe uno scempio limitarsi a dare una visione d’insieme del disco, vista l’importanza che in ogni canzone hanno le variazioni di ritmo, l’autonomia del pathos e l’incisività dei testi. Da segnalare che Oh! Battagliero e Guerra e pace sono canzoni aggiunte dalla pubblicazione con la Virgin, originariamente non pensate come parte di Socialismo e barbarie.

La chiusura era quindi dedicata all’oriente, dalla Cina cui rende omaggio Manifesto, alla Kabul dilaniata dalla guerra.

La traslitterazione di io amo l’URSS (a ja ljublju sssr) si apre con un’interpretazione solenne dell’inno sovietico, che verrà anche suonato dal gruppo in quel di Mosca (1989), registrando l’alzarsi in piedi dei militari seduti ad ascoltarli - un momento storico a livello musicale di cui non bisognerebbe dimenticarsi, indipendentemente dal colore politico dei fatti.

Segue un’accoppiata dall’incredibile accostamento di suoni, con ritornelli improbabili assortiti come una sorta di manifesto musicale, tanto da poter considerare Tu menti un insieme di comandamenti per le nuove generazione, oltre ad una risposta al tipo di punk proposto dai Sex Pistols, di cui riprendono il classico riff di Anarchy in UK (ecco un altro Anticristo, ma eri solo carino). Per me lo so è invece il tentativo del gruppo di tirare fuori, per usare le loro parole, “un rock’n’roll grezzo e vitale”.

ICCCP non si dimenticano mai della loro Emilia, tanto amata quanto odiata, a cui dedicano Rozzemilia (riprendendo Emilia paranoica del loro precedente lavoro). La voce di Ferretti si fa straordinariamente angosciante, sovrastando completamente tutti gli altri componenti con un crescendo urlato di disperazione.

Stati di agitazione si modella invece sul respiro dell’artista del popolo Fatur, il primo ad essere registrato per poi costruire sopra un delirio che è forse la miglior risposta a chi li accusava di essersi venduti. A vedere cosa è oggi Lindo Ferretti c’è da ascoltare con inquietudine Libera me domine, pausa mistica a intervallare i pezzi di Socialismo e barbarie.

In Manifesto si ribaltano le frasi di Lenin, perché i soviet più elettricità non fanno il comunismo, anche se non per questo non si deve osare l’impossibile.

Se Hong Kong fa smarrire la strada in un solo minuto (con semplicità inattesa), ci pensa l’orientaleggiante Sura a riportare l’ascoltare su sentieri più noti, mostrando ancora una volta l’influenza del quartiere islamico di Berlino, che non sparisce neanche in Radio Kabul. Quest’ultimo è il pezzo più sofferto, anche per motivi ideologici, poiché testimonia il cozzare della fede comunista con il massacro di una popolazione civile (per giunta fedele all’islam cui iCCCP tanto si sono mostrati affezionati).

In Inch’allah il testo francese (con alcune strofe di Victor Hugo) è letto con pronuncia storpiata, in onore degli immigrati arabo-africani giunti in Europa. Non perdetevi la versione dell’88, cantata in duetto con Amanda Lear.

Oh! Battagliero è una canzone partigiana riletta da un gruppo di folli musicisti e un’orchestra da balera; irragionevolezza irresistibile.

Resta Guerra e pace, dall’analisi cruda e asfissiante,  cinica nel testo come nell’esecuzione, una sorta di canzonetta di bambina che sembra uscita da un horror giapponese di ultima generazione (le cadaveriche silenziose che si scatenano improvvise per poi tornare smunte e minacciose); un ciclo siamo macellati, un ciclo siamo macellai.

È un cd punk, post punk o hardcore punk? Secondo iCCCP il punk non è un genere musicale, è morto e deve ancora nascere, quindi le etichette è bene tenersele nel baule con le riviste specializzate. Così come mescolavano dottrina sovietica al provincialismo emiliano sono stati capaci di scavalcare quanto di buono c’era nella musica contro, suscitando anche il fastidio di nobili corregionali comeGuccini. Sono un punto di inizio e fine della musica. Un mondo a parte.

Non sono ancora gli intellettuali dei CSI (che riusciranno ad arrivare primi nelle classifiche italiane) ma sicuramente c’è una notevole evoluzione e ammorbidimento, più nella musica che nei testi, rispetto adAffinità e divergenze, con cui forma un dittico fondamentale da cui non si può prescindere.

Ricordate, le insegne luminose attirano gli allocchi.

V Voti

Voto degli utenti: 7,8/10 in media su 12 voti.
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Cadenza 10/10
george 8/10
Cas 6/10
cesare 7/10
Robio 7/10

C Commenti

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Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 13:16 del 12 novembre 2008 ha scritto:

...col passaggio dall'Attack Punk alla Virgin, il suono quasi palesemete risulterebbe in gran parte ''addolcito'' e più amichevole, ma a dispetto di che credeva ad un drastico abbassamento dei toni polemici e a un affievolimento dell'attitudine punk irriducibile del gruppo emiliano, deve ricredersi, perchè la lucidità dei testi, l'ostinato e caparbio marchio di fabbrica di protesta dei CCCP, non viene assolutamente a mancare. Inferiore, a mio avviso, ad ''Affinità/Divergenze...'' che provocò uno sconvolgente terremoto nel letargico mondo dell'indie italiano. Rimane comunque uno dei migliori dischi dei CCCP [7.5]

Complimenti Dmitrij per la scelta! Ottima recensione

Marco_Biasio (ha votato 7 questo disco) alle 21:20 del 12 novembre 2008 ha scritto:

Dmitrij, che ne pensi di "Canzoni Preghiere Danze"? Per me è da molti, ingiustamente, sottovalutato. Pezzi come "Madre", però, fanno venire la pelle d'oca, non credi? Questo mi è piaciuto sempre marginalmente, al contrario di "Affinità Divergenze" che è un must

SanteCaserio, autore, alle 0:35 del 13 novembre 2008 ha scritto:

Marco

Pensavo di recensirlo se qualcuno non lo ha già prenotato

Ritengo questo e affinità i migliori, ma su Canzoni ti do totalmente ragione. Il problema è che si era già esaurito l'effetto novità e sui CCCP credo che l'interesse delle nuove generazioni (a partire dalla mia) si focalizzi sui racconti dei "padri", quasi tutti "convertiti" (non in senso religioso) nel maturare e che ho sentito con le mie orecchie fare discorsi tipo; "erano ragazzini, lo senti nel primo cd, ti diverti ma finisce lì, forse anche il secondo, ma insomma mica devi farti la discografia..."

Già i CSI sono arabo, e i Litfiba sono solo quelli di Regina di cuori :-O

Cas (ha votato 6 questo disco) alle 19:12 del 13 agosto 2009 ha scritto:

Mmm...Purtroppo non condivido gli entusiasmi riservati a questo disco. Non sono mai riuscito a reggere l'ascolto oltre i primi 3-4 bei pezzi. Trovo che l'album si sgualcisca irrimediabilmente nella seconda parte abbandonandosi ad ingenue melodie orientaleggianti che oltre a stonare con brani come Tu Menti e Rozzemilia, siano anche molto al di sotto dei livelli raggiunti con Affinità/Divergenze e col successivo Epica Etica..., capace di elaborare meglio il superamento del punk degli esordi.

TomooTaniguchi (ha votato 9 questo disco) alle 2:30 del 12 dicembre 2009 ha scritto:

A Ja Ljiublju SSSR!

Mi piace leggermente di meno rispetto al precedente e a "Epica Etica Etnica Pathos", ma sempre di ottimo disco si tratta.