R Recensione

8/10

Forest

Forest-Full Circle

Lunghi capelli spioventi sul viso,fiori fra le dita,alberi e spighe selvatiche tutt’intorno: quale migliore biglietto da visita per tre giovani musicisti anglosassoni,che verso la fine degli anni ’60 esordirono col nome di Forest? Perché i fratelli Martin e Hadrian Wehlam,a cui si aggiunse il polistrumentista Derek Allenby,tra il 1969 e il 1970,diedero alla luce due opere di genuino folk psichedelico,apparentemente semplici ma in realtà ricche di influenze e sfumature.

E se “Bad Penny”,il pezzo che apre il pezzo del loro primo album omonimo “Forest”,spontaneamente li accosta ai contemporanei,e a tutta prima simili Incredibile String Band,vasta e maggiore è al contrario l’influenza esercitata dai grandi Byrds rintracciabile in tutto lo scorrere del disco:nella splendida e indimenticabile “A glade somewhere”ad esempio,sia  per il particolare commovente timbro vocale di Martin Wehlam, ,enfatizzato da un organo drammaticamente psichedelico,e da  un’armonica strappalacrime che ancor di più ne sottolinea il pathos.

Compiacenti chitarre e appena percettibili mandolini,tracciano un mood pastorale e sensuale al contempo,e “Lovemakers ways” fluttua insieme ad un cantato ondeggiante,ottimo ibrido fra Spyrogira e Mellow Candle.Pura coincidenza o cos’altro? Ma il brioso fraseggio di pipes in “While you’re gone”,sarà riscontrabile in un pezzo dei futuri Fresh Maggots che debuttarono però l’anno successivo alll’uscita di Forest,nel 1970.Attraverso l’amaro rimprovero di “Silvie” e “A fantasy you”,la notturna “Fading light”ammalia per le scelte stilistiche vicine non solo ai già citati Byrds,ma anche ai Led Zeppelin,soprattutto  per l’approccio vocale.

Schiettamente psichedelica,(e come potrebbe essere diversamente con un titolo simile?!) si offre  “Do you want some smoke?”, incentrata sulle lisergiche vocals sotto cui tenui flauti scivolano e accarezzano e per nulla presagiscono la successiva “ Don’t want to go”,romantico  lamento di psichedelico amore :è attraverso una semplice ma toccante sezione di strings e una linea vocale che si dipana in un crescendo via via sempre più drammatico,mai abbandonata dal fedele,acido organo che le corde dell’anima vengono  pizzicate attraverso nostalgia e lacrime.

Gioconde e profondamente hyppie,”Nothing else matter” e “ Rain is on my balcony”,attraverso la loro pacata letizia e  accenni di rarefatti cori riportano alla memoria addirittura i Mamas & Papas. E proprio con questa atmosfera degna dei figli dei fiori che il primo,eccellente capitolo di questa opera sincera si chiude., Leggermente differente,”Full Circle”,secondo lp del trio,è una riuscita commistione di psichedelia e folk-blues caro alla  tradizione americana,come la ballad d’apertura “Hawk the Hawker” testimonia, con ammiccamenti ai Rolling Stones del secondo periodo,debitori anch’essi alle influenze d’oltreoceano.Ispirata ad un sogno, “Bluebell Dance” è invece un evanescente folk psichedelico tout court evocato da una danza di campanelli e notturne chitarre che ben si addicono alle oniriche lead vocals di Wehlam.

Dal sogno al ricordo il passo è breve, e sarà la strumentale “To Julie”,a riportare in vita un perduto amore,per opera di  mesti accordi in minore.Ma ecco che l’irruenza psichedelica di “Gipsy girl”, lo scanzonato, blues di “Do not walk in the rain”e l’affettatamente sdolcinata “Much a do about nothing”spezzano l’incantesimo;ancora una volta,gli immancabili Beatles fanno capolino nella particolarissima “Graveyardla quale,a sorpresa,sfuma nel tradizionale a cappella” Famine song”,tutto giocato suvoci,harmonium e whistles,triste dedica a coloro che sono morti e continuano a morire di fame.

Definitivamente con “Autumn Childhood”il sipario del tempo cala sui Forest,e 30 anni sono dovuti trascorrere prima che venissimo riesumati dalla polvere dell’oblio,destino comune a gran parte dei gruppi dell’epoca considerati minori.Come di consueto anche le copertine dei lavori di questo trio meritano un plauso,evocandone lo spirito più di 1000 parole.

V Voti

Voto degli utenti: 8,3/10 in media su 3 voti.
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B-B-B 8,5/10
Lelling 8,5/10

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