R Recensione

8/10

Comus

First Utterance

I Comus,come altre "stelle comete" del panorama folk prog,assursero sin dal loro album di debutto "First Utterance",nel 1971,al ruolo di culto,proprio per una proposta musicale assolutamente unica ed originalissima,un folk senza precedenti,delirante ed allucianto.

Fuappunto la visionaria mente del vocalist Roger Wootton,a dar vita ad un concept di puro paganesimo,ispirato,probabilmente,sia al poema pastorale "The Masque"di John Milton,in cui un demone lubrico e perfido (il Comus)ne era il protagonista,sia alla divinità greca ctonia del chaos,figlio di Bacco e Cerere, Komus appunto;è un violino dal sapore panico e dissonante ad aprire,e in "Diana",già si evidenzia l'estremizzazione e lo stravolgimento sonoro di ogni strumento acustico presente(la viola,le percussioni,il violino,il flauto): la voce, volutamente grottesca e lancinante di Wootton,incalzata da percussioni tribali e ossessive,narra-urla,l'inseguimento della fanciulla-dea Diana nel fitto di un bosco ad opera del Comus.

Ma non è il bosco "amico",la natura fonte d'ispirazione e rifugio dello spirito dei Tudor Lodge e di gran parte della tradizione folk britannica; al contario,è una natura disperata e dilaniata dalle paure ancor più dell'uomo stesso,dominata da un'irrazionalità primordiale che,lungi dal confortare l'anima preda delle sue ossessioni,la soggioga anzi con demoniache apparizioni.

"Song to Comus" è l'aperta manifestazione di tali visioni:l'iniziale,circospetto violino,si affianca ad un maligno e beffardo cantato,doppiato come in un'eco dalla delicata voce di Bobbie Wattson,che conduce l'ascoltatore,dritto,dritto nella tana del dio; Roger Wootton,quasi incarnatosi nel Comus stesso,dà sfogo a bestiali rigurgiti e bizzarri vocalizzi attraverso cui,in un vorticoso incedere di baccanale,l'essenza del demone assettato di vergini prorompe (e proprio in questo antefatto si cela l'ispirazione miltoniana) grazie ad arrangiamenti chitarristici quasi satanici,opera dell'ottimo Glen Goering;è un brio demoniaco quello che percorre tutto l'album,e la perfida "Drip,drip",ove ancora una volta la natura infernale si fa teatro di un assassinio,trasuda un'erotica,sanguinaria mania: sono le contorsioni vocali,disperate e folli di Wotton-carnefice ad irrompere sopra ipnotiche drums e (studiatamente)"nauseabonde" strings,a cui la vittima-Bobbie Wattson,con un isterico,a tratti lamentoso contrappunto,risponde.

Ma ecco che l'atmosfera irrorata di melma e sangue per un istante si sospende per catapultarci nel mezzo di un frenetico rituale wiccano;è un frammento lisergico che subito ripiomba,insieme al corpo della vittima,in un abisso di pazzia.Sembra non esservi requie in queste brutali foreste,fatta eccezione per "The Herald":sono stavolta le evanescenti,oniriche vocals della Wattson,introdotte e seguite da uno spettrale teremin a descrivere un malinconico araldo,che dismettendo il suo flauto,si ritira,prima che il giorno spunti,nell'insolita,notturna quiete della boscaglia.

Ma è l'unico respiro bucolico: con "The Bite" si ritorna al consueto,macabro mood,e non potrebbe essere diversamente:sarà un nervoso flauto marcatamente "prog",e dramamtici fraseggi di violino(che agli ascoltatori più attenti non possono non richiamare alla mente certi passaggi dei Beatles!)a raccontare (altra nota dissonante rispetto all'ambientazione tutta pagana), il martirio di un cristiano e la gaudente folla spettattrice.

Al breve,orrorifico scorcio strumentale di "Bitten",succede il pezzo conclusivo "The prisoner",moderna storia di malattia mentale,raccontata con tutte le sfumature vocali che solo l'eccelso Wotton riesce a dare ai colori della follia;è il dialogo di uno schizoide paranoico con le sue voci interiori mirabilmente interpretate dalla singer femminile,che si fa,in un crescendo di fobia e isterismo,aperta accusa contro chi ha decretato il suo isolamento.

