R Recensioni chamber-post-rock (pagina 1 di 1)

The Spectacular Nowhere6/10

Manyfingers
The Spectacular Nowhere (Ici d'ailleurs 2015)

Chi si ricordava più di Manyfingers? Dopo il 2006, anno di uscita del secondo lavoro del compositore e multistrumentista Chris Cole (a suo tempo nei...
Horse Stories8/10

Dirty Three
Horse Stories (Touch And Go 1996)

Se i desideri fossero cavalli – parafrasando i Blueboy – pregherei i Dirty Three. Padre Warren Ellis (violino), figlio Mick Turner (chitarra) e spirito santo...
All Is Wild, All Is Silent8/10

Balmorhea
All Is Wild, All Is Silent (Western Vinyl 2009)

Chi ha detto che in Texas crescono solo cactus e cowboy? Eppure i Balmorhea – l'accento rigorosamente sulla prima "a" -, non indossano stivali con speroni...
From This Vantage7/10

The Ascent of Everest
From This Vantage (Shels Music 2010)

Il post-rock è una pericolosissima matrioska: imitazione di una imitazione di una imitazione. Quando mancano le idee, si sa, si ricopia; quando non si sa...
The Sea And The Bells9/10

Rachel's
The Sea And The Bells (Quarterstick Records 1996)

Cosa siete pronti a sacrificare per una barca, un mare e un'odissea? Abbiamo già esplorato le profondità delle acque con le "Ocean Songs" dei Dirty Three, ma...
Slow Riot For New Zero Kanada8/10

Godspeed You! Black Emperor
Slow Riot For New Zero Kanada (Constellation 1999)

Quasi persi in un bosco, ci troviamo a respirare il giallo e il rosso. Protetti da un casa d'alberi; il sole più su, frantumato dai profili di rami secchi...
I Could Live In Hope10/10

Low
I Could Live In Hope (Vernon Yard 1994)

Forse è vero che certi gruppi hanno un destino impresso già nel loro nome. I Low e lo slow-core. E cos’è lo slow-core? Armiamoci di dizionario e...