Indiscutibilmente si tratta di un'opera sui generis,tanto ardita quanto di difficile ascolto ma che,proprio in virtù di questo carattere sperimentale è diventata un must assoluto e imperdibile;è chiaro,dunque,il perché di un'accoglienza più smorzata,sia dalla critica che dal pubblico,del loro album di reunion "To keep from crying",uscito nel 1974: le sperimentazioni vocali e gli arrangiamenti audaci lasceranno il posto ad un sound più elettronico,nuovi saranno gli orientamenti a cui la band guarda,e quasi più nulla rimarrà del loro precedente percorso musicale.

Ma la perversa luce di "First Utterance" ha continuato a splendere fino ai giorni nostri,tanto che,in ambito cosiddetto "Neo-Folk",nei Current 93 di David Tibet si possono riscontrare impressionanti similitudini;e non a caso una loro cover è "Diana".

V Voti

Voto degli utenti: 9,2/10 in media su 22 voti.
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0,5
Cas 8/10
cthulhu 10/10
loson 10/10
REBBY 8/10
ThirdEye 10/10
gramsci 10/10
B-B-B 9,5/10
Lelling 9,5/10

C Commenti

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Lewis Tollani (ha votato 10 questo disco) alle 7:33 del 11 luglio 2007 ha scritto:

Complimenti...

...per la scelta del disco e per come ne hai parlato...

Nadine Otto alle 8:50 del 11 luglio 2007 ha scritto:

Delirio

Mi è piaciuta tantissimo tua recensione! Complimenti anche da me!

Arnold Layne (ha votato 10 questo disco) alle 19:32 del 11 luglio 2007 ha scritto:

Stupefacente

Tra i dischi folk che ho ascoltato questo è sicuramente il migliore, anche se definirlo solo folk è molto riduttivo. Un disco stupefacente, vorticoso, tribale, onirico, assolutamente imperdibile! C'è n'è per tutti i gusti, peccato che sia poco conosciuto! Ottima scelta, ne hai parlato davvero molto bene. Evviva i Comus, un bel 9,5 non glie lo toglie nessuno.

Arnold Layne (ha votato 10 questo disco) alle 19:33 del 11 luglio 2007 ha scritto:

..

I 10 pieni li meritano solo 5 o 6 dischi

cthulhu (ha votato 10 questo disco) alle 9:18 del 6 settembre 2008 ha scritto:

Disco epocale

Difficile trovare paragoni, sono stati una delle incarnazioni più originali dei '70, in bilico fra folk, prog e avanguardia.Rece fondamentale!!

Kid-A-Rock (ha votato 8 questo disco) alle 17:18 del 16 febbraio 2009 ha scritto:

Notevole

.. la tua recensione è perfetta. Io adoro quel disco, adoro quel gruppo ed è un peccato che molti, moltissimi non li conoscano. L'esoterismo contenuto in "Diana" e "Song to Comus" mi esalta, mi ricorda le atmosfere dei controversi Current 93, ma i testi e le musiche sono moooolto più curate e veramente sensazionali.

Filippo Maradei (ha votato 9 questo disco) alle 19:49 del 31 luglio 2010 ha scritto:

Un album sensuale, perverso, intenso, incalcolabile.

loson (ha votato 10 questo disco) alle 19:57 del 31 luglio 2010 ha scritto:

Monumentale.

Bellerofonte (ha votato 9 questo disco) alle 13:20 del 2 aprile 2011 ha scritto:

eh ma questo non avevo mica visto ci fosse...

8 per quest'album è poco!

9,5

Utente non più registrato alle 14:00 del 3 marzo 2012 ha scritto:

Bellissimo disco, come anche il citato dei Tudor Lodge.

Paolo Nuzzi (ha votato 9,5 questo disco) alle 11:26 del 21 novembre 2013 ha scritto:

Disco incredibile, di quelli che ti cambiano la vita al primo ascolto. Lo cerco in vinile da tempo, no cd, no fucking double edition (song to comus, che contiene anche l'opera seconda, molto meno a fuoco dell'immenso capolavoro di cui sopra), lo avrò. Ma qualcuno ha ascoltato il loro ritorno, ovvero Out of the Coma?

ThirdEye (ha votato 10 questo disco) alle 18:52 del 12 dicembre 2013 ha scritto:

Uno dei dischi più belli di sempre